Gli ultimi dati diffusi dall’Istat ed elaborati dall’Unione nazionale consumatori sull’inflazione non sorridono alla Sicilia, che si trova al settimo posto della classifica nazionale delle regioni più care. L’inflazione annua è addirittura superiore alla media italiana, pari al 3,4% a fronte del 3%. Le famiglie, in media, subiscono un aggravio di 761 euro all’anno. Una cifra pressoché uguale a quella della Lombardia, sebbene in quest’ultimo caso la crescita dei prezzi sia stata decisamente più moderata nell’ultimo anno. Una statistica che stupisce, a tal proposito, è quella relativa al fatto che nella top 3 delle città che hanno di recente subito maggiormente l’inflazione ce n’è proprio una siciliana.
Inflazione: il confronto tra le regioni
La Sicilia, come anticipato, si attesta tra le regioni italiane che sta affrontando più duramente il fenomeno dell’inflazione. Nella classifica, l’Isola si posiziona dietro soltanto a Trentino-Alto Adige, Lazio, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Umbria e Lombardia. I dati in questione confermano che, sebbene inizialmente fosse il Nord a subire maggiormente i rincari, adesso anche il Sud è tutt’altro che esente. Per registrare gli impatti più contenuti bisogna andare alla Basilicata, che si ferma a una spesa maggiorata di “soli” 583 euro annui a famiglia. Una cifra ben distante da quella del Trentino-Alto Adige, che guida la graduatoria con 917 euro.
Le città: Siracusa la più cara, a Trapani si vive bene
Per quel che riguarda le città, l’allarme arriva da Siracusa, che si attesta tra le più costose del Paese. L’inflazione è pari al 4%, dietro soltanto a Olbia-Tempio, per un rincaro annuo medio di 924 euro. Palermo e Catania invece si muovono sulla stessa linea, attestandosi al 3,5%, di poco sopra la media nazionale, con una spesa di 827 euro all’anno per le famiglie. Poco dietro c’è Messina, con un’inflazione pari al 3,3% e una maggiorazione media di 762 euro. La situazione è decisamente meno preoccupante, infine, a Trapani, città che si colloca tra le meno care in Italia, con un’inflazione del 2,4% e una spesa aggiuntiva che si ferma a 554 euro.


















