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Villa Costa a Palermo pronta a rinascere: nuovo bando dopo lo stop del Tar

La storia di Villa Costa riparte da capo, tra attese del quartiere e una nuova gara da scrivere

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Il Comune di Palermo ha deciso di riavviare da zero la procedura per affidare la gestione di Villa Costa, da tempo abbandonata e di recente anche vandalizzata. torna dentro questo punto sensibile, perché il Comune ha deciso di riavviare da zero la procedura per affidare la gestione del giardino e della struttura che lo serve. La scelta arriva dopo mesi in cui sul tavolo erano rimaste anche ipotesi diverse, compreso il coinvolgimento di privati attraverso formule di partenariato, adesso escluse. Alla fine l’indirizzo è cambiato verso la gara pubblica ordinaria. Sullo sfondo restano la revoca del 2025, il passaggio davanti al Tar e una domanda cruciale per chi vive tra viale Lazio e via Brigata Verona: quanto tempo servirà ancora affinché questo spazio torni a funzionare davvero?

Villa Costa riparte da zero con il nuovo bando

Il nuovo bando servirà ad affidare la gestione del giardino e della struttura di Villa Costa, rimettendo in moto una procedura che si era fermata. È stata accantonata l’ipotesi del partenariato con soggetti privati, anche se proposte erano arrivate, e si torna a uno schema più lineare sul piano amministrativo. Questo significa riaprire tutti i passaggi formali, dalla definizione delle condizioni economiche e gestionali fino alla selezione del futuro affidatario. È una ripartenza completa, che prova a ridare ordine prima ancora che velocità.

La decisione pesa anche per il valore del luogo. Villa Costa si estende in una parte della città molto vissuta e porta il nome del giudice Gaetano Costa, ucciso dalla mafia nell’agosto del 1980. Sarebbe riduttivo leggerla come una semplice pratica patrimoniale. Per il quartiere resta un presidio urbano, un giardino che incide sulla qualità del tempo quotidiano di famiglie, residenti e bambini, e che quando si ferma trascina con sé un pezzo di vita pubblica. Anche perché le condizioni in cui la struttura si trova al momento sono degradanti.

La revoca del 2025 e il passaggio al Tar

Il precedente tentativo risale al 2025, quando il Comune aveva già provato ad affidare la gestione della villa. Dopo l’aggiudicazione, però, sull’operazione erano emersi dubbi che hanno spinto l’amministrazione a revocare tutto in autotutela. Le richieste di chiarimento avevano riguardato aspetti concreti, dal canone di affitto di 58 mila euro per sei anni alle modalità previste per la manutenzione straordinaria dell’immobile. Nodi tecnici che hanno deciso il destino dello spazio pubblico.

La società interessata aveva impugnato la revoca, aprendo il contenzioso davanti al Tar. A inizio anno il tribunale amministrativo ha confermato la legittimità della decisione del Comune, chiudendo quel capitolo. Sul piano giuridico il punto è stato chiarito, ma l’effetto pratico resta più complesso: il tempo trascorso ha allungato l’assenza di una gestione stabile e ha imposto di ricominciare dall’inizio. La speranza è che questa volta si arrivi a una svolta.

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