Lo Stromboli torna a farsi sentire. L’ultima settimana di monitoraggio conferma un’attività vivace, con un incremento termico culminato nell’evento effusivo del 4 maggio con la colata lavica che è scesa dalla Sciara del Fuoco fino a mare. L’INGV parla di un vulcano che resta in uno stato di “ordinaria irrequietezza”, ma che può cambiare ritmo in tempi rapidissimi.
Secondo gli esperti, in questi giorni il cratere ha mostrato una normale attività stromboliana, intervallata da episodi più energici: “In questo periodo è stata osservata una ordinaria attività eruttiva di tipo stromboliano interrotta da attività di spattering dall’area craterica settentrionale”, si legge nel bollettino settimanale.
Cos’è lo “spattering”
Lo spattering è una fase dell’attività vulcanica in cui piccoli getti di lava molto fluida vengono lanciati fuori da una bocca attiva, a bassa altezza, in modo continuo o intermittente. Non è un’esplosione vera e propria: è più simile a una fontanella di lava che ribolle e schizza intorno alla bocca. È un fenomeno tipico dello Stromboli e spesso alimenta piccole colate che scorrono verso la Sciara del Fuoco.
La dinamica delle esplosioni è rimasta su livelli contenuti. “L’intensità delle esplosioni è stata in prevalenza bassa e media”, con materiale grossolano – bombe e lapilli – emesso soprattutto dalle bocche dell’area Nord.
Il bollettino di INGV sull’attività dello Stromboli
Ma è la frequenza a raccontare meglio il respiro del vulcano. Nel corso della settimana, lo Stromboli ha mantenuto un ritmo sostenuto. Tra le due aree crateriche sono stati registrati tra 14 e 19 fenomeni esplosivi ogni ora, con la zona Nord più attiva rispetto a quella Centro‑Sud. Un’attività che rientra nella normalità del vulcano, ma che indica comunque una fase dinamica. Sul fronte geochimico, i flussi di gas mostrano un quadro misto, che confermano un sistema magmatico in movimento.
Le osservazioni satellitari hanno registrato un aumento significativo dell’attività termica a partire dal 3 maggio. Un dato che segnala l’apertura di un nuovo fronte lavico lungo la Sciara del Fuoco. Ed è proprio lungo la Sciara che si concentrano gli scenari attesi. L’INGV avverte che l’attività in corso può essere “accompagnata da crolli di roccia o valanghe di detrito” e da possibili esplosioni idro‑magmatiche dovute al contatto tra lava e mare. Inoltre, “non è possibile escludere il verificarsi di esplosioni di intensità maggiore dell’ordinario”.
Lo Stromboli, in ogni caso, è un vulcano che vive in un equilibrio precario. Le sue dinamiche possono cambiare senza preavviso, evolvere rapidamente, generare fenomeni improvvisi. In altre parole, come ricorda anche il report settimanale di INGV, il livello di pericolosità non è mai nullo.




















