Al Mythos Troina Festival 2026 il mito incontra il presente tra guerra, memoria e nuove drammaturgie. Dieci prime nazionali e grandi interpreti: da Leo Gullotta a Lunetta Savino, da Federica De Benedittis a Ester Pantano, dal 3 luglio all’8 agosto 2026. Il Festival diretto da Luigi Tabita è riconosciuto dal Ministero della Cultura con il patrocinio dell’INDA, Istituto Nazionale del Dramma Antico, che animerà l’estate culturale di Troina, in provincia di Enna.
Saranno le grandi figure femminili del mito, attraversate da temi contemporanei come guerra, memoria, identità e resistenza, il filo conduttore di questa edizione.
Il direttore artistico Luigi Tabita afferma: “Questa edizione del Mythos Troina Festival nasce dall’urgenza di ascoltare le voci che troppo spesso la storia ha lasciato ai margini. Le donne del mito diventano qui testimoni del nostro tempo. Abbiamo scelto degli spettacoli che non cercano evasione, ma consapevolezza, perché il teatro oggi più che mai ha bisogno di interrogare il presente a creare comunità attorno ai temi della pace, della giustizia e della vita umana”.

Anfiteatro della Radura
Ad aprire il festival, il 3 luglio all’Anfiteatro della Radura, sarà la prima nazionale di “Chi ha paura del Minotauro? Voci di donne in tempo di guerra”, progetto, testo e regia di Marco Carniti tratto da “Guardando le donne, guardando la guerra” di Victòria Amelina. Protagonista Ester Pantano, volto amatissimo dal grande pubblico per il ruolo nella serie di Rai 1 “Makari”, affiancata da Antonella Civale, Selene Gandini, Ginevra Di Marco e Gaia Bevilacqua. Lo spettacolo affronta il tema della guerra attraverso le testimonianze di donne ucraine, trasformando il mito del Minotauro in una potente metafora contemporanea.
Il 10 luglio spazio a “Elena” di Euripide, con la regia di Nicasio Anzelmo e un cast composto, tra gli altri, da Anna Teresa Rossini e Silvia Siravo. Una tragedia “anomala” che ribalta il mito tradizionale di Elena di Troia, trasformandola in una figura fedele e tragica sospesa tra verità e illusione.
Il 17 luglio debutta in prima nazionale “Si prova Antigone”, elaborazione drammaturgica e regia di Mauro Avogadro, produzione INDA, ambientata nella Parigi occupata dai nazisti. Lo spettacolo mette in dialogo il classico di Sofocle con le inquietudini del presente attraverso il lavoro degli allievi dell’Accademia d’Arte del Dramma Antico.
Tra gli appuntamenti più attesi anche la prima nazionale de “Il canto di Penelope” di Margaret Atwood, diretto da Marcello Cotugno e interpretato da Lunetta Savino, in scena il 24 luglio. Una rilettura contemporanea e femminista della figura di Penelope, non più simbolo passivo dell’attesa, ma donna capace di esercitare un potere silenzioso e strategico.

La voce delle registe donne
La sezione “Assoli” ospiterà poi tre nuove produzioni in prima nazionale alla Torre Capitania, firmate da tre registe donne. Il 28 e 29 luglio andrà in scena “Andromaca – il candore del cigno” di Gianni Guardigli, con Daniela Giovannetti e la regia di Valeria Almerighi, spettacolo che attraversa i temi della guerra, della perdita e della resistenza femminile, intrecciando mito e drammatica attualità.
Il 30 e 31 luglio sarà invece la volta di “Polissena dimenticata”, scritto e diretto da Aurora Miriam Scala, con protagonista Federica De Benedittis, volto storico de “Il Paradiso delle Signore” e interprete di numerose fiction Rai e Mediaset. Lo spettacolo riporta al centro una figura femminile marginale del mito greco, trasformandola in simbolo di tutte le donne cancellate dalla memoria collettiva.
L’1 e 2 agosto il festival proseguirà con “Sing Orpheus Sing”, scritto e diretto da Noemi Francesca e interpretato da Dario Guidi, una rilettura visionaria e contemporanea del mito di Orfeo che immagina il celebre cantore come ultimo superstite in un mondo post-apocalittico. Uno spettacolo sospeso tra musica, poesia e memoria.

Il gran finale con “OltreMythos”
Il festival si concluderà con la sezione “OltreMythos”, che porterà in scena, in suggestive location del borgo normanno, altre due prime nazionali: “La congiura dei Nessuno” con Sergio Beercock e Giovanni Alfieri, il 6 agosto e, come grande evento finale della rassegna, “Τειρεσίας Tiresia Teiresías”, l’8 agosto, interpretato da uno dei più grandi maestri del teatro e del cinema italiano, Leo Gullotta, con la regia di Fabio Grossi.
“Il Mythos Troina Festival – aggiunge Tabita – guarda il mito da sempre non come qualcosa di distante, ma come una radice profonda che continua a nutrire il nostro presente ed è un percorso dove le figure femminili diventano una guida, diventano coscienza critica, custodia della memoria collettiva e non a caso il Festival si chiude con la figura di Tiresia, il veggente che nella sua esperienza attraversa anche l’esperienza del femminile, simbolo di una conoscenza che è capace di oltrepassare i confini dell’identità di genere, e dello sguardo univoco sul mondo. Ad interpretarlo sarà il grande maestro del teatro italiano che è Leo Gullotta, artista straordinario che è capace di dare voce e profondità ad una figura tanto enigmatica, quanto attuale come quella di Tiresia”.

La formazione e gli eventi collaterali
Mythos è anche formazione con “Mythoslab”, due laboratori gratuiti per attrici e attori professionisti. I due registi che dirigeranno i laboratori per due settimane sul tema del potere e della giustizia saranno Davide Sacco e Jared McNeill, artisti visionari tra i più interessanti e stimati della nuova generazione.
Per tutta la durata del festival Troina ospiterà mostre, performance itineranti ed eventi collaterali che coinvolgeranno alcuni dei luoghi più suggestivi di Troina, trasformando la città in un grande palcoscenico diffuso dedicato al mito e ai linguaggi contemporanei.



















