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Aragona ricorda i carusi e le vittime del lavoro nelle miniere di zolfo: “La commemorazione rafforza il legame della comunità con le proprie radici”

La giornata, promossa dalle associazioni locali e dal Comune di Aragona, vuole ricordare chi ha perso la vita nelle miniere di zolfo

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C’è stato un tempo in cui in Sicilia esistevano le miniere, luoghi in cui i siciliani lavoravano rischiando la propria vita cercando di sopravvivere in territori pieni di povertà. Ad Aragona, in provincia di Agrigento, esisteva una miniera di zolfo che ospitava centinaia di lavoratori, costretti a lavorare in condizioni di precarietà e con poca sicurezza: molti di loro persero la vita, tra cui anche dei bambini, chiamati “carusi”. Per ricordare chi è morto sul lavoro, su proposta dell’associazione Mintini, che prende il nome della contrada delle miniere, è stata istituita per il 30 maggio 2026 la Giornata della memoria dei carusi e delle vittime del lavoro nelle miniere di Zolfo di Aragona.

La giornata in memoria dei caduti delle miniere

A promuovere la giornata è l’associazione Mintini in collaborazione con il Comune di Aragona, che con una deliberazione del Consiglio Comunale ha deciso di abbracciare il ricordo di chi è caduto in miniera. Le miniere di Aragona non sono un luogo come un altro: erano infatti di proprietà di Stefano Pirandello, padre di Luigi, che proprio passando le giornate in quella che è chiamata dai locali La Montagna ha preso ispirazione per alcuni dei suoi racconti, tra cui quello di Ciàula scopre la Luna. Il racconto narra di un caruso che non riusciva a vedere la luna dato il suo lavoro che avveniva in profondità: il giovane, terrorizzato dal buio della notte a causa di un trauma, esce dalla miniera e viene abbagliato dalla luna, trovando nella sua luce una pace inaspettata.

Le miniere di Aragona vengono citate anche in una novella di Pirandello chiamata Il Fumo:

“Appena i zolfatari venivan su dal fondo della «buca» col fiato ai denti e le ossa rotte dalla fatica, la prima cosa che cercavano con gli occhi era quel verde là della collina lontana, che chiudeva a ponente l’ampia vallata.” La collina è infatti quella di Aragona, paese che sorge proprio in collina. Sabato 30 maggio ci sarà una messa in suffragio delle vittime delle miniere alle ore 8, seguita dalla scoperta una targa commemorativa, per custodire, a perenne memoria la storia e l’identità della comunità aragonese.

Il presidente Giuseppe Chiarelli e l’importanza della Commemorazione

Tra i promotori della Giornata di commemorazione c’è Giuseppe Chiarelli, presidente dell’associazione Mintini che cura la divulgazione della storia delle miniere, oltre ad avere due spazi adiacenti al parco: la Casa della memoria dei Carusi e dei Surfara e il Boschetto di Ciàula. Ai microfoni di BE Sicily Mag ha spiegato l’importanza della giornata: “Commemorare la Giornata della memoria dei Carusi e delle vittime del lavoro nelle miniere di zolfo di Aragona significa custodire un luogo che rappresenta una parte fondamentale della storia e dell’identità della comunità aragonese. Le miniere, pur segnate da sacrifici e tragedie, hanno contribuito a sottrarre molte famiglie alla miseria, offrendo opportunità di lavoro e consentendo alle generazioni successive di costruire un futuro migliore.”

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Chiarelli ricorda anche l’importanza di ricreare un collegamento tra la comunità e il ricordo dei minatori: “Le lotte portate avanti dai lavoratori hanno inoltre favorito conquiste importanti sul fronte dei salari, delle condizioni di lavoro e della sicurezza. Per questo motivo, la celebrazione annuale della ricorrenza assume un valore profondo, rafforzando il legame della comunità con le proprie radici e permettendo alle nuove generazioni di conoscere, custodire e tramandare una memoria collettiva che non deve andare perduta.”

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