Le Vie dei Tesori archivia il suo diciannovesimo anno di attività con risultati che confermano la maturità del progetto e la sua capacità di andare oltre la formula del festival. Sono stati 251.098 gli ingressi complessivi, oltre tremila in più rispetto al 2024, mentre l’impatto economico diretto e indiretto nelle città coinvolte ha raggiunto quota 7.939.131 euro. Numeri che emergono dal report commissionato a OTIE, l’Osservatorio sul turismo nelle isole europee, guidato dal docente di Economia del Turismo Giovanni Ruggieri, che restituiscono l’immagine di una piattaforma culturale ormai strutturata e attiva durante tutto l’anno.
Città siciliane e Mantova in un unico racconto
Il cuore dell’edizione 2025 si è concentrato tra il 20 settembre e il 16 novembre, quando sedici città siciliane e Mantova si sono trasformate in un grande racconto corale. Luoghi spesso inaccessibili, cantieri, archivi, palazzi storici, siti produttivi e della memoria civile, ma anche paesaggi naturali e itinerari tematici hanno composto un’offerta che intreccia patrimonio, innovazione e partecipazione civica. Non solo visite, ma esperienze, passeggiate d’autore, progetti educativi e sperimentazioni digitali, a conferma di un format capace di rinnovarsi senza perdere identità.
Palermo motore dell’iniziativa
Con 164.769 ingressi, pari a oltre il 65% del totale, Palermo si conferma il cuore pulsante delle Vie dei Tesori. Il calendario esteso su sei fine settimana ha rafforzato l’impatto della manifestazione, che nel capoluogo ha aperto 85 luoghi, proposto 50 esperienze e 80 passeggiate d’autore, dedicando anche un intero weekend alla biodiversità. La ricaduta economica stimata supera i 5,2 milioni di euro, consolidando il ruolo del Festival come leva culturale ed economica per la città.
Territori in crescita
Accanto a Palermo, il Festival mostra una dinamica di crescita diffusa. Catania supera i 20mila ingressi, mentre Ragusa rappresenta il dato più sorprendente dell’edizione con 13.975 presenze, più del doppio rispetto al 2024. Buoni risultati arrivano anche da Trapani, Messina, Enna, Caltanissetta e Bagheria, mentre le realtà medio-piccole confermano un forte potenziale di sviluppo legato alla qualità dell’offerta e al coinvolgimento delle comunità locali.
Un pubblico fedele
Il monitoraggio OTIE fotografa un Festival partecipato e riconosciuto. Il 70% dei visitatori aveva già preso parte ad altre edizioni, ma cresce la quota dei nuovi partecipanti, che raggiunge il 30%. Il livello di soddisfazione supera il 90% e quasi tutti dichiarano l’intenzione di tornare e di consigliare l’esperienza. Il profilo del visitatore è sempre più maturo, spesso over 45, con un alto livello di istruzione: la percentuale di laureati passa dal 51,4% del 2024 al 59,1% nel 2025. Si partecipa soprattutto in coppia o in famiglia, con una forte predilezione per le visite guidate.
L’impatto economico e sociale
Cresce anche la presenza dei turisti, che rappresentano il 12,8% del pubblico e restano in media due notti nelle città ospitanti. Accanto ai visitatori europei, arrivano presenze da contesti extraeuropei come Capo Verde e California, a conferma dell’attrattività internazionale del progetto. La spesa complessiva generata sfiora gli 8 milioni di euro e l’impatto occupazionale è stimato in 93 Unità di Lavoro Annuali, a dimostrazione di un evento che produce effetti concreti sull’economia locale pur mantenendo una forte vocazione culturale.
Nato diciannove anni fa all’Università di Palermo, Le Vie dei Tesori si conferma un progetto di comunità capace di creare reti tra istituzioni, università, scuole, associazioni, proprietari privati e cittadini. Un modello riconosciuto anche dai partner, con UniCredit che ha rinnovato il sostegno fino al 2027, e inserito nel calendario degli eventi di grande richiamo turistico della Regione Siciliana, con il patrocinio, tra gli altri, della Camera dei Deputati e del Ministero della Cultura.
Elemento centrale resta il coinvolgimento dei giovani: quasi mille esperti del patrimonio e circa 1.600 studenti hanno contribuito all’organizzazione, affiancati da progetti europei come Interreg ed Erasmus.

















