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martedì, Giugno 6, 2023

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Nuova luce per il Tempio di Zeus Olimpio di Agrigento, un gigante più imponente del Partenone

Avrà inizio nel mese di marzo uno degli interventi più importanti degli ultimi anni nel Parco Archeologico della Valle dei Templi di Agrigento. Saranno quattro i cantieri sull’area del tempio di Zeus Olimpio, l’antico Olympeion imponente e maestoso. Sarà così possibile rileggere correttamente l’intera area sacra del santuario, il percorso che conduceva all’imponente altare di Giove. Verranno anche musealizzati numerosi reperti della decorazione architettonica. Gli interventi più prestigiosi saranno quelli del riassemblaggio della trabeazione (architrave, fregio e cornice) sorretta dai telamoni, che erano 38 in origine, e la musealizzazione delle parti dell’enorme statua che verrà sostenuta in piedi tramite una sottile lastra in acciaio corten con mensole di pochi millimetri. L’intervento inoltre garantirà una migliore conservazione degli elementi originali del telamone che sembrerà “sorgere” tra le rovine dell’Olympieion, che doveva essere meraviglioso: era citato dagli storici tra i più grandi d’Occidente, più imponente del Partenone.

Oggi si cerca di ridisegnare la mappa dell’Olympieion, crollato dopo un terremoto nel 1401, e del tutto sconquassato nel XVIII secolo quando gran parte dei suoi blocchi di calcare furono utilizzati per costruire il molo di Porto Empedocle. Johann Wolfgang Goethe descrisse i resti del santuario come “ossami d’un gigantesco scheletro”. Il telamone attualmente disteso all’interno della cella del tempio è una copia della prima statua ricostruita su disegno di Charles R. Cockrell da Raffaello Politi agli inizi dell’800, che è oggi conservato al Museo archeologico. L’archeologo Pirro Marconi alla fine degli anni Venti aveva individuato i resti di sette telamoni. La campagna di studi e rilievi del Parco Archeologico, che procedono dal 2005 – per i primi tre anni in collaborazione con l’Istituto Germanico di Roma, sotto la guida di Heinz-Jurgen Beste – oggi rilevano almeno otto statue.

“L’area merita di essere recuperata e valorizzata – spiega il direttore del Parco archeologico della Valle dei Templi, Roberto Sciarratta –, il pubblico presto la potrà visitare nella sua interezza: saranno chiusi gli accessi secondari e si potrà seguire un unico percorso di visita che dall’Olympieion condurrà ai resti dell’altare, liberato dai massi crollati durante gli scavi negli anni Venti, così da far riguadagnare la percezione del collegamento tra altare e tempio. I visitatori non si fermeranno alla Concordia ma saranno invogliati alla scoperta di tutta la collina dei Templi, fino al bacino della Kolymbetra”.

“In questo momento i beni culturali della Sicilia sono in fermento. I Parchi archeologici e i musei, costretti a chiudere le porte dalle misure anti-Covid, stanno operando con massimo impegno per prepararsi alla riapertura con ambienti più accoglienti e nuovi progetti ed emozioni – interviene l’assessore regionale ai Beni Culturali e all’identità siciliana, Alberto Samonà -. I cantieri che interessano l’area del tempio di Giove Olimpio nella Valle dei Templi e la valorizzazione del Telamone, sono un invito a visitare Agrigento e la Sicilia, per trasmettere al mondo una storia e un’identità profonda, che rendono unica la nostra terra”.

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