Nel cuore di Palermo nasce Nostos, un luogo dedicato alla memoria dell’emigrazione siciliana nel mondo. L’installazione, ideata dal regista e documentarista Stefano Savona, trova spazio nella cripta restaurata della ex chiesa dei Santi Euno e Giuliano. L’obiettivo è offrire un’esperienza di ascolto che restituisca profondità e dignità alle storie di chi ha lasciato l’Isola nel secolo scorso attraverso voci originali, oggetti evocativi e pannelli informativi. L’iniziativa nasce all’interno del progetto Italea Sicilia, volto a rinsaldare il legame tra i discendenti dei siciliani emigrati e la loro terra d’origine.
Un viaggio nella storia nel cuore di Palermo
Nostos si distingue per un approccio immersivo che supera il concetto tradizionale di museo, privilegiando l’ascolto e la memoria orale. Al centro dell’installazione i gomitoli-audio, piccoli dispositivi che custodiscono testimonianze in siciliano raccolte tra il 2008 e il 2010 da contadini, pastori, braccianti e pescatori nati tra il 1910 e il 1930. Le registrazioni provengono dall’archivio multimediale Il Pane di San Giuseppe, un corpus di circa 200 ore che documenta condizioni di vita e migrazioni nel Novecento rurale. Le voci emergono dalle nicchie della cripta, situata sei metri sotto piazza Magione, uno spazio rimasto a lungo inesplorato.
L’ingresso è introdotto da pannelli che illustrano il fenomeno dell’emigrazione siciliana e da un intreccio di fili colorati che rappresenta le rotte verso le Americhe e l’Australia, con il progetto evidenzia il ruolo centrale della memoria collettiva nella costruzione dell’identità contemporanea.
Una collaborazione tra pubblico e privato
L’iniziativa è il risultato della collaborazione tra il Ministero degli Affari Esteri, attraverso il progetto Turismo delle Radici, la Fondazione Le Vie dei Tesori e il Comune di Palermo, che ha curato il restauro dell’antica chiesa seicentesca. Durante l’inaugurazione erano presenti rappresentanti istituzionali, studiosi e amministratori locali, a conferma della collaborazione tra le varie sfaccettature della società civile siciliana.
Il regista Stefano Savona, premiato al Festival di Cannes nel 2018, ha concepito Nostos come un viaggio simbolico dalla terra siciliana verso gli oceani attraversati dagli emigrati: l’opera si inserisce nel contesto storico della Kalsa, tra luoghi già dedicati alla memoria e al patrimonio architettonico, come lo Spasimo e il Teatro Garibaldi. L’intento della mostra è coinvolgere cittadini, visitatori e soprattutto le scuole, affinché le nuove generazioni possano conoscere un capitolo fondamentale della storia isolana.
L’accesso allo spazio, situato in piazza Sant’Euno, è previsto ogni weekend con ingresso libero.



















