Se stai provando a tornare in Sicilia o in Sardegna per le feste e ti sei trovato davanti a un biglietto aereo che costa quanto una vacanza alle Maldive, sappi una cosa: non sei solo. E soprattutto, secondo l’Antitrust, non c’è nulla di strano.
Sì, perché il caro voli esiste, lo vediamo tutti, lo paghiamo tutti… ma a quanto pare rientra perfettamente nelle regole del gioco. Tutto regolare, tutto legittimo, tutto “mercato”.
L’Autorità garante della concorrenza e del mercato lo ha spiegato chiaramente durante un’audizione parlamentare dedicata agli svantaggi dell’insularità. Ha analizzato oltre 23 milioni di biglietti aerei venduti nel 2023 sulle rotte da e per Sicilia e Sardegna e non ha trovato tracce di pratiche scorrette, accordi sospetti o algoritmi vendicativi pronti a punirti perché cerchi il volo dal telefono.
Niente profilazione in base al dispositivo, al sistema operativo o alla cronologia di navigazione. Niente complotti. Solo prezzi che salgono perché la domanda aumenta e i posti sono pochi. In altre parole: è il mercato, bellezza.
Eppure, qualcosa non torna. Perché se è vero che a Natale i prezzi aumentano un po’ ovunque, è anche vero che, quando si parla di isole, l’aumento diventa spesso vertiginoso. Talmente tanto che un volo per Palermo o Cagliari può arrivare a costare più di un intercontinentale. E a quel punto la domanda viene spontanea: normale per chi?
Le associazioni dei consumatori, infatti, non ci stanno. Assoutenti parla apertamente di una situazione ormai insostenibile, soprattutto nei periodi festivi, quando la concorrenza tra compagnie sembra scomparire e le alternative si riducono al minimo. O parti a qualsiasi prezzo, o resti dove sei.
Secondo Gabriele Melluso, presidente di Assoutenti, il problema non è solo economico ma anche sociale. Il diritto alla mobilità verso le isole non può trasformarsi in un lusso stagionale, soprattutto in un Paese che, sulla carta, riconosce e tutela le specificità dei territori insulari.
Ancora più duro il Codacons, che punta il dito contro l’uso degli algoritmi di prezzo, accusati di amplificare i rincari fino a livelli assurdi. In certi casi, dicono, gli aumenti arrivano anche al 900% rispetto ad altri periodi dell’anno. Tanto che, paradossalmente, può risultare più conveniente volare all’estero e poi rientrare in Italia, piuttosto che prendere un volo diretto per le isole.
Il punto, però, è sempre lo stesso: tutto questo è legale. L’Antitrust può intervenire solo se emerge un coordinamento illecito tra le compagnie. Se i prezzi salgono “naturalmente”, anche quando diventano proibitivi, le mani restano legate.
Ed è proprio qui che nasce la frattura tra istituzioni e cittadini. Da un lato, i numeri e le regole del mercato. Dall’altro, la sensazione molto concreta che tornare a casa, durante le feste, stia diventando sempre più complicato.
Il caro voli c’è.
Le polemiche pure.
Ma per ora, ufficialmente, va tutto bene.
Anche se, davanti a certi prezzi, l’unica vera domanda resta sempre la stessa: quanto vale, oggi, tornare a casa?




















