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Santa Lucia nella “sua” Siracusa per la terza volta: il ritorno delle spoglie

Le spoglie di Santa Lucia torneranno a Siracusa a dicembre a conclusione dell’Anno Luciano: storia e tradizioni

Non è mai venuto meno il desiderio dei siracusani di riabbracciare per sempre il corpo di Santa Lucia, rubato nel 1040 dai bizantini e ancora oggi custodito a Venezia. Nella speranza che un giorno questo possa avvenire, per ora ci si dovrà “accontentare” del rientro delle spoglie, il terzo negli ultimi 30 anni. L’evento è previsto per il prossimo dicembre, in concomitanza alla grande festa della patrona e a conclusione dell’Anno Luciano indetto dall’Arcivescovo di Siracusa, Monsignor Francesco Lomanto.

Santa Lucia: la storia delle spoglie e le speranze dei fedeli

Siracusa e i siracusani reclamano da sempre le spoglie della Santa che, nel 1040, furono portate via dalla città dai bizantini e finirono a Costantinopoli. Nel 1204, poi, vennero trafugate dai veneziani (a conclusione della quarta crociata) che le portarono a Venezia come bottino di guerra. Da quando il corpo della Santa è sparito dalla città aretusea, quindi, sono trascorsi 984 anni.

E sin dagli anni ’40 tanti laici si sono impegnati organizzando raccolte di firme e iniziative popolari. Spesso i cittadini, però, soprattutto da qualche anno a questa parte, hanno palesato una certa delusione per la mancanza di sviluppi sulla vicenda, accusando il silenzio e l’assenza delle istituzioni religiose. Adesso una nuova svolta.

I “pellegrinaggi” della Santa ed il programma degli eventi

Il primo storico ritorno in città di Santa Lucia avvenne nel 2004, per la ricorrenza dei 1700 anni del martirio. La seconda volta fu invece nel 2014 e finalmente, dopo altri dieci anni, i fedeli potranno riabbracciare la loro patrona. Il processo legato a un ipotetico e definitivo rientro potrebbe infatti essere lungo e dagli esiti incerti. È così che la tanto attesa conferma ufficiale per un rientro a Siracusa, fissato per il 14 dicembre, ha improvvisamente riacceso le speranze dei fedeli.

Per l’occasione anche l’Arcivescovo di Catania, Luigi Renna, ha chiesto che le sacre spoglie possano essere traslate nella diocesi catanese. Il programma prevede dunque che il corpo sia a Siracusa dal 14 al 26; poi verrà condotto il 26 a Carlentini ed il 27 nella diocesi catanese di Belpasso ed infine sarà nella cattedrale di Catania, dove resterà il 28 e il 29 dicembre. Il 30 le spoglie ripartiranno per Venezia.

Numerose, tornando a Siracusa, saranno le iniziative programmate nell’anno in corso per l’occasione. Tra queste un convegno sulla storia delle venerazione alla Santa (17 maggio) e una mostra al palazzo arcivescovile (18 maggio). Il logo legato alle iniziative è stato realizzato da Fausto Migneco e prende spunto, come indicato dalla deputazione della Cappella di Santa Lucia, dal simulacro della patrona.

santa lucia - Be Sicily Mag

Il voto della giovane Lucia: tradizioni cittadine e credenze

Non tutti conoscono però la storia di Santa Lucia, che divenne martire per via della persecuzione dei cristiani sotto Diocleziano. Viene invocata come protettrice della vista, proprio per l’origine latina del suo nome (lux, luce), ed in vita fu promessa in sposa a un pagano. Aveva, tuttavia, fatto un segreto voto di verginità a Cristo. Finì così sotto processo perché accusata di essere cristiana dal suo pretendente e condannata a morte, venendo uccisa con un pugnale, a 21 anni.

In città, i festeggiamenti cominciano il 9 dicembre con l’apertura della nicchia che custodisce il prezioso simulacro argenteo. Per l’occasione tantissime persone tornano in città ogni anno per assistere alla festa. Il 13 dicembre, il giorno della festa, si svolge la processione che parte da piazza Duomo e arriva nella chiesa di Santa Lucia al Sepolcro in mezzo a un vero e proprio “fiume” di fedeli. La prima domenica di maggio, invece, c’è la festa del patrocinio di Santa Lucia, comunemente chiamata Santa Lucia delle Quaglie (Santa Lucia re quagghie in siracusano) e caratterizzata da una processione col volo dei colombi viaggiatori.

In molti, a proposito delle tradizioni e delle credenze legate a Santa Lucia, ricordano il forte terremoto che colpì la zona il 13 dicembre del 1990. il sisma, secondo i devoti, non causò degli effetti disastrosi grazie alla Santa, intervenuta a protezione della città

La cuccìa

Tra le tradizioni che si rinnovano di anno in anno da menzionare quella della “cuccìa”: un tempo il 13 dicembre si evitava di mangiare in segno di pentimento e devozione alla Santa e si preparava del grano lessato. L’usanza ha delle origini risalenti alla carestia che colpì la Sicilia nel XVIII secolo, terminata grazie al miracoloso intervento della martire, la quale fece convogliare sull’isola una flotta di navi cariche di frumento. Oggi, con qualche modifica rispetto all’originale, la “cuccìa” si condisce con ricotta, miele e cioccolato ma viene ancora distribuita come un tempo da chi la prepara e vicini e conoscenti.

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