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Messina celebra la musica come esperienza d’ascolto con lo Stretto Vinyl Fest

Lo Stretto Vinyl Fest tra collezionismo, DJ set e ascolti guidati: il fascino dell’analogico conquista tutte le generazioni

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In un’epoca di ascolti distratti e playlist digitalizzate, c’è ancora chi sceglie di appoggiare una puntina su un disco. E poi l’odore del cartone delle copertine, il fruscio dei dischi sfogliati uno dopo l’altro. Il 14 e il 15 marzo lo Stretto Vinyl Fest ha trasformato la Camera di Commercio di Messina in un incontro appassionato per collezionisti, curiosi, Dj, musicisti e semplici curiosi, ricordando proprio questo: la musica può ancora essere un’esperienza d’ascolto, fatta di solchi, tangibile e lenta. Dalle 10 alle 20 gli spazi del festival hanno ospitato numerosi espositori, mentre la musica ha accompagnato entrambe le giornate con DJ set e appuntamenti serali.

Un ascolto lento allo Stretto Vinyl Fest

Esiste una differenza profonda tra sentire e ascoltare. È proprio attorno a questo tema che è stata costruita l’edizione 2026 dello Stretto Vinyl Fest, capace di attirare un pubblico trasversale, con visitatori arrivati da diverse zone della Sicilia e non solo. Nel tempo l’evento è diventato un punto di riferimento per gli appassionati, contribuendo a unire idealmente i territori dello Stretto in un ponte musicale e culturale tra Sicilia e Calabria.

“Dietro tutto questo – spiega Francesco Bonnacorso dell’Associazione culturale Vinyl Fest – c’è l’amore per la musica e il desiderio di diffondere la cultura del vinile e del collezionismo. Il nostro impegno è grande e l’obiettivo è coinvolgere tutti: dal collezionista più esigente fino a chi si avvicina per la prima volta a questo mondo. Poco fa, ad esempio, ho visto un bambino di nove anni chiedere al padre di comprargli un disco dei Pink Floyd in vinile e non in CD: è stata una cosa bellissima”.

I solchi caldi del vinile

La passione per il vinile non è soltanto una questione di nostalgia. Rappresenta un modo diverso di vivere la musica, più lento e più fisico rispetto allo streaming. Scegliere un album, estrarlo dalla copertina, appoggiare la puntina sul solco e dedicare tempo all’ascolto di un lato intero, diventa un piccolo rituale che trasforma la musica da sottofondo a vera esperienza. Nel vinile, inoltre, la musica è incisa direttamente nei solchi del disco e viene letta dalla puntina attraverso vibrazioni meccaniche. Questo sistema introduce lievi percezioni sonore, che molti ascoltatori percepiscono in note di “calore”: il suono diventa più morbido e naturale per l’orecchio.

Anche le copertine fanno parte dell’esperienza, al pari della musica stessa. Il formato LP da 30 centimetri, introdotto dalla Columbia Records nel 1948, ha infatti trasformato la copertina in una vera superficie artistica. Nel tempo queste immagini sono diventata parte della memoria e dell’identità musicale. Basti pensare a copertine cult come The Velvet Underground & Nico – The Velvet Underground & Nico (1967), Pink Floyd – The Dark Side of the Moon (1973), Lucio Dalla – Lucio Dalla (1980), Francesco De Gregori – Rimmel (1975).

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La sala dell’ascolto

Tra le novità di questa edizione, una sala dedicata all’ascolto con un impianto hi-fi di altissimo livello, pensata per vivere la musica in modo più intenso e intimo. Lo spazio è stato utilizzato anche dai visitatori per ascoltare i vinili appena acquistati, trasformandosi in un piccolo rifugio sonoro nel cuore del festival.

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Qui si è svolto anche il ciclo di incontri “Alta Fedeltà”, un percorso attraverso sei album appartenenti a epoche e generi diversi, raccontati da musicisti, giornalisti e professionisti della radio. Si è iniziato con Kind of Blue di Miles Davis, presentato dal conduttore radiofonico Gianfranco Moraci, seguito da Lucio Dalla (1980), introdotto dal musicista Alessandro Silipigni, e dall’incontro con la band The Whistling Heads.

Il giorno successivo il viaggio è proseguito con Torneremo ancora di Franco Battiato, raccontato dal DJ e conduttore radiofonico Alfredo Reni, con The Dark Side of the Moon dei Pink Floyd, presentato dai giornalisti Alessio Caspanello e Marino Rinaldi, e con Immensità di Andrea Laszlo De Simone, introdotto dal critico musicale Gabriele Fazio.

DJ set e after party

Accanto agli spazi dedicati al collezionismo e al mercato del vinile, il festival è stato animato da una programmazione continua di DJ set, con selezioni curate dalla Vinyl Fest Crew e da diversi ospiti della scena musicale. Tra questi anche Giovanni Dolci, mentre la serata di sabato si è conclusa con l’after party al Morg / Voltapagina, con il DJ set di Totally Unrelated, in arrivo da Catania.

Il giorno successivo sono stati protagonisti Daniel Spetco di Cassetta Magazine, ingegnere del suono che ha proposto un set sperimentale costruito a partire da nastri magnetici, e Albert MUD, frontman dei The Whistling Heads, per una chiusura che ha mescolato performance e ricerca sonora.

I prossimi appuntamenti del vinile

Lo Stretto Vinyl Fest rappresenta l’appuntamento più istituzionale dedicato al vinile. Accanto a questo evento, l’associazione promuove durante l’anno altri momenti dedicati alla cultura del disco. In estate è previsto il Messina Vinyl Fest, una manifestazione dal taglio più popolare organizzata sul lungomare, mentre nel periodo natalizio l’incontro si fa più raccolto, diventando un’occasione per riunire gli appassionati che tornano in città dall’estero. L’auspicio dell’associazione è che questo percorso possa continuare a crescere fino a trasformarsi, un giorno, in un vero Festival del Mediterraneo dedicato al vinile e alla cultura dell’ascolto.

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