La sua voce ha accompagnato la storia della musica italiana senza perdere mai il contatto con il pubblico. E i suoi brani continuano a essere cantati a memoria da generazioni diverse, in Italia e nel mondo. Al Bano ha conquistato nuovamente il pubblico siciliano, riempendo il Teatro Mandanici di Barcellona Pozzo di Gotto. Una serata fatta di grandi successi, ricordi, riflessioni e tanta ironia. Il cantautore pugliese ha saputo coinvolgere l’intera platea che ha cantato insieme a lui dall’inizio alla fine.
L’amore per la Sicilia
Albano Antonio Carrisi racconta la vita con parole semplici e dirette, a volte leggere e altre profondamente malinconiche. Come in Amanda è libera, brano presentato al Festival di Sanremo 2011, che affronta il dramma di una donna vittima di abusi e prostituzione, destinata a trovare la libertà solo nella morte. Un tema sul quale il cantautore è tornato anche durante il concerto, esprimendo dal palco una ferma condanna della violenza sulle donne.
“Ogni volta che salgo sul palco è come sostenere un esame” ha spiegato ai microfoni di BE Sicily Mag, raccontando come l’emozione del contatto con il pubblico sia rimasta immutata nonostante oltre cinquant’anni di carriera e ottantatré anni compiuto pochissimi giorni fa. “Ce la metto tutta per trasmettere agli altri tutto quello che mi passa dentro”.

Cantare l’amore
Per il cantautore pugliese l’amore continua a essere una risposta importante. “Canto l’amore perché credo nell’amore, perché so che l’amore fa bene. Canto l’amore perché ci aiuta a vivere meglio. Nel mondo c’è molta distruzione e questo non porta a nulla, perché chi vince in quelle condizioni perde in umanità”.
Sul palco anche le note di Tu per sempre, il brano escluso dal Festival di Sanremo 2003 ma rimasto nel cuore di molti fan. Sentimenti autentici e speranza: temi che da sempre attraversano il repertorio di Al Bano e che, in un tempo segnato da conflitti e divisioni, sembrano conservare tutta la loro attualità.
Non è mancato un pensiero per la Sicilia, terra che negli anni lo ha sempre accolto con affetto e calore. Un rapporto speciale, costruito concerto dopo concerto, tra applausi, sorrisi e l’abbraccio di un pubblico che continua a seguirlo con immutato entusiasmo.
Per Al Bano ogni canzone rappresenta una parte della propria esistenza. “Ogni brano per me è significativo. Non ne ho uno più importante degli altri. Ogni canzone è come un libro: non puoi leggerne soltanto una pagina senza seguire il filo del racconto. Io sono ciò che canto e canto ciò che sono – ha spiegato -. Torno sempre volentieri a Barcellona Pozzo di Gotto, con la voglia di ripartire e poi di ritornare: questa è la magia”.
Il ricordo di Michael Jackson
Non sono mancati momenti di dialogo con la platea, aneddoti e riflessioni personali che hanno intervallato l’esecuzione dei brani. Al Bano ha inoltre reso omaggio ad alcuni degli artisti più importanti del nostro tempo tra cui Adriano Celentano, legato ai suoi esordi, Lucio Dalla e Michael Jackson.
Introducendo I cigni di Balaka, Al Bano è tornato sulla nota vicenda legata alla somiglianza tra il suo brano e Will You Be There di Michael Jackson. Il cantante ha raccontato di aver inizialmente valutato un’azione legale per plagio, ma di aver poi trovato nell’artista statunitense una persona leale e disponibile al dialogo. Ha inoltre ricordato un progetto che avrebbe dovuto portarli insieme sul palco dell’Arena di Verona per un evento benefico dedicato ai bambini disagiati, iniziativa che non si concretizzò a causa della scomparsa del Re del Pop. Al termine del racconto, ha dedicato a Jackson l’esecuzione del brano.

Il legame con il pubblico è apparso evidente durante tutta la serata. Un affetto che attraversa le generazioni e che lo stesso artista considera una delle soddisfazioni più grandi della sua carriera. “Vuol dire che ho centrato l’obiettivo” ha svelato.
Il sogno di una vita
Quello portato in scena da Al Bano è stato anche il racconto di un sogno: quello di un ragazzo partito da Cellino San Marco con tante emozioni custodite nelle tasche dei suoi jeans. “Il sacrificio più grande che ho fatto? Quello di dover abbandonare la famiglia per inseguire il mio sogno, che è nato in Puglia e si è concretizzato a Milano”.
Un percorso fatto di esperienze e incontri che, come lui stesso ha sottolineato, continua a rappresentare un’occasione di crescita. Al Bano ha spiegato che in questo mestiere c’è sempre da imparare, perché ogni giorno si incontrano persone, situazioni e realtà diverse che aiutano ad allargare i propri orizzonti.
Guardando al proprio passato, Al Bano invita alla consapevolezza: “Bisogna prendere coscienza di quello che stai vivendo e di quello che hai già vissuto, perché tutto serve”. E nel descrivere il ragazzo che era agli inizi della sua carriera ha aggiunto: “Era pieno di sogni, con la voglia di materializzarli, e ancora oggi inseguo quella strada”.
Una storia artistica che continua a incontrare l’entusiasmo del pubblico.


















