Manca meno di un mese al ritorno della diciassettesima edizione del festival dedicato alla letteratura. Il 21 maggio, alle 10.30, verrà infatti presentato nella sede dell’Institut français, ai Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo, il programma di Una marina di libri 2026. La manifestazione dedicata all’editoria indipendente si svolgerà dal 4 al 7 giugno e porterà con sé un ensemble di autori che arricchiranno il tema scelto per questa edizione: “La voce dei senza voce”. Alla conferenza stampa saranno presenti Gaetano Savatteri, direttore artistico del festival, Valentina Ricciardo, presidente dell’Associazione Una marina di libri Ets, insieme ai promotori, ai partner e agli sponsor della manifestazione letteraria.
Le novità della diciassettesima edizione
Dopo il successo della sedicesima edizione, dedicata al tema “Il giro di boa” in omaggio al centenario della nascita di Andrea Camilleri, Una marina di libri torna con diverse novità. Gli autori coinvolti avranno infatti un ruolo ancora più centrale, contribuendo direttamente alla costruzione di alcune sezioni del programma. Attraverso il loro sguardo e la loro esperienza daranno forma al tema scelto per questa edizione.
Per la direzione artistica è stato deciso di affiancare a Savatteri un apposito comitato direttivo composto da alcune delle voci più apprezzate del panorama culturale contemporaneo, tra cui Giulia Caminito, Giancarlo De Cataldo, Marco Rizzo, Marino Sinibaldi e Francesca Tamburini.
Un dialogo tra generi e linguaggi
La scelta di personalità differenti per la costruzione del programma permetterà di mettere in dialogo generi letterari diversi, creando una pluralità di linguaggi che spazia dalla narrativa al giallo, dalla saggistica alla graphic novel, dal fantasy al giornalismo, fino al fumetto e al thriller. Un intreccio che darà vita a nuovi spazi di approfondimento e scoperta per il pubblico. Non mancheranno inoltre le curatele già consolidate, come quella dedicata all’infanzia e all’illustrazione, seguita da Maria Romana Tetamo, e “I segni di Venere”, a cura di Maria Giambruno, che avrà come focus l’universo femminile.
Attraverso questi percorsi il festival punta a rafforzare la propria identità, mantenendo un equilibrio tra continuità e innovazione. Gli ospiti potranno esprimere in maniera attiva e con taglio critico la propria visione, grazie al lavoro quotidiano a contatto con le storie e con i temi del presente, interpretando così il senso profondo del titolo scelto per questa edizione: “La voce dei senza voce”.





















