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A ‘Ncrinata, il rito di Pasqua di Mineo che scandisce il tempo

La Pasqua a Mineo con il rito della 'Ncrinata: la processione che celebra l'incontro tra la Madonna e Gesù, tra tradizione e attualità (Foto da Circolo di Santa Agrippina, Mineo)

Un amalgama di colori, suoni e gente che assiste all’abbraccio di una madre, Maria, con il figlio Gesù. I due protagonisti, trasportati a spalla dai devoti, corrono l’uno incontro all’altra per tre volte, dopo che la Madonna – fino a quel momento ammantata da un velo nero – rivede il Cristo risorto.

La domenica di Pasqua, a mezzogiorno, nella piazza di questo piccolo paese arroccato sulle pendici dei monti Iblei chiamato Mineo, si svolge a ‘Ncrinata: l’incontro tra il Cristo Risorto e la Vergine Maria. Una tradizione che risale alla fine del XVI secolo, quando una corposa confraternita della collegiata della chiesa di Sant’Agrippina istituì la processione poi trasformatasi in questo incontro tra i simulacri così come lo si conosce oggi.

A ‘Ncrinata, l’incontro tra Cristo Risorto e la Madonna

Come spiega il comitato del circolo di Sant’Agrippina, che si occupa dell’organizzazione della festa menenina, la ‘Ncrinata segue un cerimoniale ben preciso. Intorno alle 11:00 il simulacro del Cristo Risorto esce dalla chiesa di Santa Agrippina e, accompagnato dalle confraternite, dal clero e dalla “campanedda di Pasqua”, viene condotto processionalmente in Piazza Buglio e posto davanti all’ingresso del palazzo comunale.

Qualche minuto prima di mezzogiorno ha inizio la ‘Ncrinata. I rappresentanti delle confraternite delle tre principali chiese di Mineo – Santa Maria, San Pietro e Sant’Agrippina – e la campanella si recano per tre volte nella piccola chiesa del Collegio, dove è conservato il simulacro della Madonna. Ultimato questo rito, la rappresentazione della Vergine esce dalla chiesa e si posiziona nella piazza gremita. Gli astanti intanto osservano in silenzio.

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Al suono della campanella accade qualcosa di magico, che affonda le sue radici in un humus arcaico in cui folklore, tradizione e cristianesimo sono cresciuti diventando alberi secolari in grado di perdonare anche l’irredimibile. Il manto cade, la banda inizia a suonare a festa e le due statue si inchinano al centro della piazza, accompagnati dallo sparo dei fuochi d’artificio. La folla, a sua volta, scoppia in applausi di gioia.

Forse la caratteristica principale è proprio il fatto che la nostra Pasqua sia rimasta invariata, immobile nel tempo”. Così l’assessore alla Cultura di Mineo, Alessandro Lira, descrive “uno degli eventi più importanti dell’anno” per la comunità. Una festa che rappresenta un momento di aggregazione, di incontro, molto sentita e vissuta in pieno dagli abitanti. 

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A ‘Ncrinata vista con gli occhi di Luigi Capuana

Il rito della ‘Ncrinata è antichissimo. Anche lo scrittore menenino Luigi Capuana, nella sua opera “Ricordi d’infanzia” (1848-1849), testimonia che questa festa non ha subito profondi cambiamenti nel corso dei secoli.

È così che descrive il momento: “.Appena spuntato il sole, la gente si affolla nella Piazza Buglio e attende le statue e la processione. Avviluppata da un manto nero di seta, appuntato con spilli, la Madonna arriva la prima, preceduta da una confraternita in sacchi bianchi e mantelli di seta a colore, e vien ricoverata in una chiesa vicina. Uno dei confratelli porta un’asta in cima alla quale è adattata in bilico una campanellina ch’egli fa suonare a brevi rintocchi, tirando un nastro incessantemente. Da lì a poco, ecco il Cristo con un braccio levato trionfalmente in alto, lo stendardo di broccato a lamine d’oro nel pugno sinistro, una gran raggiera di carta dorata dietro, e ai lati, da piè, manipoli di fave novelle, primizie dell’annata, e che vien condotto per pochi minuti nella Piazzetta dei Vespri“.

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(Foto da Fondo fotografico Casa Museo Luigi Capuana, Mineo)

I cambiamenti nel tempo

L’unico cambiamento significativo al rito della ‘Ncrinata, avvenuto a metà del ‘900, riguarda il luogo dell’incontro. Inizialmente la festa si svolgeva in una piazza diversa, quella dei Vespri, nello spazio compreso tra l’ingresso del palazzo comunale e la chiesa dello Spirito Santo, da cui un tempo usciva l’immagine della Madonna. Ora si è spostata in Piazza Buglio, la principale del paese.

Parlando con le persone ti accorgi che, nonostante siano passati gli anni, nonostante ciascuno di noi viva la festa a seconda della propria età, della condizione psicologica del momento, la ‘Ncrinata viene vissuta sempre con una grande emozione che allo stesso tempo è sempre diversa. È un rituale che scandisce il tempo”, sottolinea l’assessore ancora Alessandro Lira.

E forse è anche per questo che il tradizionale evento attira ogni anno fedeli e curiosi, provenienti da tutta la Sicilia e persino dall’estero.

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