ultimi articoli

Pubblicità: riflessi.it

Alla scoperta della Guida ai Vini dell’Etna 2026 con protagoniste 124 cantine del vulcano

La presentazione al Villa Igiea a Palermo ha visto la presenza di una cinquantina di cantine selezionate, con la nuova generazione del vino in prima linea

spot_imgspot_img
- Advertisement -
Pubblicità: riflessi.it

Enonauti esperti e allegri curiosi del vino sono accorsi in centinaia, tra la sala Basile e la sala convegni del Grand Hotel Villa Igiea a Palermo, per la presentazione, avvenuta lunedì 30 marzo, della Guida ai Vini dell’Etna 2026, edita dalla testata online di enogastronomia Cronache di Gusto. Un appuntamento che ha celebrato la sua decima edizione, con la partecipazione lungo le tavole imbandite di circa 50 cantine vitivinicole – una selezione delle 124 recensite – allocate in quell’ambiente unico che sono le pendici del vulcano più alto e attivo d’Europa.

Il racconto dell’evento

L’evento, nella tarda mattinata, si è aperto con un talk show centrato, oltre che su uno sguardo sul territorio, anche alle prospettive del vino etneo e alle sue dinamiche commerciali connesse allo sviluppo del turismo del settore. Un viaggio sensoriale che supera il semplice assaggio in uno dei territori vitivinicoli più dinamici, complessi e affascinanti del panorama enologico italiano.

Quello offerto dall’Etna, montagna madre che distrugge per generare nuova terra, si distingue tra tutti gli altri in Europa per la particolare natura dei terreni, connessa ai microclimi che si sovrappongono a seconda della posizione e dell’altitudine dei vigneti in una combinazione benedetta con l’esposizione al sole del Mediterraneo

È sulle sue spalle infatti che si coltivano vitigni autoctoni come il Nerello Mascalese e il Nerello Cappuccio, componenti esclusivi dell’Etna Rosso, il Carricante, storico vino bianco del territorio e, in quantità più ridotte, il Catarratto, il Grillo, il Nero d’Avola e il Perricone. Una lista che sia allunga con alcuni “vitigni reliquia” come la Minnella nera, la Bianchetta e la Moscatella nera.

Alla scoperta della Guida ai Vini dell’Etna 2026 con protagoniste 124 cantine del vulcano - Be Sicily Mag - foto degustazione presentazione Guida Vini Etna 6

L’edizione 2026 della Guida ai Vini dell’Etna

L’edizione 2026 della Guida ai Vini dell’Etna descrive questo territorio prezioso attraverso i vini rossi, bianchi, rosati e spumanti, prodotti da 124 cantine. “In questi dieci anni è diventata uno strumento fondamentale per raccontare l’evoluzione di uno dei territori più dinamici del vino italiano, capace di affermarsi sempre di più nei mercati internazionali senza perdere mai il legame profondo con la sua origine”, spiega Fabrizio Carrera, direttore di Cronache di Gusto e curatore dell’evento insieme a Federico Latteri, giornalista tra i più conosciuti specialisti del vino in Sicilia.

Il riferimento va al territorio dell’Etna che, in parallelo alla sua storia di almeno mezzo milione di anni, esprime anche i valori di un’evoluzione agricola ultrasecolare. È proprio il riferimento temporale della produzione enologica sulle spalle del vulcano a colpire di più. Perché nell’arco degli ultimi non più di 20 anni questa sta facendo registrare una crescita formidabile sotto il profilo della qualità: “Come se in questo periodo si fosse concentrato un secolo di evoluzione”, considera Benedetto Alessandro, responsabile commerciale della Alessandro di Camporeale.

Adv
Pubblicità: beautyespa.com
Leggi anche:  Sicilian Experience: un viaggio tra gusto, territorio e identità alla Villa Boscogrande

I riflettori sull’Etna sono sempre più accesi, grazie ai passi a gigante fatti sul fronte della qualità e su quello del racconto del territorio. Artigianalità e identità Sono i fattori più caratterizzanti dei vini dell’Etna e si riescono a cogliere subito dal calice. “Inoltre – dice Federico Latteri – questi si distinguono per tante altre caratteristiche diventate la chiave del loro successo e della loro proiezione nel futuro, ossia la freschezza, la sapidità e l’eleganza. Malgrado gli scossoni prodotti dalle guerre in corso e dalle politiche sui dazi, il vino dell’Etna, con la sua produzione piccola ma di alto profilo, regge bene”. 

La produzione, tra rossi, bianchi e spumanti

Quella dei vini dell’Etna è una “nicchia” di mercato al momento attestata su 6 milioni di bottiglie, che includono i vini rossi e bianchi e una minima produzione di rosati e di spumanti. Un equivalente a circa il 2% della produzione siciliana di vino imbottigliato e che, giusto per dare un’idea dimensionale, rappresenta meno della metà di quella del Barolo, re dei vini piemontesi, oggi intorno ai 14 milioni di bottiglie. 

Emerge in questo scenario la sempre più convinta propensione delle cantine del vulcano a investire nella produzione di spumanti: “Il progetto metodo classico sull’Etna si combina alla perfezione con le caratteristiche di acidità dei vitigni autoctoni del territorio. Si tratta di una produzione ancora giovane e che si esprimerà molto meglio nel tempo, ma intanto si trovano già sul mercato grandi interpretazioni di questo sistema di spumantizzazione“, dice Francesco Geraci, responsabile commerciale di Tenuta Ferrata.

Per tutti i vini dell’Etna, il margine per crescere è però ancora molto ampio. Non è un caso che le aziende che hanno partecipato all’evento con le selezioni dei loro vini migliori siano composte per lo più da giovani. Così come una considerevole quantità di giovani ha brulicato tra i tavoli d’assaggio. 

“È un aspetto che non si deve trascurare, soprattutto in relazione all’esigenza di comunicare meglio il vino, soprattutto alle giovani generazioni, che invece tendono a preferire i superalcolici” afferma Francesco Brugnano, contitolare dell’omonima cantina di Partinico, presente all’evento come osservatore (la sua azienda non esclude in futuro di investire anche sull’Etna). “Il vino – sottolinea – era iscritto nelle diete degli antichi. Oggi gli si punta contro il dito in termini salutistici, ma è una impostazione fuorviante. Bisogna invece insistere nel comunicare che, bevuto in quantità moderate, il vino dà benefici: lo dice la storia di tanti territori siciliani: l’Etna in primis, dove si produce e si beve da decine di secoli”.

Adv
Pubblicità: riflessi.it
Condividi questo articolo sui tuoi social...
Pubblicità: riflessi.it
Pubblicità: cascino.expert.it
Pubblicità: analisiclinichedipiazza.it

ULTIMI ARTICOLI

Pubblicità: cascino.expert.it

consigliato da be

BE Sicily Mag Settembre 2026: l’editoriale di Licia Raimondi

BE Sicily Mag Settembre 2026 è arrivato in edicola.C’è un colore che attraversa questo numero. Non lo avevamo deciso, non avevamo costruito le nostre...
Pubblicità: diessehome.it

non perderti

Pubblicità: palermoclassica.it
Pubblicità: stellantisandyou.com
spot_img
spot_imgspot_img