mercoledì | 19 Giugno | 2024

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Ustica: sapori, terra e fondali sommersi

A differenza di tante altre isole del Mediterraneo Ustica, nome derivante dal latino Ustum (‘bruciato’), non ha mai subito il fenomeno dell’overtourism dei mesi estivi. Il numero dei visitatori di certo si moltiplica senza però soffocarne le peculiari atmosfere di piccola isola vulcanica, defilata a 36 miglia da Palermo, in un punto molto particolare del Mediterraneo: distante dai grandi traffici marittimi e investita in pieno dalle correnti che arrivano dall’Oceano Atlantico e poi vi ritornano, trasportando plancton e tanti altri nutrienti marini. Fattori che favoriscono una combinazione unica di flora e fauna sommersa, esaltata dall’eccezionale trasparenza dell’acqua.

Proprio per la singolare bellezza dei suoi fondali Ustica è una delle capitali mondiali delle attività subacquee. Più in generale un caposaldo storico della relazione tra l’Uomo e il Mare, qui narrata, sin dal 1959, dalla Rassegna internazionale delle attività subacquee, la manifestazione di settore più antica e prestigiosa a livello internazionale, sebbene le edizioni dell’ultimo decennio abbiano avuto luogo in versione parecchio ridotta.

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Ustica: sapori, terra e fondali sommersi 11

Cataclismi preistorici

Formatasi – a detta degli studiosi – quasi un milione di anni fa con le emissioni di magma da una faglia aperta da un cataclisma in uno dei punti più profondi del Mar Tirreno,  Ustica esprime la sua bellezza anche ‘a secco’, attraverso il suo contesto naturalistico di scure colline laviche chiazzate da oltre 500 specie botaniche, nonché di cumuli e anfratti, di rocce arse e tormentate che sprofondano negli abissi dopo avere fatto da set naturale, nelle prime decine di metri di profondità, a una giostra di biodiversità. 

Se il ‘mondo del silenzio’, come lo chiamava l’esploratore sottomarino Jacques Cousteau, è protagonista assoluto e celeberrimo di Ustica, prima area marina nata italiana (istituita 37 anni fa), a fargli da degno contraltare è la sua parte emersa, anche questa protetta in regime di riserva. Un patrimonio che merita di essere conosciuto. E che da solo vale almeno un fine settimana sull’isola. 

Escursionismo in crescita

“Fino a poco più di 20 anni fa, a Ustica il turismo si concentrava esclusivamente sull’attività subacquea e i peripli marini a bordo delle barche dei pescatori locali. Una categoria, questa, andatasi quasi estinguendo. Oggi, però, l’isola è anche una calamita per gli escursionisti” – spiega Vittorio Arnò, titolare della locale cooperativa turistica Ciprea. È lui la guida di riferimento del ‘turismo lento’ usticese e l’ideatore di buona parte degli itinerari a piedi, in genere passeggiate contenute entro le 3 ore di cammino e quasi tutte di livello tecnico molto accessibile.

I sentieri da non perdere

Uno di questi percorsi è quello che lo stesso Arnò ha battezzato come ‘sentiero astronomico’. Si tratta di un tragitto notturno lungo i punti più bui dell’isola, quelli del versante settentrionale, dove lui stesso illustra le costellazioni anche con racconti mitologici. “Un’idea, questa legata, al fatto che, per l’assenza di impatto luminoso, il cielo di Ustica è in assoluto tra i più nitidi d’Italia”, precisa la guida.

Tutti i percorsi di trekking hanno una lunghezza breve (mai oltre i 6 chilometri) e non presentano pendenze proibitive. Tra i principali il Sentiero di Mezzogiorno, che parte dalla Torre Santa Maria, nei pressi del porto e attraversando un magnifico anfratto, costeggia il lato meridionale dell’isola per arrivare a Punta Cavazzi dopo 2 ore e 30 di cammino. A questo se ne aggiungono diversi altri. Tra i più suggestivi, il Sentiero della Falconiera, itinerario anche di genere archeo-geologico che consente di ammirare, nell’ordine, gli ipogei romani risalenti al III secolo, i segni dell’ultimo vulcano di Ustica, la Rocca della Falconiera, riparo di 5 civiltà susseguitesi dal III secolo avanti Cristo fino a 300 anni fa e una scala d’origine romana. 

