Non solo una presentazione, ma un momento di riflessione tra adulti e giovani. La professoressa e scrittrice palermitana Giusi Parisi ha incontrato i ragazzi delle scuole medie di Termini Imerese per raccontare loro il libro “Luce Bianca”, pubblicato con Einaudi dopo “Bullismo – Una storia per capire”, “Io, bullo” e “Bullo per sempre”. L’evento ha avuto luogo lo scorso venerdì 20 febbraio presso i locali del Circolo Margherita ed è stato moderato dalla professoressa Ivana Mercurio.
Giusi Parisi racconta “Luce Bianca”
Il libro, nato come una storia per ragazzi, affronta tematiche forti che toccano anche il pubblico adulto attraverso la storia di Bianca, adolescente segnata dalla perdita del padre e incapace di accettare il proprio dolore, il cui percorso si intreccia con quello di Luce, nuova compagna e rivale nella squadra di pallamano. “Nella scrittura prendo ispirazione dai miei alunni. Non potrei scrivere se non fossi insegnante” ha ammesso Giusi Parisi, la cui esigenza in quanto professoressa e scrittrice è quella di dare voce alle storie e alle realtà vissute dai ragazzi.
“Luce Bianca” è una storia intensa che parla di perdita, identità e crescita, con lo sguardo diretto e sincero della narrativa per ragazzi. All’interno delle sue pagine emergono chiaramente i temi del dolore per la perdita di una persona cara, l’isolamento, il cercare un colpevole in chi è più debole, l’odio che sfocia nel razzismo e i rapporti spesso difficili tra genitori e adolescenti. L’insegnamento che l’autrice affida al romanzo è chiaro: essere fragili non significa essere deboli, ma rappresenta un passaggio necessario per affrontare il dolore e andare avanti con coraggio e solidità.
Il riscontro ricevuto dai suoi studenti dopo la pubblicazione del libro è stato positivo: “Loro sono felicissimi e molto orgogliosi. Partecipano anche alle presentazioni ed è una cosa davvero molto bella”. A impreziosire l‘evento sono state proprio le loro letture di alcuni brani del romanzo e le loro domande.

La scrittura come strumento di libertà per gli studenti
Durante l’incontro, Giusi Parisi ha parlato anche della sua esperienza nei laboratori di scrittura creativa, evidenziando come scrivere possa rappresentare uno strumento di liberazione per i ragazzi. “Ho visto diversi alunni raccontarsi attraverso le parole. Io circa una volta al mese faccio fare degli scritti liberi anonimi ai ragazzi, anche grandi, proprio perché possano liberarsi. Dico loro che non li correggerò e non li leggerò, in modo che non si sentano giudicati. È molto liberatorio e loro lo sanno”.
Molti studenti, grazie ai suoi laboratori, scoprono inoltre il desiderio di scrivere. A loro Giusi Parisi offre un consiglio semplice ma essenziale: “Di leggere moltissimo. Non si può scrivere senza leggere, senza conoscere le parole e senza avere fame di storie”.
E aggiunge, con un sorriso: “Io ho una mamma che ha una memoria straordinaria e faccio sempre una battuta: dico che se vedo un film di un’ora e quaranta, te lo racconto in tre ore e mezzo senza spazi pubblicitari. Questo è molto bello, perché è l’amore per i dettagli, avere amore per le storie, che poi è amore per le persone”.



















