sabato | 20 Aprile | 2024

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Antonio Mazzola di Masterchef: “Futuro in Sicilia, mia figlia Anita già in cucina con me”

Antonio Mazzola dopo Masterchef Italia 13 è pronto a tornare in Sicilia per la sua nuova vita da chef

Dalla Sicilia alla Germania, andata e ritorno. In mezzo la partecipazione a MasterChef Italia, il cooking show Sky Original prodotto da Endemol Shine Italy, sempre disponibile on demand. È la storia di Antonio Mazzola, l’aspirante chef di Castelbuono che ha brillato nella tredicesima edizione del programma, arrivando ad un passo dalla vittoria. Nonostante abbia dovuto lasciare il titolo ad Eleonora Riso, il geometra ventottenne non ha nessuna intenzione di abbandonare il suo sogno. Anzi, ha progetti chiari per il suo futuro.

Antonio Mazzola si racconta a BE Sicily Mag dopo Masterchef Italia

“Dopo Masterchef Italia sono tornato a casa in Germania e mi sto esercitando ai fornelli, in attesa di nuove opportunità. Nei miei progetti c’è quello di tornare in Italia, adesso posso farlo con un mestiere che mi rappresenta e che amo fare. Tra qualche anno mi vedo nella mia Sicilia, vicino al mare, ovviamente a cucinare. Mi piacerebbe aprire un ristorante a Cefalù, è un paese di cui sono innamorato”, ha rivelato nell’intervista a BE Sicily Mag.

Al suo fianco la moglie Mariagiovanna e la piccola Anita, nata soltanto qualche mese fa. “È una bellissima bambina. Essere papà mi rende felice, la mia vita si è arricchita di questo bellissimo dono. Io tengo molto al fatto che sviluppi un buon palato. La porto sempre con me ai fornelli, sta in braccio mentre cucino. Le faccio sentire i profumi. Mi piace che giochi con gli ingredienti, che metta le mani in pasta. Ancora non può mangiare molti cibi perché è nella fase dello svezzamento, ma sono del parere che il cibo di qualità va fatto assaggiare anche ai più piccoli. È importante stare molto attenti ai prodotti che si comprano”. Presto la famiglia al completo tornerà in Sicilia. “Ho capito che voglio che mia figlia cresca nel mio Paese d’origine”.

Antonio Mazzola, la passione per la cucina nata per caso

Antonio Mazzola ha lasciato la Sicilia quando aveva 19 anni. “Dopo avere terminato gli studi, non sono riuscito a trovare lavoro. Mi sono trasferito in Germania, dove mio zio ha un ristorante. In quel periodo cercava personale di sala e mi propose di dargli una mano. Inizialmente rimasi lì per tre mesi, poi trovai un impiego nel mio settore. L’idea era quella di rimanere per poco, in realtà sono passati 10 anni. Ho imparato la lingua e mi sono costruito una nuova vita”, ha ricordato.

La passione per la cucina è un affare di famiglia. “Ce l’abbiamo nel sangue. Mio papà è uno chef amatoriale, poi ho un altro zio che è un cuoco sulle navi da crociera”. I primi piatti, però, il geometra siciliano li ha cucinati lontano da casa. “In Germania non si mangia affatto bene. Non mi sono mai arreso agli spaghetti col ketchup. È così che ho iniziato a sperimentare in cucina. Era anche un modo per sentirmi in famiglia, chiamavo mia mamma anche soltanto per chiederle come preparare la pasta con le lenticchie. Mi mettevo ai fornelli, provavo e riprovavo”. Col passare del tempo la cucina è diventata il suo porto sicuro. “La pandemia di Covid ci ha costretti a rimanere in casa, per cui avevo più tempo per coltivare la mia passione. Pian piano, è diventata un sogno”.

Nonostante ciò, l’idea di partecipare al cooking show non è stata sua: “È stata una sorpresa di mia moglie Mariagiovanna. Quando ho ricevuto la chiamata e ho notato che era di un numero italiano, pensavo fosse uno scherzo. Non ci credevo. Poi, mi hanno iniziato a dare diversi dettagli sulla trasmissione, per cui ho capito che qualcosa di vero c’era. Sono rimasto sbalordito. Per fortuna ho deciso di andare ai casting”.

