Si è spento questa mattina, all’età di 94 anni, Serafino Petta, presidente onorario dell’associazione Portella della Ginestra e uno degli ultimi sopravvissuti alla strage del 1 Maggio 1947. Con la sua scomparsa se ne va una figura centrale nella custodia della memoria di una delle pagine più tragiche della storia repubblicana italiana e della Sicilia.
A ricordarlo con profonda commozione sono la Cgil Palermo e l’associazione Portella della Ginestra, che ne sottolineano il valore umano e civile. “Oggi ci ha lasciato il compagno Serafino Petta, testimone diretto e sopravvissuto alla strage di Portella della Ginestra – dichiarano Maria Modica, responsabile della Camera del Lavoro di Piana degli Albanesi, il segretario generale della Cgil Palermo Mario Ridulfo e Francesco Petrotta, dell’associazione Portella della Ginestra – La sua vita è stata segnata da una delle pagine più tragiche della nostra storia, che Serafino ha saputo trasformare in memoria viva, impegno civile e testimonianza di verità e giustizia. Con la sua voce e la sua presenza ha contribuito a mantenere vivo il ricordo delle vittime e il valore della lotta per i diritti, la democrazia e la dignità del lavoro”.
Quel Primo Maggio del 1947
Serafino Petta aveva soltanto 16 anni quando la banda di Salvatore Giuliano aprì il fuoco sulla folla di contadini riuniti a Portella della Ginestra per celebrare il Primo Maggio. Dodici persone morirono sotto i colpi dei banditi e dei mafiosi, tra loro anche alcuni ragazzi. Petta si salvò miracolosamente, ma accanto a lui cadde colpito a morte il suo amico Serafino Lascari, un ricordo che lo avrebbe accompagnato per tutta la vita.
Una presenza costante alle commemorazioni
Per decenni Serafino Petta è stato una presenza immancabile alle manifestazioni del Primo Maggio organizzate dalla Cgil a Portella della Ginestra. Dal memoriale della strage prendeva la parola per rendere la sua testimonianza e scandire uno a uno i nomi delle vittime, trasformando quel rito in un atto di memoria collettiva. Ha continuato a farlo fino a pochi anni fa, finché le condizioni di salute glielo hanno consentito.
Raccontare per non dimenticare
Nel 2003 fu tra i protagonisti, insieme a Ignazio Plescia, Mario Nicosia, Rosolino Marino, Giuseppe Italiano, Antonino Cannella e altri, del primo documentario dedicato alla memoria della strage di Portella della Ginestra. Per oltre vent’anni, senza mai stancarsi, ha raccontato quella giornata tragica a scolaresche e gruppi di volontari antimafia provenienti da tutta Italia, sempre con la stessa lucidità e partecipazione emotiva.
L’impegno politico e la richiesta di giustizia
Negli incontri con delegazioni politiche, sindacali e autorità istituzionali – tra cui i Presidenti della Repubblica Giorgio Napolitano e Sergio Mattarella – Serafino Petta non ha mai smesso di chiedere verità e giustizia per le vittime della strage. Ancora giovanissimo partecipò alle lotte contadine che precedettero e seguirono Portella della Ginestra, fino alla riforma agraria. Dirigente locale della Cgil e del Partito Comunista, ricoprì più volte la carica di consigliere comunale, portando il suo impegno anche nelle istituzioni.
L’ultimo saluto
I funerali di Serafino Petta si terranno domenica primo febbraio a Piana degli Albanesi, nella cattedrale di San Demetrio.






















