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venerdì | 23 Febbraio | 2024

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Le Vie dei Tesori tornano in edizione natalizia: il programma

Le Vie dei Tesori tornano con un’edizione natalizia che invita a scoprire tanti luoghi. A inaugurare è stata l’apertura del museo di zoologia Doderlein, lunedì 27 dicembre. Poi, dal 28 al 30 dicembre e dal 4 e 5 gennaio il resto del programma, i concerti e una mostra particolarissima, una personale dell’artista visual Marco Papa nell’appena restaurato ex palazzo Valguarnera di Santa Lucia, che propone anche una vista inedita su piazza Bellini.

Tra i luoghi, la Palazzina Cinese. Proprio Le Vie dei Tesori hanno promosso, nel 2017, il restauro e la ricollocazione dei 27 straordinari lampadari e hanno finanziato adesso il recupero della tavola matematica del Marvuglia. Si tratta di un marchingegno pensato per garantire la privacy durante i pasti.

Molto interessante anche la visita al Settecentesco ex Palazzo dei Valguarnera, Marchesi di Santa Lucia. Chiuso dal 1964, dopo un grande incendio, oggi torna a splendere dopo un lungo restauro di privati.

Oltre allo spettacolare affaccio su piazza Bellini, non va persa Visione, Segno /Vision, Sign, personale di Marco Papa, a cura di Riccardo Lisi. Artista visivo anconetano, Papa per questa mostra (visitabile fino al 30 marzo), ha allestito la Visione della Meta Carrozza Fisica Santa: apparizione in forma di disegno di un’opera che rilegge l’antica carrozza palermitana.

Il Festival ha contribuito anche a un altro restauro, quello che l’ebanista Gerlando Calì ha condotto sulle “sedute dei banchi” della Cappella delle dame. Si potrà visitare l’oratorio soltanto la mattina del 5 gennaio, sulle note dell’organo dal maestro Giordano, che accompagna il giovane soprano Fabiola Galati.

Attorno alla Bottega delle percussioni due appuntamenti: un concerto dell’orchestra Jambo Sana (29 dicembre e 4 gennaio, alle 18.30) e un Drum circle, cerchio energetico di suoni (28, 30 dicembre e 5 gennaio alle 18.30).

Accanto a queste esperienze, apriranno le porte di sei luoghi e tre botteghe storiche, tutte legate al filo rosso dei restauri. Si tratta del museo Doderlein da cui proviene lo scheletro della leonessa birmana restaurato dalle Vie dei Tesori e conservato all’Orto Botanico, che aprirà ai visitatori il prezioso Gymnasium con l’erbario storico e il gabinetto scientifico; della barocca chiesa della Pinta che è tornata a risplendere da pochi mesi; dell’elegante secondo piano di Palazzo Mirto; del settecentesco Palazzo Oneto, dove è stato appena completato un importante lavoro di recupero; di Palazzo Costantino che invece attende un restauro ma non demorde e mostra il sontuoso affresco del Velasco ancora incorrotto.

Tre le botteghe da scoprire: da Shahidi, dove pulire e recuperare un tappeto è un’arte; un laboratorio, aperto oltre trent’anni fa dall’iraniano Ataollah Shahidi.

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