Alessandro De Bartolomeo
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Formatosi a Palermo, è laureato in Scienze politiche con master in Sistemi di gestione qualità. Consulente d'impresa, si occupa di ambiente e servizi alle imprese. Sport, arte, film e fotografia le sue piccole passioni.

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Un anno di arte contemporanea a Gibellina: da Carla Accardi ai prìsenti, tutte le iniziative

“Portami il futuro” è organizzata in cinque aree di intervento: Mostre, Residenze, Arti performative, Educazione e partecipazione, Simposi

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Il 15 gennaio si aprirà l’anno di Gibellina Capitale Italiana dell’arte contemporanea con una cerimonia presso la Sala Agorà del Comune alla presenza del Ministro della Cultura Alessandro Giuli. Una data scelta non a caso, per ricordare il 15 gennaio 1968, quando un violentissimo sisma scosse il territorio della Valle del Belice spezzando vite ed identità territoriale, abbattendo pietre, muri e vite umane, sogni e speranze di intere comunità che vennero pressochè rase al suolo dalla violenza della natura. Già da alcuni giorni, tuttavia, sono in corso iniziative a tema. “Portami il futuro” è il motto scelto per l’intero ciclo di eventi che verranno organizzati, sostenuti da Regione Siciliana, Comune di Gibellina, Museo d’Arte Contemporanea Ludovico Corrao e Fondazione Orestiadi, sotto la direzione artistica di Andrea Cusumano.

Il calendario di Gibellina Capitale Italiana dell’arte contemporanea diviso in 5 sezioni

Portami il futuro” è organizzata in cinque aree di intervento: Mostre, Residenze, Arti performative, Educazione e partecipazione, Simposi.

Le video-installazioni di Masbedo ed Adrian Paci, abiteranno lo spazio scultoreo del Teatro di Pietro Consagra ed apriranno gli eventi 2026 assieme alla esposizione opere di Carla Accardi, Letizia Battaglia, Renata Boero, Isabella Ducrot e Nanda Vigo.

E ancora, la collezione di arte contemporanea della famiglia Galvagno, fondatrice di Elenka, proporrà un focus su artisti siciliani già affermati, mentre quella del collezionista Peppe Morra racconterà il suo percorso di mecenate e promotore culturale. Nel corso dei dodici mesi sarà inoltre presentata un’installazione dell’artista parigino Philippe Berson, che scelse la Sicilia come luogo di vita e di lavoro.

A questo si affianca il progetto dei prìsenti, drappi processionali realizzati da grandi artisti, tra cui Pietro Consagra, Alighiero Boetti e Giulio Turcato.

Mona Hatoum, William Kentridge, Shirin Neshat, Anna Maria Maiolino, Amalia Pica, Regina Josè Galindo, Santiago Sierra, Zehra Doğan, María Magdalena Campos Pons, Holly Stevenson, Paolo Icaro, Olu Oguibe, Mustafa Sabbagh e Akram Zaatari saranno protagonisti della mostra Domestic Displacement, che mette insieme opere di artisti la cui poetica verte e riflette sulla familiarità dello spostamento, inteso come decontestualizzazione e nuova collocazione.

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Grazie alla collaborazione con Palazzo Riso, Museo d’arte moderna e contemporanea di Palermo, sarà riallestita, dopo anni, l’opera ambientale Circle of Life di Richard Long; mentre l’artista cinese Liu Bolin si confronterà con le ferite lasciate dal terremoto.

A questo articolato panorama si affiancano le fotografie e le installazioni di un’edizione speciale del festival Gibellina Photoroad; un reportage dedicato agli artisti contemporanei del Ghana; una mostra fotografica di Giuseppe Ippolito sul rapporto con il Grande Cretto di Alberto Burri e Atlante Elimo con le mappe di Alessandro Isastia e i disegni di Marzia Migliora.

Residenze, arti performative 

Costruire arte e costruire comunità: tra questi due poli si muoverà il programma di residenze di Gibellina – Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026. Un insieme di progetti di partecipazione e rigenerazione che si sviluppano dall’incontro tra artisti, giovani e comunità cittadina, in un percorso di apprendimento reciproco, esplorativo e sperimentale. Pratiche collettive che daranno forma a opere site-specific e interventi urbani e sociali, favorendo occasioni di incontro tra abitanti, migranti, artisti, ricercatori e studenti, locali e internazionali.

Spazio anche alla sezione arti performative: abiteranno luoghi storici ed emblematici della città e del territorio, interrogando il pubblico su temi sociali urgenti. Tra i protagonisti, artisti nazionali e internazionali come Regina José Galindo, Roberto Andò, Mimmo Paladino ed Emilio Isgrò, insieme a interventi site-specific, tra cui quello del collettivo Shaken GroundsSismography of Precarious Presences, e a rassegne che intrecciano cinema, musica e arte contemporanea, dalla quarantacinquesima edizione del Festival delle Orestiadi a BAM, Biennale Arcipelago Mediterraneo.

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Coinvolgimnento della comunità locale

Una parte centrale del progetto Gibellina – Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026 riconosce nel coinvolgimento attivo della comunità cittadina e delle scuole, uno dei suoi elementi fondanti. Questa sezione del programma è dedicata a laboratori, attività di formazione, progetti intergenerazionali e percorsi rivolti alle comunità. In collaborazione con istituti di ricerca e università nazionali e internazionali – tra cui LUISS, IULM, Università La Sapienza di Roma, Università di Palermo, Accademia di Belle Arti di Palermo, Accademia di Brera e Accademia di Belle Arti di Venezia – Gibellina diventerà un centro nevralgico del dibattito sulla contemporaneità.

Sede di un Comitato Consultivo Nazionale sull’ArteContemporanea, la città si configurerà come luogo di confronto e condivisione delle principali istanze dell’arte contemporanea italiana. Attraverso progetti artistici diffusi, convegni, cicli di incontri, conferenze e momenti di riflessione, sarà approfondito il ruolo trasformativo dell’arte nei processi di rigenerazione urbana, presentando Gibellina come modello di riferimento.

Eventi diffusi su tutto il territorio 

Il programma si sviluppa attraverso una rete articolata di sedi emblematiche, diffuse tra la città nuova, il territorio del Belìce e i luoghi della memoria della Gibellina distrutta. Architetture, spazi pubblici, opere permanenti e paesaggi diventano parte integrante del progetto culturale, Tra le sedi principali figurano la ex Chiesa di Gesù e Maria di Nanda Vigo – oggi centro sociale e spazio di relazione – il Palazzo di Lorenzo e i Giardini Segreti di Francesco Venezia, la Chiesa Madre di Ludovico Quaroni e Luisa Anversa, il Sistema delle Piazze di Franco Purini e Laura Thermes, il Teatro e le grandi opere urbane di Pietro Consagra, insieme alla Fondazione Orestiadi e al Baglio Di Stefano, al MAC Ludovico Corrao, e al Grande Cretto di Alberto Burri, luogo-simbolo della memoria civile e del paesaggio.

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