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“Cuori Ribelli”, conclusa con successo la prima missione in Etiopia: 50 bambini operati

Si conclude la missione dei medici siciliani in Etiopia: più operazioni di quelle previste e la visita del presidente della Repubblica etiope Taye Atske-Selassie

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Un’iniziativa promossa dall’ASP di Messina e finanziata dall’ONG Una voce per padre Pio: è il progetto Cuori Ribelli, che ha l’obiettivo di curare bambini con problemi cardiaci. Questa volta, la missione ha avuto luogo in Etiopia, con 50 interventi effettuati sui 30 previsti: la buona riuscita dell’iniziativa ha emozionato i volontari e dato nuova linfa alla popolazione etiope, la quindicesima aiutata dal progetto. A guidare la missione la squadra di Taormina con al timone il cardiochirurgo Sasha Agati.

Il progetto “Cuori Ribelli”

Il progetto Cuori Ribelli ha già portato avanti missioni umanitarie in diversi Paesi africani, distinguendosi in particolare per gli interventi realizzati in Camerun, dove sono stati operati e salvati numerosi bambini affetti da gravi cardiopatie in contesti con risorse sanitarie limitate. A queste si aggiungono le attività svolte in Costa d’Avorio, dove sono state condotte missioni esplorative che hanno permesso di visitare oltre 50 piccoli pazienti, ponendo le basi per futuri interventi e programmi di assistenza continuativa.

Le missioni, come la recente in Etiopia, si sono sviluppate attraverso una stretta collaborazione tra équipe mediche italiane e personale sanitario locale, non solo per garantire cure immediate ai bambini, ma anche per favorire il trasferimento di competenze e la formazione sul campo. Questo approccio ha consentito di raggiungere risultati significativi in tempi contenuti, contribuendo al contempo al rafforzamento delle capacità dei sistemi sanitari locali e alla promozione di una maggiore sostenibilità delle attività nel lungo periodo.

La soddisfazione dei medici

Secondo quanto riferito dal chirurgo Sasha Agati, tutti gli interventi sarebbero stati effettuati gratuitamente a favore di famiglie prive di accesso a cure specialistiche, con un’attenzione particolare rivolta ai bambini affetti da sindrome di Down. Il cardiochirurgo ha inoltre ricordato con orgoglio che, nel corso della missione, il team ha ricevuto la visita del presidente della Repubblica etiope, Taye Atske-Selassie, che ha in quest’occasione espresso apprezzamento per l’attività svolta e per l’impegno umanitario degli operatori italiani.

L’équipe era composta, oltre che dai dottori Sasha Agati e Paolo Guccione, dalla neonatologa Eleonora Di Tommaso, dagli infermieri Alice Vailati, Claudia Fazio e Maria Mangnabosco, dal perfusionista Michele Cuffari e dal reporter Matteo Arrigo. L’iniziativa è stata promossa dalla direzione strategica dell’Asp di Messina, guidata dal direttore generale Giuseppe Cuccì, dall’amministrativo Giancarlo Niutta e dal sanitario Giuseppe Ranieri Trimarchi.

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