domenica | 14 Aprile | 2024

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Rosa Di Stefano, Palazzo del Poeta e la sua rassegna “un tè con l’autore”

Il suo amore per i libri, la cultura, l’arte e il bello l’hanno portata a diventare una divulgatrice ed animatrice culturale ed è considerata tra le imprenditrici culturali più innovative in Italia. La rivista Confidenze le ha dedicato una pagina annoverandola  tra le tre donne in Italia che fanno cultura in maniera innovativa. E’ stata finalista al Premio terziario donna imprese innovative in Sicilia e al Premio Innovazione Sicilia ed ha ricevuto il riconoscimento “Donna Attiva”, riconosciuto dalla Camera di Commercio di Palermo ed Enna. 

 A 47 anni, Rosa Di Stefano, giornalista culturale e imprenditrice alberghiera, ha restaurato e restituito alla città nel cuore del centro storico di Palermo, Palazzo del Poeta in via Seminario Italo Albanese, 20, a pochi passi dal Museo Archeologico Salinas e da piazza San Domenico. Ha fatto di questo palazzo dei primi anni del Seicento una grande “dimora contemporanea” , che ospita residenze d’autore e ambienti dedicati sia all’accoglienza che alla cultura. E in questo luogo dall’atmosfera suggestiva e carica di storia, ispirazione e memoria – si racconta che  in queste stanze visse e scrisse  un poeta –  organizza  quello che è diventato un appuntamento di richiamo per gli amanti della lettura, la rassegna letteraria “Un tè con l’autore”, protagonisti un libro, l’autore e coloro che vogliono saperne di più. Con il suo fascino discreto, riesce a coinvolgere nei suoi progetti e con classe e senza orpelli, anima i pomeriggi dei palermitani all’insegna della cultura. 

Come nasce il progetto del Palazzo del Poeta?

“Per il restyling di questo palazzo, di cui sono proprietaria, ci sono voluti cinque anni lunghissimi in cui ho affrontato varie difficoltà e non soltanto economiche. Ho dovuto  cambiare per ben tre volte tre squadre di operai, con una perdita economica e di tempo non indifferente. Il supporto della mia famiglia, mio marito Nicola (Farruggio, presidente di Federalberghi Palermo e vicario Sicilia ndr. ) e dei miei figli Aldo e Vittorio è stato prezioso, mi ha emotivamente sostenuto. Hanno sempre affermato che il  mio coraggio non doveva andare perso perché avrebbe dato vita ad una imprenditoria sana e, dico io, forse “visionaria”. La più emozionante sorpresa è stata ricevere il premio “Donna Attiva” riconosciuto dalla Camera di Commercio di Palermo ed Enna, proprio l’anno di apertura di Palazzo del Poeta. Apertura che è stata  il 14 febbraio 2019. Palazzo del Poeta è un pezzo del mio cuore. L’originalità risiede nel modo in cui con le sue iniziative culturali fonde l’ospitalità con la cultura. Il modello proposto supera il concetto standard di ospitalità attraverso un’esperienza completamente nuova che coinvolge gli ospiti in modo attivo e interattivo nella cultura locale e non solo”. 

Parlaci di “Un tè con l’autore”?

“Ho assistito a centinaia di presentazioni di libri, in molte delle quali, purtroppo e mi dispiace anche doverlo ammettere, ho dormito profondamente per libri che poi, invece, ho amato. Ho deciso quindi di mettermi in gioco in prima persona e iniziare a raccontare le emozioni che mi scaturiscono alla fine della lettura di un testo. Quindi, attorno ad una tazza calda di tè, iniziamo i nostri incontri conoscendo l’autore, con il quale si instaura un rapporto confidenziale fin da subito. Mi sono data delle regole: un’accurata selezione dei testi e poi per ogni cartellone non si ripete mai lo stesso genere.  Gli autori, inoltre, non devono sostenere alcun costo. Dai romanzi, alle poesie, dai racconti alle storie d’amore e alle autobiografie struggenti, presento gli autori selezionati in molteplici percorsi: appassionate interviste, momenti musicali, teatrali e con supporto video. Gli autori delle mie rassegne li ho amati tutti, nessuno escluso. La rassegna si autofinanzia, poi, attraverso le tessere che ciascuno può sottoscrivere per partecipare ai vari appuntamenti a costi minimi”. 

