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Giornata internazionale della poesia: i poeti siciliani, da Quasimodo a Martinez

Il 21 marzo si celebra la Giornata Mondiale della Poesia: le penne siciliane da celebrare e qualche estratto delle loro opere

Oggi, 21 marzo, si celebra la Giornata Mondiale della Poesia, istituita dall’UNESCO nel 1999 con l’obiettivo di promuovere la poesia come forma d’arte e strumento di dialogo tra le culture. La Sicilia ha dato alla luce più di un poeta: dai più celebri, come Pirandello e Quasimodo, a chi forse ancora non conoscete, eccone allora alcuni.

Scuola poetica siciliana, alle origini della poesia: l’amor cortese di Federico II di Svevia

Ritornando agli albori della poesia siciliana, un ruolo fondamentale è stato svolto dalla Scuola poetica siciliana, un movimento letterario che si affermò in Sicilia nel 1200. Ai tempi, a regnare era Federico II di Svevia. La poesia che venne partorita dalla sua corte è quella che oggi possiamo considerare come la prima produzione lirica siciliana, che lascia fino ai giorni nostri numerose testimonianze. La poesia del tempo poneva il focus sull’amor cortese, o fin’amor, che si basa sull’idea che solo chi ama possiede un cuore nobile.

Luigi Pirandello e Salvatore Quasimodo

I poeti più famosi della tradizione siciliana però sono sicuramente due: Salvatore Quasimodo e Luigi Pirandello.

Salvatore Quasimodo nacque a Modica nel 1901. L’ermetico poeta e traduttore ha donato al mondo delle meravigliose poesie, come Ed è subito sera.

Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera.

Poco prima, a metà dell’Ottocento, Agrigento diede i natali a Luigi Pirandello, drammaturgo, scrittore e poeta italiano, Premio Nobel per la letteratura nel 1934. È conosciuto più per le sue opere in prosa, ma tra le sue produzioni ci sono anche diverse poesie. Ad esempio E l’amore guardò il tempo e rise, una meravigliosa celebrazione dell’amore, che non si cura del tempo che passa e resta vivo.

E l’amore guardò il tempo e rise,
perché sapeva di non averne bisogno.
Finse di morire per un giorno,
e di rifiorire alla sera,
senza leggi da rispettare.
Si addormentò in un angolo di cuore
per un tempo che non esisteva.
Fuggì senza allontanarsi,
ritornò senza essere partito,
il tempo moriva e lui restava.

Poeti contemporanei, da Ignazio Buttitta a Daìta Martinez

Ma venendo ai giorni nostri, la poesia in Sicilia non si è mai fermata: tra i poeti contemporanei, merita un riconoscimento Ignazio Buttitta, bagherese classe 1899, che ci ha lasciati nel 1997. La sua è stata una poesia sociale, attenta ai movimenti, alla politica: una poesia libera, un sentimento che si respira già da questo estratto della sua Lingua e Dialettu:

Livatici u travagghiu
u passaportu
a tavula unnu mancia
u lettu unnu dormi,
è ancora riccu.
Un populo
diventa poviru e servu
quannu ci arrubbano a lingua
addutata di patri:
è persu pi sempri.

Piacevole anche il racconto poetico della voce palermitana Daìta Martinez, vincitrice del Premio Macabor 2019. Del suo libro La bottega di via alloro Emilio Paolo Taormina ha detto: “È un libro che spezza i legami con la tradizione. Si tratta di una poesia nuova, anche se in filigrana la poetessa dimostra conoscenza profonda della poesia del novecento ed orientale”. Questo un estratto di una sua poesia inedita:

‘a vucca dintra ‘a vucca
strinci lura di la cunta e
grapi ‘u mari zappatu di
zammù talia idda comu
tuppulia chiantu duci di
la vigna ‘a sò vuci l’erva

Nasce invece a Caltagirone Maria Attanasio, premiata scrittrice e poetessa. All’età di 81 anni colleziona una lunghissima serie di successi, tra poesie, romanzi e saggi. Tra le sue opere ricordiamo Rosso…

Rosso
che adesso è lama e cesoia
muro scrostato ombra
che s’allunga e ballarìa
– la zattera dei nomi alla deriva –
Occidente spaesato
nel blu della cancellazione,
maria del declinare,
addio.

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