La Fondazione Federico II, istituita nel 1996 per volere dell’Assemblea Regionale Siciliana, celebra quest’anno i trent’anni di attività. Intitolata al monarca che nel XIII secolo fece della Sicilia la dimora delle lettere e delle arti e che seppe integrare diverse etnie, oggi la Fondazione ha il compito di valorizzare il patrimonio culturale della Sicilia. Dal 2004 cura anche la gestione dei servizi aggiuntivi del Complesso Monumentale di Palazzo Reale e della Cappella Palatina. In questi giorni l’architetto Pippo D’Ippolito è stato designato come nuovo Direttore Generale e ha definito i prossimi obiettivi della Fondazione: rendere fruibile e smart il Palazzo Reale e raccontare la Sicilia al mondo.
Pippo D’Ippolito racconta la Fondazione Federico II
È così che l’architetto ha deciso di raccogliere il testimone di Federico II in una Sicilia che guarda al futuro: “Mille anni fa, Federico II, ha reso la Sicilia un coacervo di culture – racconta D’Ippolito a BE Sicily Mag -. La Sicilia continua a essere una vera e propria terra di accoglienza. Prova ne è il patrimonio culturale che è alla portata e alla fruizione di tutti”. Sotto la guida di D’Ippolito, la Fondazione Federico II intende promuovere l’identità culturale della Sicilia e il suo territorio come un luogo inclusivo e proiettato verso il futuro.
La valorizzazione delle piccole realtà sicialiane
La Fondazione Federico II si impegna anche a promuovere i siti meno noti del territorio nel tentativo di trasformare queste realtà nelle vere protagoniste del turismo culturale. Per questo motivo Lo scorso weekend nella piscina naturale di Sottomonastero a Lipari, l’artista e scultore underwater Jason deCaires Taylor, ha realizzato un’installazione subacquea dedicata alle memorie dell’archeologo Sebastiano Tusa.
Altro progetto di grande valore della Fondazione è “Le Strade da Seguire”, iniziativa promossa dal Presidente dell’ARS Gaetano Galvagno, con cui la Federico II sta portando l’arte fuori dai palazzi storici per fare dei murales uno strumento di rigenerazione urbana nei piccoli Comuni e nelle periferie dell’Isola. “L’arte ha anche una funzione sociale – spiega ancora D’Ippolito -. Manca una corretta comunicazione delle nostre bellezze, ma ci stiamo concentrando affinché la comunicazione della bellezza in generale possa raggiungere più persone possibili”.




















