La costruzione del domani passa dalla valorizzazione della storia nel presente. Obiettivo costante per luoghi speciali come le biblioteche antiche, con i loro spazi silenziosi e austeri che paiono isolati dal mondo, ma che sono in realtà contenitori vivissimi, alimentati dalla tensione e dalla seduzione della conoscenza. A Palermo ne è un emblema la Biblioteca Comunale di Casa Professa, dal 2020 intitolata a Leonardo Sciascia, che sabato ha aperto le sue porte alla città con l’inaugurazione di “Sogno Realtà Rinascita”, la mostra di Angela Carrubba Pintaldi, artista a tutto tondo d’origine siracusana (nata a Ortigia) ma da tempo basata a Milano e a Parigi, nota per i suoi gioielli-scultura fatti di pietre preziose grezze e meteoriti, nonché per i suoi grandi quadri dipinti con pigmenti raggrumati sulla tela e le sue emozionanti installazioni.
La riapertura della Biblioteca di Casa Professa
La Biblioteca di Casa Professa è il primo luogo di consultazione pubblica di libri a essere istituito in città, nel 1760, per volontà di Alessandro Vanni di San Vincenzo, poeta e erudito animato dal progetto di consentire l’accesso alla lettura anche ai ceti meno abbienti. Dopo quasi due anni di chiusura, questo luogo della cultura torna a svolgere il suo ruolo di riferimento per studenti, studiosi e visitatori. Il primo step è stato l’evento “Palermo si illumina” con il quale la biblioteca di Casa professa ha aperto le sue porte alla città tra legalità, libri, musica e arti.
L’esposizione, allestita negli spazi della Chiesa dei Santi Crispino e Crispiniano fino al 9 agosto, e curata da Alberto Mugnaini, si focalizza su tele site specific realizzate in dialogo con gli spazi alla biblioteca. Riferimento principale, il lungo manto di Santa Rosalia, presentato come oggetto-evento alla vigilia del 402° Festino: un’opera che sintetizza il rapporto dell’artista con la materia, il rito e il territorio siciliano.

La mostra di Angela Carrubba
Inaugurata sabato pomeriggio, la mostra propone un percorso sensoriale in cui gesto, polvere e luce trasformano la sala espositiva in luogo di memoria e di rinascita, esplorando tre registri intrecciati: il sogno come desiderio di un ritorno; la realtà come materia e paesaggio del luogo; e la rinascita come atto performativo di rinnovamento.
Si tratta del risultato di una performance creativa, durata cinque ore, eseguita il giorno precedente nell’atrio della biblioteca comunale. Un momento in cui l’artista siciliana ha alternato movenze basate su danze tribali con gesti rituali consistenti nel lancio di pigmenti sulle tele, sintetizzato in un video dal forte impatto emozionale. “Il trittico è esposto di fronte all’altare principale rispecchia nell’ordine il rito, attraverso le tonalità del bronzo, quelle dell’indaco dell’oro e la rinascita, rappresentata dall’argento, colore evocativo della voglia di risollevarsi, fuoriuscire dal dolore e dalle fragilità e di conseguire, infine, piccole e grandi vittorie” ha illustrato l’artista.
L’esposizione include anche una carrellata di fotografie scattatele dal grande Giovanni Gastel, uno dei più grandi fotografi italiani contemporanei, scomparso nel 2021 a causa del Covid.

Il legame con Santa Rosalia
Dunque sconforto e paura di fronte ai problemi, ma anche il coraggio di affrontarli e averne la meglio all’interno della mostra di Angela Carrubba. Un richiamo al messaggio veicolato dal miracolo di Santa Rosalia storicamente legato alla cessazione della terribile peste che nel 1624 la popolazione di Palermo.
“Questa mia specifica produzione artistica è stata concepita in Marocco, a Tangeri e adesso viene ospitata nella residenza dell’ambasciata italiana della capitale Rabat – ha spiegato Carrubba Pintaldi – Da Palermo parte un percorso che toccherà prossimamente anche Roma e Napoli. Non è la prima volta che espongo a Palermo è già capitato allo Spasimo, al Loggiato San Bartolomeo e a Palazzo Sambuca. Dunque questo è per me un importante ritorno alla vigilia della principale festa patronale della città”.
I prossimi appuntamenti
Il calendario degli eventi della biblioteca comunale di Palermo è in via di finale elaborazione: “Sarà molto fitto e pieno di sorprese – ha anticipato responsabile dello staff dell’area cultura del Comune di Palermo – Claudia Fucarino – tra quelle centrali, la riapartura del Miqveh, l’antico bagno rituale ebraico di purificazione, alimentato dalle acque sotterranee del fiume Kemonia, risalente al medioevo, all’interno del cortile di Palazzo Marchesi”.





















