Davide La Cara
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Giornalista formatosi tra Palermo, Roma e Milano, ha collaborato con diverse testate nazionali e siciliane, trattando temi che spaziano dalla politica al cinema, dall'attualità alla musica. Autore e conduttore radiofonico, ha sviluppato progetti editoriali e radiofonici, raccontando il mondo con uno sguardo critico e innovativo.

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Addio a Serafino Petta, il custode della memoria della strage di Portella della Ginestra

È morto a 94 anni uno degli ultimi testimoni della strage del Primo Maggio 1947: una vita dedicata alla memoria, alla giustizia e all’impegno civile

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Davide La Cara
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Si è spento questa mattina, all’età di 94 anni, Serafino Petta, presidente onorario dell’associazione Portella della Ginestra e uno degli ultimi sopravvissuti alla strage del 1 Maggio 1947. Con la sua scomparsa se ne va una figura centrale nella custodia della memoria di una delle pagine più tragiche della storia repubblicana italiana e della Sicilia.

A ricordarlo con profonda commozione sono la Cgil Palermo e l’associazione Portella della Ginestra, che ne sottolineano il valore umano e civile. “Oggi ci ha lasciato il compagno Serafino Petta, testimone diretto e sopravvissuto alla strage di Portella della Ginestra – dichiarano Maria Modica, responsabile della Camera del Lavoro di Piana degli Albanesi, il segretario generale della Cgil Palermo Mario Ridulfo e Francesco Petrotta, dell’associazione Portella della Ginestra – La sua vita è stata segnata da una delle pagine più tragiche della nostra storia, che Serafino ha saputo trasformare in memoria viva, impegno civile e testimonianza di verità e giustizia. Con la sua voce e la sua presenza ha contribuito a mantenere vivo il ricordo delle vittime e il valore della lotta per i diritti, la democrazia e la dignità del lavoro”.

Quel Primo Maggio del 1947

Serafino Petta aveva soltanto 16 anni quando la banda di Salvatore Giuliano aprì il fuoco sulla folla di contadini riuniti a Portella della Ginestra per celebrare il Primo Maggio. Dodici persone morirono sotto i colpi dei banditi e dei mafiosi, tra loro anche alcuni ragazzi. Petta si salvò miracolosamente, ma accanto a lui cadde colpito a morte il suo amico Serafino Lascari, un ricordo che lo avrebbe accompagnato per tutta la vita.

Una presenza costante alle commemorazioni

Per decenni Serafino Petta è stato una presenza immancabile alle manifestazioni del Primo Maggio organizzate dalla Cgil a Portella della Ginestra. Dal memoriale della strage prendeva la parola per rendere la sua testimonianza e scandire uno a uno i nomi delle vittime, trasformando quel rito in un atto di memoria collettiva. Ha continuato a farlo fino a pochi anni fa, finché le condizioni di salute glielo hanno consentito.

Raccontare per non dimenticare

Nel 2003 fu tra i protagonisti, insieme a Ignazio Plescia, Mario Nicosia, Rosolino Marino, Giuseppe Italiano, Antonino Cannella e altri, del primo documentario dedicato alla memoria della strage di Portella della Ginestra. Per oltre vent’anni, senza mai stancarsi, ha raccontato quella giornata tragica a scolaresche e gruppi di volontari antimafia provenienti da tutta Italia, sempre con la stessa lucidità e partecipazione emotiva.

L’impegno politico e la richiesta di giustizia

Negli incontri con delegazioni politiche, sindacali e autorità istituzionali – tra cui i Presidenti della Repubblica Giorgio Napolitano e Sergio Mattarella – Serafino Petta non ha mai smesso di chiedere verità e giustizia per le vittime della strage. Ancora giovanissimo partecipò alle lotte contadine che precedettero e seguirono Portella della Ginestra, fino alla riforma agraria. Dirigente locale della Cgil e del Partito Comunista, ricoprì più volte la carica di consigliere comunale, portando il suo impegno anche nelle istituzioni.

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L’ultimo saluto

I funerali di Serafino Petta si terranno domenica primo febbraio a Piana degli Albanesi, nella cattedrale di San Demetrio.

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