Il 13 gennaio, a Palermo, Stefania Auci ha presentato il suo nuovo romanzo, l’ultimo della saga dedicata ai Florio. L’alba dei Leoni ripercorre gli albori della dinastia che ha segnato il destino dell’Isola. L’autrice ha scelto di raccontare l’antefatto; quel prima che ha portato Paolo Florio a salpare dalla Calabria con parte della sua famiglia, per trovare un futuro migliore in Sicilia. Ad accompagnarla, nella presentazione del nuovo volume, c’erano la giornalista Elvira Terranova ed Ester Pantano, che nella serie tv I Leoni di Sicilia, ispirata al primo libro della saga, ha dato vita al personaggio di Giuseppina.
La presentazione a Villa Igiea, luogo simbolo della dinastia Florio
Significativa la scelta di presentare L’alba dei Leoni a Villa Igiea, luogo simbolo per la famiglia, che nel 1899 la acquistò dall’ammiraglio inglese Sir William Domville. L’idea iniziale di Ignazio e Franca Florio era quella di convertirla in un sanatorio. I due erano motivati nell’impresa dalla condizione della figlia, malata di tubercolosi. La posizione della villa era perfettamente concorde con la causa, in quanto la struttura è situata nella zona di Acquasanta, storicamente nota per le sue proprietà terapeutiche. In seguito, i piani però cambiarono, in favore della realizzazione di un hotel di lusso all’altezza degli standard internazionali più esigenti.
È proprio in quegli spazi, pensati e realizzati da Ernesto Basile per i coniugi Florio, che ha preso vita il dialogo tra Elvira Terranova e l’autrice Stefania Auci, intervallato dalle letture, a cura di Ester Pantano, di alcuni frammenti del romanzo. “Presentare il capitolo conclusivo, anche se paradossalmente è l’inizio della storia, in un luogo così iconico e ricco di storia, simbolo di uno dei momenti di maggiore prestigio della famiglia, per me significa davvero il compimento di un momento felice. È la chiusura perfetta per questa storia che ho scritto in dieci anni, dal 2015 al 2025. Non avrei potuto immaginare luogo migliore di questo per celebrarla”, racconta la scrittrice.
Non un prequel, ma un atto d’amore
“È solo grazie a lei se ho scritto questo libro”, ha ripetuto più volte Stefania Auci, durante la presentazione, riferendosi ad Ester Pantano. L’attrice, che la accompagnerà anche nella prossima tappa di Trapani, ha raccontato il momento in cui, davanti ai suoi occhi, è nata l’idea per l’ultimo romanzo. “Eravamo a Favignana, stavamo girando la scena in cui lo schifazzo (tradizionale imbarcazione a vela siciliana, ndr) parte alla volta di Palermo. Lei lì ha visto i suoi personaggi, l’inizio della storia, la densità di quella scommessa. Ha rivisto i loro umori contrastanti, da Paolo che decideva di partire, a Ignazio tentennante fino all’ultimo momento. Ma anche il piccolo Vincenzo, che si trovava in questa avventura, pronto a lasciare tutto ciò che conosceva per raggiungere un luogo nuovo; e Giuseppina, ancora una volta in balìa degli eventi, costretta ad abbandonare tutto. Da lì, la necessità di Stefania di dare corpo e anima a quello che è il prima di quella partenza, di quel dover salpare il mare. Quindi il raccontare la terra che si è lasciata, quello che c’è in mezzo. Il mare fra le due terre”.





















