mercoledì | 24 Aprile | 2024

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Centenario dell’Aeronautica militare italiana. L’inaugurazione della mostra itinerante a Palermo

Il fascino e l’ardimento del volo. La tecnologia che si evolve in termini di affidabilità dei sistemi avionici, di aerodinamica e velocità in aria. L’efficacia non solo sul piano degli armamenti ma dei sistemi di monitoraggio e, quindi, di protezione dei territori sottostanti. Laddove né esercito né marina possono più agire, è tra i cieli che realisticamente si sono decise le sorti dei conflitti bellici contemporanei. Ma, considerate le conseguenze terrificanti di cui sarebbero portatori, è soprattutto con un’attività di controllo preventivo e continuo che questi vengono evitati. 

In questo suo primo secolo di storia, l’Aeronautica militare italiana ha compiuto progressi giganteschi per assicurare un alto livello di sicurezza all’intero territorio dello Stivale: giorno e notte, senza soluzione di continuità, in un quadrante geopolitico tradizionalmente molto delicato. 

Dallo scorso marzo una mostra itinerante tra i capoluoghi d’Italia ne sta illustrando i passaggi più significativi e appassionanti. Da ieri, fino al 30 luglio, questa esposizione tocca Palermo, dove nell’atrio della Galleria d’Arte Moderna (GAM) cittadini e turisti potranno conoscere attraverso pannelli illustrati e modellini in plastica, uniformi storiche degli ufficiali e motori per la propulsione dei velivoli, le eccellenze raggiunte dall’aeronautica militare nei suoi piumi 100 anni di vita in volo. 

Sin da quando cioè nacque, con ancora la tragica eco della Prima Guerra Mondiale, la Regia Aeronautica. Era la primavera del 1923 e da allora la forza armata deputata alla difesa dello spazio aereo nazionale cominciò a inanellare grandi imprese sul fronte delle spedizioni: le prime al di là dell’Oceano Atlantico, verso le due Americhe, raccontate da Gabriele D’annunzio; poi, in forma più organizzata, la prima crociera aerea atlantica, che sradica la dimensione individuale del volo e afferma il concetto di squadra. Lo stesso che da decenni viene rappresentato in maniera spettacolare, e anch’essa in continua evoluzione, dalle Frecce Tricolori, la più celebre pattuglia acrobatica del mondo. Proprio il 24 luglio la squadra dei piccoli aerei azzurri tornerà a emozionare il pubblico rilasciando i suoi getti tricolori nel cielo di Palermo. Dalle gesta eroiche dei pionieri dell’aria e dalle visioni dei primi teorici del potere aereo, fino ad arrivare ai giorni nostri e alle nuove sfide. Una struttura espositiva lineare che narra le tappe del progresso tecnologico e scientifico in campo aeronautico e spaziale, lo sviluppo dei velivoli e l’incremento delle capacità operative di una Forza Armata moderna, proiettata verso il futuro e sempre più vicina alla collettività.

L’esposizione, in corso alla Gam con ingressi giornalieri dalle 09:30 alle 18:30 (ultimo ingresso consentito alle 17:30), è parte di un percorso iconografico che proseguirà in diverse altre città italiane e  illustra una storia fatta di uomini e donne che operano con passione, dedizione e professionalità lungo un iter evolutivo molto particolare: “non solo quello delle attività legate al monitoraggio militare dello spazio aereo, ma anche a tante altre caratterizzate da un tasso di tecnologia, la cui importanza non viene raccontata per come meriterebbe: dallo studio spaziale al servizio meteorologico, dagli interventi di ricerca e soccorso a quelli del trasporto sanitario: tutte attività che svolgiamo senza sosta”, spiega il colonnello Daniele Donati, comandante del 37° Stormo dell’aeronautica militare di stanza all’aeroporto trapanese di Birgi. 

Una mostra che si innesta nel territorio, con lo scopo di cementare i valori e gli ideali dell’Aeronautica. E di proiettarli verso il futuro. “Non a caso i primi destinatari di questo evento sono proprio i giovani proprio in ragione del costante rinnovo tecnologico che viviamo– sottolinea Donati – Insieme con la parte ‘volativa’, oggi svolta a bordo di macchine ad altissima tecnologia come gli Eurofighter, impiegati al 37° stormo di Trapani insieme con gli F35, i velivoli multiruolo di ultimissima generazione, c’è infatti una complessa filiera che va dai controlli radar ai centri di comando. Tutte aree ad alta specializzazione che ci consentono di avere uno spazio aereo sicuro e sempre controllato”.

Lo scopo di avvicinare i giovani alla tecnologia, continua il colonnello Donati, “permette all’aeronautica italiana di dare davvero il meglio di sé nella formazione di futuri piloti, ingegneri o esperti in tanti altri ruoli di supporto, tutti estremamente specializzati. E le manifestazioni di vicinanza e di partecipazione emotiva che ci vengono tributati dalla popolazione italiana, e siciliana in particolare, sono la prova del nostro riconoscimento sul territorio”. 

Tutte le iniziative per i festeggiamenti del centenario dell’aeronautica, partite lo scorso 28 marzo con questa mostra nel territorio nazionale, hanno anche ruotato su open day e la riapertura del museo storico dell’aeronautica all’interno della sede storica dell’antico idroscalo di Vigna di Valle, sulle sponde del Lago di Bracciano. Per la mostra di Palermo, l’Aeronautica Militare si è avvalsa della collaborazione del Comune e del Museo Storico dei Motori e dei Meccanismi dell’Università di Palermo.

 “Ospitare la mostra itinerante dell’Aeronautica militare italiana in un luogo simbolo della cultura di Palermo come la Galleria d’Arte Moderna è per noi motivo di grande orgoglio – dichiara il sindaco di Palermo Roberto Lagalla -.Nei suoi cento anni di vita, l’Arma è stata protagonista nei più delicati impegni ai quali è stata chiamata dalle Istituzioni. Oggi lo è anche nella ricerca tecnologica che ne aumenta la capacità operativa in ogni dimensione”. I binomi memoria e futuro, storia e cultura “trovano una sintesi straordinaria qui al Museo di Sant’Anna – dice l’assessore alla Cultura Giampiero Cannella –il grande atrio della Gam è un luogo speciale che peraltro si presta alla fruizione turistica proprio in estate quando questa zona del centro storico di Palermo è molto battuta dai visitatori”. 

Di Antonio Schembri

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