Il 2025 si chiude con numeri senza precedenti per l’Aeroporto Falcone Borsellino di Palermo: lo scalo supera per la prima volta la soglia dei 9 milioni di passeggeri, consolidando il proprio ruolo nel sistema aeroportuale del Sud Italia. Un risultato che arriva al termine di un anno segnato da un cambio di passo gestionale e strategico, da una crescita dei flussi internazionali, dal miglioramento dei conti e dal rafforzamento del legame con il territorio. Un percorso che apre ufficialmente una nuova fase per l’aeroporto.
Traffico record e spinta internazionale
L’aumento del traffico complessivo per questi ultimi 12 mesi, si attesta al 3,3 % con una media di 151 passeggeri per volo, in crescita rispetto al 2024. A trainare il risultato è soprattutto il segmento internazionale, che oggi pesa per il 34% del totale con 3,1 milioni di viaggiatori, 350 mila in più rispetto all’anno precedente. Francia, Germania e Spagna si confermano mercati chiave, ma l’incremento più marcato arriva da Polonia, Turchia, Svizzera e Regno Unito.
Particolarmente rilevante anche la performance della rotta intercontinentale Palermo–New York, che supera i 40mila passeggeri e registra un balzo del 121%. Il mese record, con oltre un milione di transiti è stato luglio, mentre il 25 luglio rappresenta il giorno più trafficato di sempre.
La visione per il futuro
Accanto alla crescita dei passeggeri, il 2025 consolida anche il nuovo modello gestionale dello scalo. I ricavi complessivi si attestano intorno ai 100 milioni di euro con un Ebitda (margine operativo) superiore ai 25 milioni, mentre le attività commerciali superano i 22 milioni di euro, grazie alla crescita di food & beverage e retail. “Il 2025 ha rappresentato l’inizio di una nuova traiettoria industriale, fondata su scelte strategiche chiare e azioni concrete” afferma l’amministratore delegato di Gesap Gianfranco Battisti, sottolineando come lo scalo stia diventando “una piattaforma moderna e sostenibile, aperta all’innovazione e capace di attrarre nuovi flussi e nuove competenze”.
Una visione che guarda già al futuro: “Abbiamo posto le basi per un modello orientato ai risultati e al valore per il territorio. Il piano industriale che presenteremo nel 2026 – conclude Battisti – consoliderà questo approccio, puntando su sostenibilità, digitalizzazione, internazionalizzazione e sviluppo del capitale umano”.


















