Il 18 aprile è una data triste per Palermo: 83 anni fa, infatti, ci fu uno dei bombardamenti più gravi della Seconda guerra mondiale, con una tragedia a Piazzetta Sett’Angeli che ancora viene ricordata. Il nome della Piazzetta richiama un antico complesso religioso oggi scomparso, legato al culto dei sette arcangeli e a una tradizione che ebbe eco ben oltre i confini siciliani. Nei secoli, questo luogo ha cambiato volto più volte, fino a diventare simbolo della memoria civile cittadina.
I bombardamenti a Palermo
l raid a Palermo avvennero intorno alle 13.24, con fortezze volanti B-17 americane che colpirono obiettivi strategici come porto, snodi ferroviari e acquedotti, ma le bombe deviate devastarono il centro abitato. Un B-17 del 353rd Bomber Squadron, soprannominato “Devils From Hell”, fu abbattuto dalla contraerea e i suoi resti furono ritrovati anni dopo nei fondali del golfo di Palermo a 75 metri di profondità. Seguiva il bombardamento del 17 aprile con fosforo e l’esplosione di Santa Barbara del 22 marzo, seminando panico continuo nella popolazione.
La memoria delle vittime
La strage più grave avvenne in Piazzetta Sett’Angeli, che prende il nome dalla Badia dei Sett’Angeli, con annessa chiesa normanna conosciuta anche come chiesa dell’Angelo, presente nell’area fino al XIII secolo. Secondo la tradizione, nello stesso luogo sarebbero sorte anche le abitazioni natali delle sante Oliva e Ninfa, figure molto legate alla devozione palermitana. Con il passare dei secoli la chiesa palermitana scomparve, inglobata insieme ad altri edifici religiosi nel grande convento voluto alla fine del Cinquecento dal viceré Pignatelli. Successivamente, dopo i moti del 1860, l’area fu trasformata e il monastero lasciò spazio al nuovo liceo dedicato a Giuseppina Turrisi Colonna.
Il momento più drammatico arrivò però il 18 aprile 1943, durante i bombardamenti alleati su Palermo. La piazza fu colpita mentre numerosi civili cercavano riparo nell’ospedale-rifugio sotterraneo presente nella zona, con centinaia di vittime al seguito. Tra loro anche il poeta popolare Giuseppe Schiera, noto per i suoi versi satirici contro il regime fascista: oggi quel tragico episodio viene ricordato ogni anno davanti alla colonnina posta al centro della piazza. Nella vicina Cattedrale, inoltre, è custodita una riproduzione dell’antico affresco dedicato ai sette angeli, ultimo segno visibile di una storia che continua a vivere nella memoria della città.




















