Entrare nella sede del Ceipes Ets, nel cuore del quartiere Uditore, significa immergersi in un luogo in cui formazione, comunità e futuro si intrecciano ogni giorno. È qui che prende forma “Arrinesci”, il progetto selezionato dall’ente “Con i Bambini” per contrastare la povertà educativa minorile e offrire agli adolescenti spazi sicuri, creativi e protetti.
“Il Ceipes è un ente del terzo settore attivo da 18 anni in Sicilia – racconta Laura Calì, project manager – e lavoriamo sul territorio per promuovere competenze, benessere e partecipazione. Siamo nati come realtà interculturale e oggi coordiniamo più di cento progetti europei e locali”. Una rete che cresce, si evolve e coinvolge decine di professionisti, volontari e giovani.
Un ponte tra Palermo, l’Europa e le comunità locali
Il Ceipes – Centro Internazionale per la Promozione dell’Rducazione e dello Sviluppo – opera a livello locale, europeo e internazionale con un centinaio di organizzazioni partner. Gemellato con il Ceipes di Belgio, Portogallo, Turchia e Ungheria, in Sicilia coordina la Rete Ceipes, composta da più di 40 enti tra pubblici e privati.
“Il nostro obiettivo è facilitare l’accesso alle opportunità europee e creare percorsi di crescita per giovani e adulti – spiega Alessio Famà, Responsabile della comunicazione -. Lavoriamo su educazione, diritti umani, sport, arte, benessere psicologico, imprenditoria e inclusione. Ogni progetto è un tassello di un lavoro più grande, per costruire comunità più forti”.





Arrinesci: un progetto che mette al centro gli adolescenti
Arrinesci nasce per accompagnare i ragazzi dagli 11 ai 18 anni in un percorso di crescita emotiva, sociale e relazionale. È attivo in tre circoscrizioni di Palermo – Uditore,CEP e centro storico – grazie alla collaborazione tra Ceipes, Epyc, Giardino dei Petrazzi e numerosi partner pubblici e privati, con la collaborazione, tra gli altri, anche dell’Università degli studi e dell’Ospedale dei Bambini “Giovanni Di Cristina” di Palermo.
“Da gennaio partiranno i laboratori artistici, musicali e sportivi – spiega Laura Calì – con percorsi pensati per sviluppare soft skill fondamentali: gestione delle emozioni, capacità decisionali, relazione con gli altri”.
Il progetto coinvolgerà oltre 3.300 adolescenti in quattro anni, insieme a più di 100 famiglie e 330 fra docenti e operatori, che parteciperanno a percorsi formativi dedicati.
Arrinesci tra laboratori, sportelli e attività: quando il benessere diventa comunità
Le attività previste da Arrinesci sono numerose e diversificate. Gli studenti potranno sperimentare per esempio l’equilibrismo, la danzaterapia e partecipare a numerosi laboratori dedicati tra l’altro alla gestione delle emozioni e alla conoscenza di sé, guidati da psicologi e neuropsichiatri. Sport e inclusione, saranno, quindi, abbinati in un percorso pensato per unire movimento, relazione e crescita personale.
“Il progetto è pensato per creare ambienti protetti in cui i ragazzi possano esprimersi liberamente – prosegue Alessio Famà – Non è solo un insieme di attività, è un percorso di ascolto, accoglienza e crescita”.
Ogni sede ospita anche uno sportello di supporto psicologico, gestito da professionisti qualificati, e uno sportello dedicato a identità di genere e orientamento sessuale, in collaborazione con Arcigay.





Una rete che cresce: scuole, famiglie, operatori
Arrinesci non coinvolge solo gli adolescenti, ma anche coloro che li accompagnano ogni giorno. “Il progetto prevede formazioni specifiche per insegnanti e operatori – racconta ancora Calì – su temi come carriera alias, comunicazione assertiva, prevenzione del disagio giovanile e dispersione scolastica”.
Un’attenzione particolare è dedicata, quindi, alle famiglie, che parteciperanno a cicli di incontri dedicati alle competenze genitoriali, per dar loro gli strumenti adatti a sostenere i figli nel delicato passaggio dell’adolescenza.
Arrinesci è gratuito: come partecipare
I ragazzi e le loro famiglie possono aderire tramite i canali social del progetto Arrinesci, su cui vengono pubblicati moduli, aggiornamenti e calendari delle attività. “Vogliamo che sia un progetto accessibile a tutti – sottolineano Calì e Famà – per questo tutte le attività sono completamente gratuite“.






