Ci puoi fornire informazioni sui prossimi eventi? 

“Il salotto culturale è ripartito con la sua nuova stagione di incontri e presentazioni che quest’anno getta un occhio importante sulla Sicilia e trova un fil rouge proprio in questa “insularità” necessaria per unire gli appuntamenti di  “Un tè con l’autore”. Dalla prima domenica di febbraio a fine dicembre, la rassegna andrà avanti negli stessi spazi che un tempo furono dimora di intellettuali e oggi sono luogo di scambio e innovazione.  Ogni fine settimana di febbraio e marzo – ma il programma continuerà fino a fine anno – , appuntamenti con scrittori, artisti, poeti, storici e critici cinematografici.  Domenica 18 febbraio è stata la volta di Agata Bazzi con  “Ci protegge la luna”; il 25 febbraio incontreremo   Claudia Origoni con il suo  “Non escludo il ritorno” ed Adelaide J. Pellitteri che ci parlerà de “La figlia italiana” . Il 29 marzo Simona Lo Curto illustrerà il suo   Simona Lo Curto “Amare è un verbo di movimento”. Il 2 marzo, si passa a Lorenzo Tosa con    “Vorrei chiederti di quel giorno”. Il 3 marzo Salvo Toscano ci parlerà del thriller   “La lama dell’assassino”. Il 10 marzo incontreremo Maria Grazia Lala con  i suoi  “Sempredisabato” e “Petra”.  Il 17 marzo Bia Cusumano sarà presente con  “Trame tradite” . Il 24 marzo,  sarà la volta di Pasquale Morana e “La città del giardino dei cedri”.  Il  25 marzo sarà Dantedì a cura di Marco Pavone, Laura Mollica e Maurizio Muraglia”. Alla rassegna in prosa si affianca quella in poesia curata da Ornella Mallo il giovedì. 

Sei anche direttore e direttore del magazine culturale “E’Geniale”.

“Ho fondato questo magazine di approfondimento culturale, che raccoglie le penne più brillanti del panorama nazionale in ambito d’arte e cultura. E’ on line ma due volte l’anno uscirà anche l’edizione cartacea free press. Sono anche presidente dell’associazione culturale no profit “Geniale” e direttore artistico dell’istituzione Gianbecchina – istituto di alta cultura, nel comune di Gangi, in provincia di Palermo, che custodisce un centinaio di opere donate  dall’artista di Sambuca nel 1998”.  

C’è un personaggio letterario a cui ti ispiri?

“Ci sono archetipi che indicano la via. Penso a Penelope, che scioglie i nodi della tela intessuta durante il giorno per temporeggiare sperando che lo sposo ritorni. O agli uomini-libro di Ray Bradbury, ciascuno dei quali conserva la memoria di un testo letterario in un mondo in cui la lettura è un delitto e i libri sono arsi per strada, come nella Berlino nazista. La resistenza verso leggi ingiuste può passare anche dalla libertà di leggere, che può essere rivoluzionaria e destabilizzante al pari della tenacia di Antigone, che intende seppellire il fratello ucciso contro l’arroganza brutale del potere”.

Progetti per il futuro? 

Continuare a far crescere questo mio sogno che ormai si sta consolidando, ogni giorno di più. Sono già grata per quello che ho realizzato. Ho dedicato questo palazzo alla bellezza della vita, espressa in cultura e da quando, da quel 14 febbraio 2019 ho aperto una prima parte del palazzo al pubblico, come dimora ricettiva, ho subito iniziato ad investire in eventi di arte e di cultura, ricevendo anche una buona attenzione mediatica nazionale. Oggi siamo qui a parlare di me e mi stupisco di questo. Non ho altri obiettivi se non quello di continuare a seminare questo percorso anche a favore di chi non ha ancora il coraggio di perseguirlo. Mi chiedo quante donne rimangono in silenzio quando le loro parole, i loro sogni, la loro tenacia potrebbero orientare le scelte del mondo verso la bellezza e l’umanità”. 

Isabella Napoli

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