“Ma non sono da meno anche i due ‘sentieri del Bosco’, itinerari panoramici che si articolano per meno di due chilometri dentro la selva dell’isola, composta da pini, lecci e roverelle, per poi salire sulla cima delle due colline più alte, Guardia Grande e Guardia del Turco”, precisa Arnò. 

Pendenze relativamente dolci nella natura incontaminata che attraversano anche un tunnel lavico e una antica necropoli: quella della “Culunnedda”, risalente al III-II millennio avanti Cristo. 

Oggi a Ustica si contano almeno 20 diversi percorsi di trekking, tra principali e secondari. 

Storie di confino politico

Uno si sicuro interesse è il sentiero, prettamente urbano tra le viuzze del paese, dedicato ai confinati politici. Come Antonio Gramsci, tra i più importanti politici e pensatori marxisti del XX secolo, punito dal regime fascista con un soggiorno coatto di un mese e mezzo a Ustica nel 1926 prima di una lunga detenzione carceraria che ne comprometterà le condizioni di salute fino alla morte, avvenuta 8 anni dopo; Amedeo Bordiga, costretto a soggiornarvi per un periodo di poco più lungo e i Fratelli Rosselli, che invece scontarono 6 mesi di confino sull’isola. Il record del confino politico più lungo sull’isola, oltre 6 anni, è toccato però batterlo a Giuseppe Scalarini, vignettista de l’Avanti, il quotidiano che lo stesso Benito Mussolini diresse prima di svoltare verso il fascismo e il totalitarismo. 

Forte di oltre 50 strutture ricettive tra alberghi (alcuni storici come il Clelia, il Diana e il Patrice) e una quindicina tra ristoranti, trattorie e altri luoghi di ritrovo (come il Kiki’s, la Rosa d’Eventi e l’’Ailanto Park), Ustica ha aperto la sua stagione turistica con alcune manifestazioni già in calendario. “Rinviate quelle proposte per maggio a cause delle condizioni meteo avverse, come il ‘battesimo del mare’ rivolto ai neofiti della subacquea, il raduno di e-bike (organizzato dalla Asd Kartago) sui sentieri della Riserva Naturale Orientata e l’esplorazione della costa e delle grotte marine più belle con i Sup (la tavola da spingere con la pagaia), adesso – sempre tempo permettendo – sono previsti appuntamenti legati allo yoga, corsi di formazione per massaggiatori principianti e laboratori di scrittura”, illustra Gigi Tranchina, responsabile dell’agenzia di eventi Ustica Tour. Il 18, inoltre, la festa della Madonna dei Pescatori darà il benvenuto all’estate”. 

Anima sportiva 

L’isoletta palermitana è votata alle performance soprattutto a luglio: anche quest’anno non mancheranno il Giro podistico a tappe dell’isola, che giunge alla sua 12a edizione e, giù in acqua, il tradizionale appuntamento con il free diving, l’immersione in apnea, di cui il raduno con i praticanti della Asd Apnea Palermo è ormai un riferimento fisso da molti anni.

I fondali di Ustica. Emozione garantita

Al tema del mare di Ustica, quello adrenalinico e mistico della subacquea, si arriva giocoforza, come attratti da una calamita.

“Sott’acqua la cosiddetta Perla Nera del Mediterraneo garantisce suggestioni forti in ogni genere di approccio all’acqua, in particolare quello con le bombole,” – spiega Jonathan Cecchinel, titolare dell’Ustica Diving, uno dei 9 diving center attivi sull’isola.  Non occorre però spingersi troppo nel blu: “anzi –riprende la guida subacquea – è proprio tra i 20 e i 30 metri – profondità non certo da neofiti ma senz’altro da includere nei limiti ‘ricreativi’ di questa disciplina – che si sperimentano gli incontri più belli: dalle grandi cernie, icone dei nostri fondali, a maestose ricciole, branchi di dentici e di barracuda, oltre a tutte le specie di saraghi e di pesci più piccoli dalle livree sgargianti che circolano davanti alle rocce”. 

