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giovedì | 29 Febbraio | 2024

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Isole Festival: Lipari chiama Palermo nel segno della contaminazione artistica

Un viaggio ideale da Lipari a Palermo che ha  come fil rouge  l’isola come      approdo simbolico, luogo di incontro e di scambio, attraverso l’interazione tra artisti, scrittori, musicisti, teorici, per riscoprire e ripensare il legame che unisce l’immagine con la parola, il pensiero con la materia. Il culmine sarà una due giorni a Palermo in cui chiunque potrà diventare pubblico e protagonista di un’inedita performance artistica. Sono solo alcune anticipazioni di Isole Festival, organizzato dall’associazione culturale  Insula con il sostegno del Museo regionale di arte moderna e contemporanea Riso di Palermo, giunto alla sua quinta edizione che si svolgerà dal 22 al 28 settembre tra Lipari e Palermo: il via   venerdì 22 settembre a Lipari al Centro Studi Eoliano, con   “Tra l’Europa e l’Africa Capitali della cultura”, conversazione con     Roberto Albergoni e Andrea Cusumano  su cosa significa oggi essere la capitale italiana della cultura.  

In anteprima per Be Sicily Mag, ce ne parla il direttore artistico Emanuele Lo Cascio, artista palermitano che vive tra Chicago e Lipari e che ha ideato la rassegna assieme a Paola Nicita, critica d’arte con la collaborazione dal 2020 della scrittrice Evelina Santangelo. Il tema quest’anno prende ispirazione dall’omonimo romanzo di Nikolaj Leskov, di cui il filosofo Walter Benjamin dice: “…è la voce che torniamo a sentire, appena il «viaggiatore incantato» comincia a raccontare le peripezie della sua esistenza.” “Questa kermesse nasce dalla mia idea iniziale – racconta Lo Cascio – di richiamare  a Lipari artisti, scrittori e registi. Come il viaggiatore migrante del testo che con le sue storie incanta chi lo ascolta,  così il festival ogni anno sviluppa un tema diverso attraverso mostre, libri, cinema, produzioni di opere, installazioni. L’anno scorso, il filo conduttore è stato il naufragare”. Nella edizione 2023, attorno al tema del viaggiatore incantato, ci sarà anche una giornata dedicata ai diritti umani e alle proteste in Iran,  sabato 23 settembre  al  Centro Studi Eoliano. Si intitolerà   “Donna, Vita, Libertà” e sarà una  conversazione sull’Iran, la rivoluzione e le donne che lottano per la libertà del loro Paese con le testimonianze di Sislej Xhafa, artista di origine kosovara, la giornalista Miriam Mauti e le attiviste Sabri Najafi, Sara Hajinezhad.  Alle 19, sarà proiettato il  film “Donne senza uomini” di Shirin Neshat, regista iraniana, vincitrice del Leone d’Argento alla 66esima Mostra del Cinema di Venezia, con un suo intervento in collegamento. “Con Lipari ho un legame di vita – continua Lo Cascio – Le vicende dell’Iran mi hanno toccato profondamente dato che nella mia infanzia ho avuto legami con l’Iran. Oggi, la responsabilità della protesta in Iran è affidata alle donne”. Sempre a Lipari domenica 24 settembre al Teatro al castello  andrà in scena    “Radio Clandestina” performance di Ascanio Celestini, nome di riferimento del teatro contemporaneo. “E’ uno spettacolo che ci trasporta nella seconda guerra mondiale – dice il direttore artistico – alle Fosse ardeatine dove si manifesta una forma di resistenza universale che diventa un auspicio e un monito”.   

A Palermo, il Festival prosegue mercoledì 27 e giovedì 28 settembre  al  Museo regionale d’arte contemporanea Riso in corso  Vittorio Emanuele con “Sussurro e Resistenza”, workshop di  Sislej Xhafa, artista visivo contemporaneo kosovaro che vive a New York e  che coinvolgerà studenti dell’Accademia di Belle Arti di Palermo e chiunque darà la sua disponibilità,  nel segno dell’arte come   espressione silenziosa di resistenza e del  potere della creatività nella difesa dei valori umani, tra attività pratiche e performance. “E’ un evento gratuito e aperto alla città– spiega Lo Cascio – Chi vorrà potrà partecipare inviando una mail a isolefestival@gmail.com. Cerchiamo così di eliminare il distacco con il pubblico, cerchiamo un dialogo con i partecipanti  e di abbattere le barriere tra arte e pubblico. Le nostre conversazioni non sono conferenze con relatori, così come i workshop, ma si svolgono in un clima più familiare. Ho cercato di applicare il modus operandi del sociologo, poeta ed educatore Danilo Dolci che riusciva a riunire ad uno stesso tavolo filosofi e contadini ”. 

Si chiude il 28 settembre a partire dalle  19 al Museo regionale d’arte contemporanea Riso con Posters from Teheran, in mostra  i manifesti più recenti della protesta iraniana, realizzati  da artiste iraniane.   

Gli ingressi alle giornate del festival sono gratuiti fino ad esaurimento posti.

articolo di Isabella Napoli

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