Nel centenario della nascita di Andrea Camilleri, la Rai sceglie RaiPlay come spazio privilegiato per rendere omaggio a uno degli autori più amati e rappresentativi della cultura italiana. Da ieri 22 dicembre è disponibile sulla piattaforma “Camilleri racconta. Amo le triglie di scoglio”, un progetto originale che intreccia racconto autobiografico, materiali d’archivio e testimonianze, restituendo il ritratto di uno scrittore capace di attraversare il Novecento con curiosità, ironia e rigore civile.
Un progetto digitale per raccontare Camilleri oggi
Ideato da Bruno Luverà per Rai Contenuti Digitali e Transmediali, “Camilleri racconta” nasce come progetto pensato nativamente per il digitale, non come semplice derivazione televisiva. Accanto ad Andrea Camilleri c’è Vincenzo Mollica, che accompagna il pubblico in un viaggio intimo e narrativo tra ricordi personali, collaborazioni artistiche e snodi fondamentali della sua carriera. Dall’infanzia a Porto Empedocle agli anni in Accademia, dalle stagioni creative in Rai fino ai debiti culturali con Pirandello, Simenon e Sciascia, il racconto restituisce la complessità di un artista a tutto tondo.
Cinque tappe per attraversare un immaginario
La docuserie si articola in cinque appuntamenti, ciascuno costruito come una tappa autonoma ma parte di un unico percorso narrativo. “L’alfabeto di Andrea Camilleri” costituisce il cuore del progetto: cento parole-chiave, dalla A di amore alla Z di Zingaretti, per entrare nel suo universo linguistico e umano. Seguono l’incontro immaginifico con Antonio Manzini, creatore di Rocco Schiavone, in cui Montalbano e Schiavone sembrano indagare insieme, e il dialogo sui valori ideali della vita, un confronto intimo con Mollica alla vigilia di “Conversazione su Tiresia”.
La nascita di Montalbano e il legame con Zingaretti
Uno dei momenti più attesi è “Il mio Montalbano”, in cui Camilleri racconta la genesi e l’evoluzione del suo personaggio più celebre. Qui emerge il legame profondo con Luca Zingaretti, volto televisivo del commissario, e il modo in cui Vigàta e il vigatese sono diventati un linguaggio universale, capace di parlare a generazioni diverse senza perdere radicamento e autenticità.
Novant’anni di festa e di memoria
Il viaggio si chiude con “Novanta”, le immagini della festa per i 90 anni dello scrittore, celebrata nel 2015 in via Asiago, davanti alla sede Rai. Un momento corale che restituisce l’affetto del pubblico e il riconoscimento istituzionale per un autore che ha saputo unire popolarità e qualità letteraria, impegno civile e piacere del racconto.
RaiPlay come laboratorio narrativo
“Celebriamo non solo lo scrittore, ma l’artista a tutto tondo che ha attraversato il Novecento con una curiosità inesauribile” sottolinea Vincenzo Mollica. In questo senso, “Camilleri racconta” si inserisce pienamente nella strategia della Direzione Contenuti Digitali e Transmediali guidata da Marcello Ciannamea, che vede RaiPlay non solo come piattaforma di catch-up, ma come luogo di sperimentazione narrativa. Un laboratorio capace di ospitare docuserie, format culturali e progetti di memoria che, se funzionano, possono dialogare anche con la televisione lineare.




















