Nel cuore di Palermo, tra clacson e marciapiedi affollati, per mesi ha camminato indisturbata una gallina. Una presenza insolita, che ha destato non poca curiosità, soprattutto nei giorni successivi alla sua prima apparizione, avvenuta intorno allo scorso ottobre. Per i residenti di via Marconi, in poco tempo, è diventata semplicemente Rosita, mascotte non ufficiale del quartiere e al tempo stesso piccolo caso cittadino.
Fin da subito, infatti, sono emersi diversi interrogativi: come la gallina è arrivata nel centro della città e perché non si è mai allontanata da quella strada? L’assenza di risposte a queste domande ha acceso la fantasia dei residenti, al punto da arrivare alla diffusione di vere e proprie leggende metropolitane. Tra una voce e l’altra, a distanza di diversi mesi, la storia si è conclusa con un lieto fine: Rosita è stata adottata.

Il mistero della gallina Rosita
Per settimane, poi diventati mesi, la gallina si è mossa sempre nello stesso perimetro, come se avesse scelto via Marconi come sua dimora definitiva. Le autorità competenti hanno provato a catturarla per darle una nuova vita lontano dal centro cittadino, ma Rosita non sembrava avere nessuna intenzione di spostarsi, tanto da volare, piuttosto spaventata, sugli alberi, nei momenti in cui veniva avvicinata. Nessuno nel mentre ha mai rivendicato la proprietà dell’animale, né sono emersi elementi concreti sulla sua provenienza.
Un mistero urbano che ha finito per diventare parte integrante della sua storia. La teoria più raccontata – e certamente la più pittoresca – sosteneva che la gallina fosse stata un regalo di matrimonio non gradito. Secondo questa versione, i neo sposi, incapaci o poco inclini a prendersene cura, l’avrebbero abbandonata in centro città. Una narrazione senza alcun riscontro, ma che ha contribuito a rendere la vicenda ancora più curiosa e discussa.

L’adozione di quartiere e il lieto fine
Dopo che i tentativi di cattura si sono rivelati vani, con Rosita che riusciva a sottrarsi a qualsiasi intervento, l’incredulità dei residenti ha lasciato spazio non solo all’abitudine, ma a un sincero affetto nei confronti dell’animale. La gallina è stata di fatto “adottata” dal quartiere: chi le portava mangime, chi si preoccupava che avesse acqua a sufficienza. Il salumiere Giovanni Cardella ha realizzato per lei persino una piccola struttura con cassette di plastica, una sorta di recinto dove potesse sostare in sicurezza, lontano da eventuali passanti malintenzionati.
Dopo alcuni mesi, è arrivata la svolta. Proprio su quella “casetta” è apparso un annuncio: “Rosita è stata adottata, sta bene ed è nel suo mondo”. Accanto al messaggio, la foto della gallina in un terreno agricolo, circondata da altri ovipari, finalmente nel suo habitat naturale.


A prendersi cura di Rosita oggi è Davide Buttitta, esercente di quartiere che insieme alla moglie non è rimasto a guardare e ha deciso di darle una nuova vita, decisamente più consona rispetto a quella “urbana”. Con la complicità di Giovanni Cardella, ha pianificato dunque la cattura e l’ha trasferita in campagna. “È stato facile prenderla, per me che ho esperienza. L’abbiamo portata a Bolognetta, dove abbiamo un terreno con una sessantina di animali. È in compagnia e sta bene, tra qualche mese inizierà anche a fare le uova”, dice a BE Sicily Mag.

Quando è arrivata in via Marconi, infatti, Rosita era solo un pulcino. Lo dimostra il fatto che non sia ancora una gallina ovaiola: la maturità viene raggiunta intorno ai 5-6 mesi di vita. Non resta dunque che attendere. Di certo c’è che adesso l’animale si trova nel suo habitat naturale. Così si è chiusa una storia che, tra misteri e racconti popolari, ha unito un quartiere attorno a un’inaspettata protagonista.



















