domenica | 14 Aprile | 2024

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Palermo Ladies Open, il tennis femminile incanta tra grazia e potenza

Una 34esima edizione entrata subito nel vivo, quella del Palermo Ladies Open, il torneo WTA 250 che si sta svolgendo sui campi in terra rossa del Country Time Club del capoluogo. Un tabellone con 32 giocatrici anche quest’anno, che già dai match del primo turno, la cui conclusione è prevista per stasera, ha offerto, e promette ancora, momenti di elevato livello tecnico e agonistico a un pubblico di appassionati indicato nelle previsioni di fine torneo come ancora più numeroso di quello dell’anno scorso. 

Da inizio settimana gli spalti del circolo di via dell’Olimpo hanno offerto sia match lampo sia partite di grandi equilibrio, caratterizzate da scambi lunghissimi, resi estenuanti dal caldo ‘tropicale’ di questi giorni.  Ha spiccato, nel primo caso, il prepotente esordio della ventenne cinese Zheng Qinwen, assegnataria di una delle 4 wild card del torneo (l’invito speciale a partecipare concesso a tenniste che non ne avrebbero diritto in base ai conteggi di classifica). Al momento piazzata al numero 25 nella classifica mondiale, ma indicata tra le tenniste destinate a presentarsi rapidamente sui piani alti, se non sulla vetta, del ranking femminile, la Zheng è stata inesorabile l’altro ieri con l’azzurra Sara Errani, infliggendole un doppio 6-0. Ieri sera, invece, è stata la volta di Daria Kasatkina, prima testa di serie del torneo, rientrata dall’anno scorso nella top ten mondiale. La russa di Togliattigrad ha superato l’azzurra Martina Trevisan con il punteggio di 6-3; 6-7; 6-0. Il terzo set non ha purtroppo sorriso anche a altre due italiane habitué di questo torneo, Lucia Bronzetti, l’anno scorso finalista a Palermo e Elisabetta Cocciaretto, sconfitte rispettivamente dalla russa Andreeva e dalla spagnola Sorribes Tormo. Ha però suggellato la vittoria di Jasmine Paolini contro l’olandese Arantxa Rus, dopo una partita conclusasi in tarda notte. 

Primi ‘botti’ di un torneo che si sta disputando in condizioni climatiche impegnative per le giocatrici e che promette un crescendo di emozioni proprio tra quest’oggi, la giornata di domani e quella di venerdì, in cui i quarti di finale selezioneranno i migliori valori emersi sul campo, prima delle semifinali e della finale, rispettivamente nella serate di sabato e  di domenica. 

Uno spettacolo, quello del tennis femminile, ormai declinabile con gli stessi parametri di quello maschile: potenza e precisione dei colpi, atletismo e tenuta mentale. E che a Palermo ha visto nascere grandi stelle della racchetta. Ancora in molti ricordano infatti delle gesta di giocatrici del passato come Mary Pierce e Anastasija Myskina, accomunate da una vittoria al Roland Garros e entrambe esordienti da giovanissime (rispettivamente a 16 e a 18 anni), proprio al Country Time Club. Dal 1988 i Ladies Open di Palermo sono il secondo torneo italiano più importante del calendario internazionale, dopo gli Internazionali BNL d’Italia, a Roma. In oltre trent’anni di storia l’evento diretto da Oliviero Palma ha incoronato tante altre star in gonnella: da Irina Spirlea a Barbara Schett, da Sandrine Testud a Patty Schnyder e Dinara Safina solo per menzionare le giocatrici che avrebbero brillato nel conteso internazionale con carriere longeve; e altrettante ne ha viste competere in cerca di successo. Da un altro canto, l’evento palermitano ha, nel tempo, scalato la gerarchia dei tornei tennistici internazionali, ottenendo nel 2009 l’ammissione alla categoria WTA International e diventando, più di recente, un WTA 250, con un montepremi fissato quest’anno a 230 mila euro, dei quali poco più di 30mila andranno alla vincitrice, insieme con 250 punti aggiuntivi in classifica.

Una storia ricca di risultati rivelatisi avvii di importanti carriere. Nel 2008, proprio a Palermo Sara Errani vinse il suo primo titolo WTA, rompendo la maledizione della mancata affermazione di un’italiana nelle prime venti edizioni e vivendo da quel momento una crescita agonistica che la avrebbe condotta fino alla quinta posizione nella classifica mondiale e a disputare una finale del Roland Garros.
Da lì in avanti si sarebbero susseguite anche le vittorie di Flavia Pennetta l’anno successivo, di nuovo della Errani nel 2012 e quindi della tarantina Roberta Vinci, che al Country si è allenata per anni e che contro la Errani vinse la storica finale-derby del 2013, proprio nel periodo in cui le due giocatrici dominavano la scena mondiale nel doppio. 

L’evento di Palermo può anche fregiarsi del fatto di aver resistito al richiamo dell’Asia. Nel 2013 l’assemblea dei soci del Country Club si convinse infatti a cedere la licenza del torneo, per ragioni economiche e burocratiche, a Kuala Lumpur. in Malesia, per cinque anni, dal 2014 al 2018.

Un accordo di “affitto” che prevedeva però la possibilità di rescindere il contratto. È stato così che nel 2019 Palermo si è ripresa il suo torneo su terra battuta. “Da quel momento è stata una corsa mai interrotasi, neanche nel 2020 con la pandemia e malgrado le numerose defezioni di tenniste iscritte”, ricorda Palma. Anzi, proprio grazie alla collocazione in calendario nella prima settimana di agosto, il Palermo Ladies Open diventò il torneo della ripartenza, il primo dopo mesi di stop al circuito,con la vittoria, quell’anno, della francese Fiona Ferro”.

Poi, nel 2021, il successo dell’americana Danielle Collins e, l’anno scorso, della rumena Irina-Camelia Begu, che ha festeggiato la vittoria con uno shooting sulla spiaggia di Mondello. “Questo perché se nella settimana di Palermo il protagonista assoluto rimane il tennis, le giocatrici hanno capito che l’atmosfera della città è meravigliosa e offre anche molto molto altro – sostiene il direttore del torneoDettaglio non da poco per chi è abituato a viaggiare undici mesi all’anno e a trascorrere il proprio tempo tra campi, club house e camere d’hotel”.

Palermo è una sede storica del tennis, sin dal 19° secolo. Al tempo in cui questo sport era rigorosamente vestito soltanto di bianco e non lo si poteva immaginare diversamente, fu attiva anche una campionessa palermitana legata alla noblesse cittadina, Luisa Bordonaro. Oggi che il tennis è una disciplina evolutasi con racchette leggere e modalità di gioco ancora più efficaci, avvolta da sponsor e segnata da tornei su superfici diverse che si susseguono in tanti punti del globo con il mordente dei continui aggiornamenti nelle classifiche, Palermo continua a raccoglierne e custodire storie. E il Country Time Club, dal canto suo, a costruire la basi per diventare una sorta di California della racchetta. Ossia un luogo ideale per lunghi soggiorni di allenamento da parte delle stelle, già nate o pronte a esplodere, di questo sport: soprattutto le donne. 

di Antonio Schembri

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