Dal 13 dicembre 2025 al 1 febbraio 2026, l’Eco-museo del Mare di Palermo ospiterà la mostra Hotspot Mediterraneo, un viaggio interattivo e visivo nel cuore del cambiamento climatico che sta trasformando il Mare Nostrum. La mostra, ideata dal fotografo documentarista Francesco Bellina e dal giornalista ambientale Stefano Liberti, esplora in modo originale gli effetti della crisi climatica, tra inquinamento, riscaldamento globale, perdita di biodiversità e le crescenti sfide geopolitiche.
Un racconto visivo
In un viaggio che si snoda tra Europa, Nord Africa e Medio Oriente, la mostra vuole sensibilizzare e far riflettere sulle trasformazioni ambientali e sociali che minacciano uno dei mari più ricchi di storia e biodiversità del pianeta.
Attraverso 43 potenti fotografie, Hotspot Mediterraneo documenta la realtà drammatica dei cambiamenti che stanno colpendo il Mediterraneo. Le immagini catturano il paesaggio marino in trasformazione: l’innalzamento del livello del mare, l’invasione di specie aliene e le storie di migrazione climatica, come quella degli abitanti di Gabès in Tunisia, costretti ad abbandonare le loro terre a causa della crescente desertificazione. Ogni fotografia è accompagnata da brevi testi scritti e letti da Liberti, che possono essere fruibili tramite un’app per dispositivi mobili, rendendo la mostra accessibile in italiano e in inglese.
Storie di resistenza
La mostra non si limita a denunciare i danni ambientali: racconta anche storie di resistenza e speranza. Una di queste riguarda la ONG Archipelagos, che dal 2004 opera nel mar Egeo con l’obiettivo di monitorare e tutelare la biodiversità marina, fondata da un ex capitano di petroliere che ha deciso di lottare per la salvaguardia del mare. Un altro esempio di resilienza è il Mar Menor in Spagna, la più grande laguna salata d’Europa, che ha ottenuto la personalità giuridica dopo un collasso eco-sistemico, grazie all’impegno di un movimento popolare.
Un monologo in musica per accompagnare il viaggio
Un’ulteriore dimensione artistica è offerta dal monologo in musica che accompagna la mostra. Stefano Liberti racconta la sua esperienza di viaggio e le scoperte fatte durante il suo percorso, mentre le immagini si proiettano sullo sfondo. La performance è arricchita dalla musica dal vivo, con violoncello e fisarmonica suonate da Pasquale Filastò, creando un’esperienza immersiva che unisce arte visiva e sonora, per far immergere il pubblico nelle storie raccontate.
Un appello urgente per la salvezza del Mediterraneo
“Hotspot Mediterraneo nasce dall’urgenza di fare luce sui rapidi e profondi cambiamenti che stanno interessando il Mediterraneo – spiegano gli autori -. Il Mediterraneo, che per millenni è stato crocevia di culture, commerci e tradizioni, è ora sotto attacco e rischia di cambiare irrimediabilmente. Con questa mostra, vogliamo ricreare un senso di appartenenza collettiva che sembra essersi perso, facendo riflettere sul nostro legame con il mare e sulle sfide globali che dobbiamo affrontare per salvarlo”.
La mostra è gratuita e può essere visitata dal martedì al venerdì dalle 10.00 alle 18.00 e il sabato e la domenica dalle 9.30 alle 14.30, fino all’1 febbraio 2026, per un’esperienza che non solo sensibilizza, ma invita all’azione per la tutela di uno dei patrimoni naturali più ricchi e vulnerabili del mondo.


















