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Misteri di Trapani, un antico rito di Pasqua: la processione con la celebre “annacata”

La processione dei Misteri di Trapani, icona della Pasqua siciliana, riflette l'identità e la cultura della città, attirando turisti e rinnovandosi nel tempo

La processione dei Misteri di Trapani è una delle più note manifestazioni della Pasqua in Sicilia. Per la città non si tratta solo di una tradizione radicata nel senso religioso dei suoi abitanti, ma un fenomeno che caratterizza e definisce nel profondo l’identità della popolazione, rappresentando quindi un elemento integrante della cultura.

Negli ultimi decenni, i Misteri di Trapani hanno conosciuto un forte rilancio. Sono sempre più numerosi infatti i turisti che giungono in città per assistere a questa antica e singolare manifestazione. La straordinarietà di questo rito riguarda sia la lunga durata temporale, di ben ventiquattro ore, sia le dimensioni del corteo religioso, nel quale sfilano, per le vie della città, venti gruppi scultorei rappresentanti le scene della Passione e Morte di Gesù Cristo.

Una tradizione pasquale unica in Sicilia

Trapani e i trapanesi vivono la Settimana Santa e in particolare la processione dei Misteri di Trapani con un’abnegazione e coinvolgimento unico. Il rito continua di anno in anno a rinnovarsi confermando le sue radici storiche nella religiosità della città. I cittadini si rivedono nelle composizioni funebri che suonano per tutto il corteo religioso. Processionanti e non solo tengono il tempo, mimando quasi un movimento che ripetono i portatori dei rispettivi sacri gruppi conferendo alla vara una movenza, l’annacata per l’appunto, che sembra dar vera e propria vita alle statue.

I suoni, i processionanti e le vare portate in spalla riempiono lo spazio delle strade dove proprio in questi giorni risulta radicata fortemente una tradizione secolare. Si può affermare in tal senso che i Misteri di Trapani presentino la combinazione di linguaggi artistici diversi: arti visive, danza, musica. La comunicazione fra queste forme avviene soprattutto grazie al suono, che detiene un ruolo di primo piano. L’evento rappresenta insomma “un’opera d’arte totale” che si sviluppa dal venerdì Santo fino al sabato Santo, praticamente per ventiquattro ore ininterrotte.

Etimologia e storia dei “Misteri di Trapani”

Il nome di “Misteri” (dal latino mysterium, mistero religioso) venne dato nel Medioevo a quelle forme primitive di drammatica popolare in cui gruppi di fedeli rappresentavano scene della Passione di Cristo tratte dal Nuovo Testamento. La prima organizzazione di una processione con gruppi scultorei a Trapani si ebbe nei primi decenni del XVII secolo e si deve ai padri Gesuiti. Secondo studiosi di storia trapanese, la Confraternita del Preziosissimo Sangue di Cristo fece costruire i Misteri che già portava in processione dal 1614.

A partire dal 1612 la Confraternita, a causa dell’elevato costo dovuto alla processione del venerdì Santo, affidò alle maestranze la cura dei vari gruppi nonché le spese di allestimento per la processione stessa. Anche se i Misteri furono concessi alle maestranze, la Confraternita continuò ad esercitare un controllo. Intorno al 1870 la Confraternita fu dichiarata laica e da quel momento in poi l’iniziativa della processione fu assunta dal Comune che confermò alle maestranze il compito di curare i Sacri Gruppi.

Le maestranze, o arti, o consolati, erano le associazioni o corporazioni dei mercanti o dei lavoratori in genere che, esercitando la stessa professione, si davano medesime regole. Queste erano contenute nello statuto che doveva essere approvato dall’autorità civile. A capo dell’organizzazione venivano eletti i consoli. Nel frattempo le maestranze si trasformarono in vere e proprie corporazioni professionali e nel 1974 si riunirono nell’Unione Maestranze, associazione che unisce le più importanti categorie lavorative cittadine.

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I gruppi sacri del “Misteri di Trapani”

È così che la processione dei Misteri di Trapani esce dalla chiesa delle Anime Sante del Purgatorio e si snoda per le vie cittadine. I gruppi riprodotti sono: “La separazione”, “La lavanda dei piedi”, “Gesù nell’orto del Getsemani”, “L’arresto”, “La caduta al Cedron”, “Gesù dinanzi ad Hannan”, “La negazione”, “Gesù dinanzi ad Erode”, “La flagellazione”, “La coronazione di spine”, “Ecce Homo”, “La sentenza”, “L’ascesa al Calvario”, “La spogliazione”, “La sollevazione della croce”, “La ferita al costato”, “La deposizione”, “Il trasporto al sepolcro”. A seguire i diciotto sacri gruppi, chiudono la processione i simulacri di “Gesù nel sepolcro” e “L’Addolorata”. L’appuntamento è dunque rinnovato e in molti non vedono l’ora di viverlo.

Articolo a cura di Mirko Ditta

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