ultimi articoli

Pubblicità: stellantisandyou.com

Sibilla Gambino presenta il suo secondo libro: “Il babau è la diversità che si contrappone ai muri innalzati”

All’Oratorio Sant’Elena e Costantino la presentazione di “Oltre il muro il babau” di Sibilla Gambino: la storia di un’identità femminile tra stravolgimenti geopolitici e drammi personali

spot_imgspot_img
- Advertisement -
Pubblicità: riflessi.it

“Il personale è politico”, recita uno slogan degli anni Sessanta coniato da Carol Hanish, attivista statunitense per i diritti delle donne. Un’affermazione che, se letta al contrario, è altrettanto veritiera: è difficile, se non inconcepibile, separare le vicende umane dalla dimensione pubblica, né è possibile ignorare gli effetti che gli scenari politici esercitano nel privato. Lo sa bene Sibilla Gambino, alla seconda prova letteraria con “Oltre il muro il babau”, dopo i consensi della critica e dei lettori registrati al debutto con “Il silenzio dell’orso. L’attimo in cui tutto può cambiare”. L’autrice ha presentato l’opera all’Oratorio Sant’Elena e Costantino di Palermo, dialogando con Francesca Celestra e con le letture di Manuela Cangemi.

Le opere di Sibilla Gambino

Entrambe pubblicate da Carlo Saladino Editore, le due opere di Sibilla Gambino – autobiografica la prima, uscita nel 2018; semi autobiografica la seconda, del 2023 – sono accomunate dalla scelta di declinare il racconto attraverso le vicende di due donne. Nella sua poetica, centrale è la figura paterna, percepita e restituita come focale nell’assetto dell’esistenza: non a caso, il primo romanzo, come afferma la stessa autrice – cresciuta tra Palermo e Milano, le città dove vive e lavora – fu realizzato a seguito della prematura scomparsa del genitore. Un dolore annichilente che scardina ogni certezza: accade così, soprattutto per le donne – e sentitamente, le figlie uniche – quando se ne va il grande regista della propria vita, il padre. 

Se, ne “Il silenzio dell’orso”, Sibilla Gambino aveva narrato il suo baratro e la sua folle rinascita, in una sorta di mise en abyme dell’anima, in “Oltre il muro il babau” l’apparato scenico della narrazione si sposta altrove – geograficamente ed emotivamente – per indagare cosa accade a una bambina, poi diventata donna, in un territorio che cambia la propria storia. L’Ungheria, nazione dove l’autrice ha realmente vissuto con il padre, in occasione dei suoi viaggi di lavoro, diventa così un inusuale luogo paesaggistico e interiore di identità in transizione e trasformazione. 

Sibilla Gambino è una scrittrice onesta: sceglie di non gettare il sasso e ritrarre la mano, assumendosi in pieno la responsabilità di una narrazione insidiosa perché storica e personale insieme. È proprio qui che entra in gioco l’appiglio cronachistico: l’autrice è infatti una giornalista, e collabora da anni con varie testate. La sua scrittura, lucida e lontana anni luce da bizantinismi e contorsioni, inchioda il lettore alle incombenze di una memoria che non può essere archiviata. Il passato – collettivo e personale – diventa la lente di ingrandimento per capire, fermarsi, analizzare e, perché no, traslare sulla dimensione politica i nodi irrisolti del singolo. 

La presentazione di “Oltre il muro il babau”

Nel corso della presentazione di “Oltre il muro il babau”, tenutasi a Palermo negli spazi dell’Oratorio Sant’Elena e Costantino nel pomeriggio di giovedì 14 maggio, Sibilla Gambino ha intrecciato abilmente i contenuti del romanzo con i fatti storici che hanno cambiato profondamente il volto dell’Ungheria.

Un Paese relativamente poco conosciuto e politicamente minoritario nello scacchiere internazionale fino a qualche anno fa, salito non felicemente alla ribalta per via delle politiche di estrema destra dell’ormai primo ministro Viktor Orbán che, tra alterne vicende, ha dominato la scena nazionale dal 1998 al 2026. Oggi, con la vittoria alle urne della destra moderata di Péter Magyar, l’auspicio è che l’Ungheria volti nuovamente pagina anche attraverso il pieno ripristino dei diritti civili che nel corso degli ultimi anni hanno subito un forte deterioramento. 

