Un abito che non è solo un abito, ma un simbolo. Si chiama “Luce” ed è la creazione firmata dall’artista siciliano Domenico Pellegrino per Abiti RiBelli, il progetto comunitario de L’Arte di Crescere che, insieme a CESVOP e CIRPE, mette all’asta cento abiti da sposa per trasformarli in solidarietà, rigenerazione e sport. L’opera sarà presentata al pubblico domenica 7 dicembre 2025 alle 17:00 negli spazi di neu[nòi] in via Alloro 64, a Palermo. Il ricavato contribuirà alla realizzazione della prima area fitness pubblica e gratuita del quartiere Sperone, un intervento costruito insieme a cento donne che stanno riscrivendo, con gesti concreti, il futuro del territorio.
Un abito che parla di memoria, forza e rinascita
“Luce” nasce come un racconto cucito tra arte, tradizione e rigenerazione. L’abito è attraversato da decori in foglia oro che richiamano il carro di Apollo, simbolo della vitalità che illumina il cammino. La trama è composta da centrini, ricami e tessuti rielaborati, reinterpretati in chiave contemporanea: nodi, fili e intrecci che custodiscono storie familiari e gesti di cura tramandati nel tempo.
Quest’oro non è semplice ornamento: richiama la grande tradizione dei mosaici bizantini siciliani, dalla Cappella Palatina a Monreale, dove ogni tessera è una particella di eternità. Il risultato è un abito che diventa metafora di energia femminile, resistenza e rinascita.

Il legame con Santa Rosalia e Sant’Agata
“Luce” si inserisce in una narrazione più ampia, attraversando due assi centrali della ricerca artistica di Pellegrino:
– la Santa Rosalia del Festino 2016, caratterizzata da una veste ricamata e luminosa;
– Tu Sei Agata, il progetto partecipativo che sarà presentato a febbraio, costruito con i centrini donati da centinaia di donne siciliane per comporre una mantella lunga un chilometro.
In questo abito, Rosalia e Agata si incontrano: due simboli di forza, devozione e resilienza che dialogano e si proiettano nel futuro attraverso un’opera che porta con sé memoria, identità e trasformazione.
L’arte come gesto di comunità
«La luce è il mio linguaggio», spiega l’artista. Pellegrino descrive l’abito come un modo per restituire bellezza alle persone e ai luoghi, portando l’arte fuori dagli spazi espositivi e dentro la vita della città. «Credo profondamente che l’arte debba generare relazioni, bellezza e cambiamento», afferma, ribadendo il valore delle azioni collettive e partecipate.
Contribuire alla creazione di un’area fitness allo Sperone — uno dei quartieri popolari più complessi di Palermo — significa trasformare un simbolo artistico in un atto concreto di cura e responsabilità, aprendo spazi di benessere e possibilità per la comunità.
Un progetto che unisce cento donne e un intero territorio
Il cuore di Abiti RiBelli sta nel lavoro condiviso di 100 donne con storie, età e percorsi diversi: donne vittime di tratta, donne in percorso di reinserimento, donne della città che scelgono di mettersi insieme per un’idea comune. Insieme stanno costruendo non solo un intervento urbano, ma un’esperienza di empowerment, solidarietà e rigenerazione. “Luce” diventa così un ponte tra passato e futuro, tra arte e territorio, tra memoria e cambiamento.
L’asta e la presentazione pubblica rappresentano un momento di incontro e condivisione, un invito alla città a partecipare a un percorso che illumina e restituisce energia a un’intera comunità.




















