Il settimo sigillo consecutivo, il ventiseiesimo scudetto della sua storia. L’Ekipe Orizzonte, a Ostia, ha firmato una rimonta con un 13‑10 che ha ribaltato la serie contro la SIS Roma. Una vittoria che conferma le catanesi come la più grande squadra di pallanuoto femminile italiana di tutti i tempi.
Una finale che sembrava sfuggire, poi il ribaltamento totale
Gara 3 è stata una partita doppia: una prima metà complicata, una seconda metà travolgente. La SIS Roma era partita forte, aveva trovato ritmo, aveva chiuso il secondo tempo avanti 5‑3, aveva acceso il pubblico del Centro Federale Frecciarossa. Ma l’Orizzonte ha avuto la capacità di cambiare l’inerzia nel momento in cui più contava.



Foto Diego Montano / Deepbluemedia
Il terzo tempo è stato il cuore della partita. Un parziale di 7‑2 che ha riscritto tutto. Rimonta completata, sorpasso e poi la fuga. Claudia Marletta, MVP della finale, ha guidato la riscossa con una tripletta che ha ribaltato lo svantaggio e acceso la squadra. Accanto a lei, Dafne Bettini ha firmato tre reti pesantissime, Vivian Sevenich ha imposto fisicità e letture, Morena Leone ha segnato il gol che ha spento definitivamente la rimonta romana. E poi c’è stato il sigillo di Giulia Viacava, capitana, leader, alla sua ultima partita: il 10‑7 allo scadere del terzo tempo, un gol che ha avuto il sapore di un passaggio di testimone e di un addio perfetto, già celebrato anche al termine di Gara 2 a Catania.
Il valore del gruppo: “Non ci siamo mai disunite”
“Vincere fuori casa – ha commentato Martina Miceli, allenatrice e anima tecnica dell’Orizzonte – è una roba pazzesca. Le ragazze sono state eroiche. Non è stato un anno facile, né in acqua né fuori. Ma non ci siamo mai disunite, mai state una contro l’altra. Abbiamo sempre cercato la quadra tutte insieme”. Ed è questa la cifra dell’Orizzonte. La continuità emotiva, la capacità di restare squadra anche nei momenti più complessi, la cultura della vittoria che non nasce dal talento individuale ma dalla somma delle relazioni, del lavoro quotidiano, della disciplina condivisa.
La dedica di Marletta: “Non mi sono sentita sola un attimo”
Claudia Marletta, protagonista assoluta, ha dedicato la vittoria a chi ha costruito la storia del club: “Dedico questo successo a Giorgio Bartolini, il nostro angelo custode, e a Giuseppe La Delfa. E lo dedico a mio padre, che mi ha seguito sempre. Ma soprattutto alle mie compagne. Quest’anno mi sono divertita tanto, non mi sono sentita sola un attimo, nemmeno quando eravamo sotto di due reti”.
L’Ekipe Orizzonte non si ferma qui
La SIS Roma, protagonista di una stagione di altissimo livello, ha reso la finale intensa e combattuta. Ma la differenza, nei momenti decisivi, l’ha fatta ancora una volta l’Orizzonte, facendo valere tutta l’esperienza, la profondità del roster, la capacità di gestione e la freddezza nei break e nelle superiorità.
Con questo scudetto, l’Ekipe Orizzonte aggiunge un nuovo capitolo a una storia irripetibile: 26 titoli italiani, 7 consecutivi, una Coppa Italia già tornata in bacheca quest’anno dopo una lontananza di due anni, una tradizione che attraversa generazioni e che continua a essere il riferimento assoluto della pallanuoto femminile.





















