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Bagheria, la Villa Quarto Savona Quindici, ex bene confiscato alla mafia, si trasforma in luogo ricreativo per i giovani

La struttura, confiscata alla mafia, è stata presentata alla presenza del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e del Presidente della Sicilia Renato Schifani

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Da bene a totale disposizione di Cosa Nostra a luogo ricreativo per i ragazzi e i bambini di Bagheria. È stato inaugurata ad Aspra, frazione della cittadina in provincia di Palermo, la Villa Quarto Savona Quindici. La villa è stata confiscata alla mafia e riqualificata anche con il contributo finanziario della Regione Siciliana.

Alla gestione della struttura ora c’è l’associazione intitolata alla scorta del giudice Giovanni Falcone, presieduta da Tina Montinaro, vedova di Antonio Montinaro – uno degli agenti vittime, insieme con il magistrato e la moglie Francesca Morvillo, della strage di Capaci del 1992. La struttura ospiterà un centro estivo destinato ai giovani con fragilità. Alla cerimonia erano presenti il capo della Polizia, Vittorio Pisani, il prefetto di Palermo, Massimo Mariani, e l’assessore alle Politiche sociali del Comune di Bagheria, Emanuele Tornatore.

Villa Quarto Savona Quindici

La Quarto Savona Quindici è stata presentata ufficialmente anche alla presenza del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e del Presidente della Sicilia Renato Schifani. La struttura, storicamente conosciuta come Villa Napoli, dopo l’opera di riqualificazione e di ammodernamento è stata restituita come bene comune destinato ai bambini della cittadina in provincia di Palermo. Il governatore siciliano Renato Schifani non ha nascosto la propria soddisfazione per l’evento: “Colpire i boss nei loro interessi economici è un caposaldo della strategia di contrasto alla mafia”.

“È un insegnamento – ha detto Schifani – che viene da uomini come Pio La Torre e Giovanni Falcone ed è un obiettivo che ho perseguito da presidente del mio gruppo al Senato per inasprire la lotta a Cosa nostra, quando furono introdotti la stabilizzazione del 41bis e il sequestro per equivalente per aggredire i patrimoni dei mafiosi. La mia presenza e quella del ministro Piantedosi – ha concluso il governatore – simboleggiano e confermano l’impegno costante e sinergico delle istituzioni, della Regione e dello Stato in una battaglia che ha ottenuto risultati importanti e che non può conoscere soste”.

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