Mariachiara Accardi
Mariachiara Accardi
Studentessa presso l’Università degli studi di Palermo. Curiosa, amante della scrittura e delle idee che smuovono. Mi appassionano l’attualità, la politica e l’arte, mondi diversi che intreccio con entusiasmo e spirito critico. Credo non si debba mai smettere di imparare, osservare e cercare.

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“Blue Monday”, quando la tristezza diventa un’opportunità

Il terzo lunedì di gennaio tra leggenda, marketing e bisogno di prendersi una pausa per ritrovare equilibrio e benessere

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Se oggi ci si sente più tristi del solito, forse è colpa del Blue Monday. Il terzo lunedì di gennaio, infatti, coincide con quello che dal 2005 viene definito come il giorno più triste dell’anno, secondo uno studio dello psicologo Cliff Arnall. Dalla scienza non arrivano conferme concrete a sostegno di questa teoria, ma dal punto di vista mediatico questa teoria si è ampiamente diffusa. Nel dubbio, per non lasciarsi coinvolgere emotivamente in modo eccessivo da una presunta infelicità generalizzata, si può affrontare la giornata in modo diverso, provando a contrastare il malumore e a ritrovare un po’ di equilibrio. Un modo speciale per prendersi cura di sé.

L’origine del lunedì più triste dell’anno

L’idea relativa all’esistenza del Blue Monday nasce dalla confluenza in questa data di diversi fattori, il cui risultato avrebbe dovuto portare al momento di massimo calo dell’umore collettivo. Il clima freddo, le poche ore di luce, la fine delle festività, la stanchezza, i buoni propositi già abbandonati e la pressione economica dopo le spese natalizie hanno contribuito, secondo Arnall, alla nascita del concetto di “giorno più triste dell’anno”. Una sensazione possibilmente reale e condivisa, che ha favorito la diffusione di questa teoria fino a trasformarla in una perfetta strategia di marketing e comunicazione.

Come affrontare il “Blue Monday”

Al di là della validità scientifica di questa “scoperta”, dal Blue Monday si può comunque trarre qualcosa di positivo. Questa ricorrenza diventa infatti un’occasione per parlare di salute mentale, oggi più che mai un tema centrale che non va sottovalutato, e una scusa per trasformare questo lunedì in una giornata dedicata al self-care.

Per non assecondare la tristezza, si può pensare a un cambio di prospettiva che permetta di allungare lo sguardo oltre questo “blu” totalizzante. Il 19 gennaio 2026 può essere una giornata da trascorrere a casa rilassandosi, in compagnia di un comfort movie e di una cioccolata calda, oppure il momento giusto per leggere quel libro che aspetta da tempo sul comodino, ascoltare quella canzone capace di far spuntare un sorriso alla prima nota o, perché no, incontrare gli amici e distrarsi tra chiacchiere e risate.

La ricorrenza in Sicilia

E cosa fare per contrastare il giorno più triste dell’anno in Sicilia? Le radici del Blue Monday si legano a luoghi nordici spesso caratterizzati da tempo grigio e freddo. Sull’Isola, sebbene quest’anno il terzo lunedì di gennaio sia caratterizzato da un clima avverso, il calendario emotivo è in genere diverso: il mare è lì, l’orizzonte pure. Basta alzare lo sguardo. I lievi raggi di sole si possono considerare già una terapia naturale, in combinazione con una passeggiata in spiaggia, per respirare e rimettere ordine tra i nostri pensieri o per una visita in un giardino tra alberi d’arancio che profumano l’aria e colorano il nostro umore.

Leggi anche:  Cibi che aiutano a migliorare l’umore (e la digestione)

Mini rituali, momenti lenti, riflessione o condivisione possono così diventare l’antidoto al Blue Monday: non una giornata da subire, ma un piccolo invito a rallentare, ascoltarsi e ricordare che anche nei giorni più blu è possibile ritrovare frammenti di benessere e leggerezza.

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