Adv
Pubblicità: stellantisandyou.com

“Il babau del titolo – ha spiegato Sibilla Gambino – è la diversità che si contrappone ai muri innalzati, ma anche l’elemento irrazionale che sfugge al nostro controllo ma con cui è necessario fare i conti. Nella storia che racconto – prosegue la scrittrice – tutti i personaggi incarnano una tematica o un ostacolo da superare, alle prese con eventi storici incontrollabili, relazioni e fenomeni come l’immigrazione e la corruzione”. 

Sibilla Gambino presenta il suo secondo libro: “Il babau è la diversità che si contrappone ai muri innalzati” - Be Sicily Mag - Sibilla Gambino Francesca Celestra e Manuela Cangemi
Sibilla Gambino, Francesca Celestra e Manuela Cangemi

La trama

L’autrice ha raccontato al pubblico la genesi del libro, frutto di una lunga e dettagliata ricerca durata quattro anni. La storia vede protagonista Silvia D’Ambrosi, una bambina milanese di appena otto anni che, dall’Ungheria dove si trova con il padre imprenditore, guarda il mondo cambiare dopo il crollo della Cortina di Ferro, a cavallo tra il 1989 e il 1990: un momento epocale che segnò la fine della divisione ideologica e fisica del Vecchio Continente in due blocchi. Con la fine della Guerra Fredda e la caduta del Muro di Berlino, prese il via il processo di smantellamento delle barriere tra l’Ungheria e l’Austria, nel 1989. 

È in questo contesto che si snodano le vicende della bambina, successivamente affidata alla nonna materna ultraconservatrice che vive in povertà alla periferia di Budapest: il Muro di Berlino ha sconvolto i piani del padre, che non può più gestire la piccola. Tra la finestra dell’Hotel in cui il papà la lascia mentre è impegnato nei suoi affari e la casa dell’anziana, Silvia è spettatrice di un mondo che cambia irreversibilmente. Nello stesso periodo storico, il giornalista britannico Reginald Dubois, firma del quotidiano “The Guardian”, riesce a strappare un incontro al primo ministro e al ministro del Tesoro ungheresi: è davvero finito quel sistema che ha creato solo divisioni e disperazione? 

I due si conosceranno e, nel tempo, dopo avere affrontato lutti e drammi personali, comprenderanno la potenza del sentimento che li lega, ostacolato dalla storia e da quei muri che, ogni giorno, vengono innalzati, sia in senso strutturale che metaforico, per far sì che l’altro, e il diverso, rimangano lontani, nell’incapacità di accogliere le differenze e lasciare che la vita fluisca liberamente. Tra barriere e scelte controcuore, è così che l’umanità precipita smarrendo il senso di accoglienza e solidarietà. 

I prossimi progetti

Appare chiaro che a Sibilla Gambino piaccia raccontare storie che mettono in luce il cambiamento di esseri umani che devono fare i conti con il tempo che scorre e i mutamenti in atto: si tratta di personaggi fortemente connotati sotto il profilo psicologico, le cui azioni trascendono i periodi storici in cui sono incastonati. 

Con una precisazione a proposito delle donne: “Mi piace raccontare le storie di identità femminili che hanno uno spessore – precisa – non in quanto donne ma come soggetti capaci di lasciare il segno”. Ed è proprio questo il senso del prossimo progetto letterario a cui sta lavorando: una raccolta di suoi articoli dedicati a donne coraggiose e anteprimiste che, con il loro esempio, hanno spianato la strada a chi è arrivato dopo. “Poco conosciute ai più – conclude – ma decisamente capaci di generare interesse per il loro impatto sulla società e l’eredità lasciata alle altre donne”. 

Adv
Pubblicità: bancadonrizzo.it
Condividi questo articolo sui tuoi social...
Pubblicità: italtekno.com
Pubblicità: riflessi.it
Pubblicità: stellantisandyou.com

ULTIMI ARTICOLI

Pubblicità: gabetti.it

consigliato da be

BE Sicily Mag Settembre 2026: l’editoriale di Licia Raimondi

BE Sicily Mag Settembre 2026 è arrivato in edicola.C’è un colore che attraversa questo numero. Non lo avevamo deciso, non avevamo costruito le nostre...
Pubblicità: abitarevialedelfante.it

non perderti

Pubblicità: italtekno.com
Pubblicità: cascino.expert.it
spot_img
spot_imgspot_img