Il mare di Ustica ospita uno degli areali di posidonia oceanica più estesi del Mediterraneo. Ed è un enorme contenitore di organismi coralligeni: dalle grandi gorgonie rosse e gialle a esemplari di ‘savalia savaglia’, rara specie di animale bentonico (cioè attaccato al fondo) che colonizza solitario a profondità però più impegnative. “tra le scogliere sommerse dell’isola si contano fino a 18 siti di immersione e in alcuni di questi è possibile esplorare anche 4 percorsi diversi – riprende Cecchinel. Tutti fondali fruibili da subacquei di ogni livello, meglio però se dotati di brevetto avanzato, perché le profondità medie si collocano intorno ai 25 metri”. Difficile scegliere i più belli: la Secca della Colombara, Punta Galera e lo Scoglio del Medico, la cui etimologia deriverebbe da ‘omerico’ e accrediterebbe Ustica come l’isola della maga Circe secondo l’autore dell’Odissea, sono i più iconici. Uno spot d’immersione, questo, che offre molteplici alternative di percorso: quello del lato sud è il più praticato: si penetra in un grande tunnel, il cui accesso è celato tra le rocce, per raggiungere, dopo un breve e stretto passaggio, a una grande sala sottomarina, prima buia, poi subito aperta su un palcoscenico turchino dominato da uno scoglio a forma di piramide: uno scenario mistico che invita a costeggiare lentamente questa galleria e i cunicoli che la seguono, tappezzati soprattutto dal giallo e dall’arancio dei Parazoanthus e degli Astroides e dai tanti altri colori di nudibranchi e dai giochi mimetici di grossi polpi, prima di sbucare davanti al blu e incontrare enormi cernie e dotti. 

A questi ‘spot’ si aggiungono gli scenari sommersi di Punta Omo Morto, Punta dell’Arpa, la Grotta della Pastizza e Punta Falconiera, mentre la Grotta dei Gamberi, con il suo ingresso a 43 metri e le pareti tappezzate da migliaia di gamberetti che conducono al punto d’uscita a 26 metri e il Secchitello, la cui sommità appare nel blu non prima dei 36 metri di profondità, rappresentano invece immersioni per sub esperti. 

Delizie enogastronomiche

Tanto movimento, tra camminate a alte temperature e pinneggiate acquatiche, stimolano inevitabilmente l’appetito. E Ustica non manca di rispondere con la sua enogastronomia di qualità. 

Sono celebri le minuscole lenticchie dell’isola, ricchissime di selenio, scelte perfino da Samantha Cristoforetti come parte dei suoi menù ‘orbitali’. Le aziende agricole locali che le producono sono quelle delle famiglie Mancuso e Palmisano, insieme con l’azienda Hibiscus, (che è anche un agriturismo), la quale rappresenta l’unico punto di riferimento dell’enologia usticese: 5 etichette di vini, per un totale di tre bianchi (un blend di inzolia e catarratto, un grillo in purezza e uno zibibbo secco), un rosato di nero d’avola e un passito di zibibbo. 

Tre le specialità salate e dolci, imprescindibili sono la tipica pizza usticese, simile allo sfincione ma più bassa e la ‘cassatella’: un biscotto natalizio ma sfornato ogni giorno dell’anno ripieno di mandorle, fichi secchi, aroma di mandarino e zucchero a velo. 

Infine, l’ospitalità. A Ustica sono attivi 7 alberghi (Hotel Diana, Hotel Patrice, Hotel Clelia, l’Ariston, il Sogni nel Blu, l’Hotel Stella Marina e l’hotel Ustica), 3 residence (il Terrazze, il Cottage sul Mare il residence Caserta) e 8 bed & breakfast. Una ricettività che sconta da anni la decadenza di una struttura storica e prestigiosa come l’Hotel Grotta Azzurra, chiuso da 20 anni e il resort Punta Spalmatore, adesso all’asta, per la terza volta, dopo la chiusura avvenuta 5 anni fa. 

di Antonio Schembri

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