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Quando la devozione passa attraverso il tessuto: gli abiti di Pina Nannuli per Sant’Agata

La stilista originaria di Agira, ma catanese d'adozione, racconta come ha trasformato la sua arte in una forma di fede

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Modelli unici e tessuti recuperati dagli antichi e bellissimi corredi delle nonne: nelle creazioni della stilista Pina Nannuli dedicate a Sant’Agata si intravede una ricerca costante del nuovo che profuma di tradizione. La sua arte sartoriale diventa una vera e propria missione di vita, in cui la devozione del la Patrona di Catania si trasforma in uno stile riconoscibile e profondamente identitario. 

La sfilata di abiti dedicata a Sant’Agata

Tutti aspetti che sono emersi nel corso dell’evento tenutosi nel rione Plaia, nella Chiesa Maria SS. Assunta del Tondicello, dove sabato 17 gennaio è andata in scena una sfilata dedicata alla Santa Patrona. L’artista con i suoi abiti ha ammaliato i presenti. Pizzi, merletti originali e risalenti a tempi ormai remoti, in cui la qualità – frutto di lavorazioni artigianali – rappresentava un capo saldo della moda.

Ed è proprio da questa attività di ricerca dei materiali migliori che Pina Nannuli, insieme alla ceramista Nancy Coco, ha preso forma la creazione per la sfilata, sapientemente arricchito da dettagli in ceramica dedicati alla Santuzza. La realizzazione dell’abito ha richiesto un lavoro complesso e un lungo processo creativo, frutto di mesi di ideazione e preparazione. Le due artiste sono già al lavoro sul nuovo abito che verrà presentato nella prossima edizione della sfilata, anche se, per ora, ogni dettaglio resta avvolto dal più stretto riserbo.

Pina Nannuli si racconta

Pina Scaminaci, in arte Pina Nannuli, è originaria di Agira, in provincia di Enna, ma sente da sempre un profondo senso di appartenenza alla città etnea, attratta dalla sua devozione e dalla sua cultura. “Non sono catanese, ma è come se lo fossi. Fin da giovane ho amato creare con le mani, trasformare lenzuola, coperte e copritavoli antichi in qualcosa di nuovo. La mia passione si è poi unita all’incontro con la devozione popolare e, in particolare, con Sant’Agata, trasformando la mia arte in una forma di fede”.

Ogni cucitura diventa così un gesto di devozione e ogni filo un atto di preghiera. “Realizzare un abito per Sant’Agata è un’emozione indescrivibile. Quando termino un vestito, lo tengo dieci giorni a casa mia, su un manichino, prima di esporlo o donarlo: in quei giorni sento la Santa davvero presente nella mia casa. È un onore poter contribuire, con il mio lavoro, alla devozione di così tante persone”.

La stilista predilige l’utilizzo di corredi siciliani antichi carichi di storie familiari e memoria collettiva. Tessuti che diventano l’anima degli abiti, unendo fede, cultura popolare e bellezza. Ogni dettaglio trae ispirazione dai colori, dai simboli e dai gesti tramandati nel tempo. “Sono molto legata ai dettagli realizzati a mano, in particolare ai ricami e agli ex voto inseriti negli abiti. Ogni punto, ogni medaglia racconta una storia”.

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Quando la devozione passa attraverso il tessuto: gli abiti di Pina Nannuli per Sant’Agata - Be Sicily Mag - Abito in esposizione allevento Artigianato fede e identita

La fede e l’impegno per Sant’Agata

Un ricordo speciale di Pina Nannuli è legato al primo abito realizzato insieme all’amica Nancy Coco, scultrice che ha creato i seni in ceramica e le medaglie votive: un’opera che ha segnato l’inizio di un impegno che la stilista intende portare avanti per tutta la vita, creando ogni anno un nuovo vestito per la Santuzza.

A contribuire a incrementare questo sentimento sono le reazioni dei fedeli catanesi, che apprezzano le sue creazioni e accolgono il loro messaggio. “Provo una grande emozione e gratitudine nel sapere che i miei abiti accompagnano la fede e la preghiera dei devoti mi commuove profondamente. È come partecipare, in piccolo, a un miracolo quotidiano: ogni abito è un legame tra la mia arte e la devozione della gente. Personalmente, ogni creazione è anche un ricordo del miracolo ricevuto richiesto da mio marito diciotto anni fa per me, quando Sant’Agata ha ascoltato le nostre preghiere per un problema di salute”, ha concluso.

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