Antonio Mazzola durante una delle prove di Masterchef Italia 13

L’avventura a Masterchef Italia di Antonio Mazzola

Dai tre alla finale, il percorso di Antonio Mazzola a Masterchef Italia 13 è stato in discesa. “I momenti più belli sono proprio questi: l’ingresso nella Masterclass e la conquista della giacca, hanno lo stesso peso. Il piatto che mi rappresenta di più è quello che ho preparato per lo chef Mory Sacko, Semplicemente Antoine (un secondo a base di manzo con salsa di rucola e tenerumi, salsa di lamponi e arachidi tostate, ndr). Ho potuto dimostrare quanto mi piace creare delle alchimie tra gli ingredienti”. 

I giudici hanno apprezzato molti dei suoi piatti, inserendolo spesso tra i migliori. “Il giudice con cui ho stretto il legame più forte è Bruno Barbieri, si è creato un rapporto paterno. Non so perché, forse ha apprezzato il fatto che percepissi le critiche come uno spunto di ulteriore crescita. Ha visto i miglioramenti nei miei piatti, ha notato che mi impegnavo costantemente per far vedere di cosa ero capace”. E sui compagni della Masterclass: “Ho stretto un rapporto particolare con Nicolò, siamo diventati molto amici. È come un fratello minore. Parliamo ogni giorno, l’ho sentito proprio fino a pochi minuti fa, sta preparando un esame e gli do il mio supporto”. 

I rapporti umani sono stati protagonisti di questa edizione del cooking show, con qualche personalità che ha brillato più di altre. “L’aspetto più bello è che non ci sono stati personaggi televisivi, ma persone vere, ognuno col proprio carattere. Settimino è proprio così come lo si vede in televisione, lo stesso vale per Eleonora. La competizione in gara c’è, è normale. Se si può svantaggiare qualcuno in quel momento, si fa, perché punti a salvarti in tutti i modi. Io sono una persona molto aperta e solare, oltre che umile. Quando però c’è da impegnarsi e da essere determinati, guardo dritto verso l’obiettivo. Fuori però c’è grande stima e rispetto nei confronti di tutti”, ha precisato.

Anche nel corso della finale gli animi tra Antonio, Eleonora e Michela sono sempre rimasti distesi. “È normale che alla fine il vincitore sia soltanto uno. Nessuno dei tre ha cercato di prevalere sull’altro. Abbiamo presentato tre filosofie di menu diverse e ci siamo impegnati a cucinare bene, consapevoli della presenza dei giudici dall’altra parte. È stato bellissimo perché è stata una finale diversa, proprio per questa varietà di personalità e di piatti. Sono molto contento di questo”. 

Il suo menu era proprio ispirato alle sue origini. “La Sicilia e la cucina vanno a braccetto. Gli ingredienti che la nostra terra offre sono buonissimi, non abbiamo bisogno di andare a cercare nulla in altre parti del mondo. Siamo completi. L’ingrediente a cui non rinuncerei mai è la ricotta di pecora salata. È particolare, un simbolo: dà un sapore unico a molti piatti, tra cui in particolare la pasta alla norma. Nel mio percorso nel programma però ho usato molto anche i ricci e i tenerumi, amo anche questi ingredienti”. Alla fine ad avere la meglio è stata però la livornese Eleonora. “Non ho nessun rimpianto, rifarei tutto allo stesso modo”.

Antonio Mazzola nel corso della finale di Masterchef Italia 13

Anche perché, al di là della mancata vittoria, il pubblico ha apprezzato molto il suo percorso. È stato evidente nei giorni scorsi, quando l’aspirante chef ha incontrato i fan nella sua città d’origine in occasione di un evento organizzato da Sky. “A Palermo c’era tantissima gente, sono molto contento. Non mi aspettavo tutto questo affetto. Le persone erano molto felici di incontrarmi e di potere scambiare due chiacchiere. La cosa che più mi ha stupito è che ci fossero molti bambini. I loro genitori mi hanno confidato che si ispirano al modello Antonio nell’approccio alla scuola e alle loro piccole sfide quotidiane, mettendoci determinazione. È stato bello essere accolto così calorosamente dai miei conterranei, vuol dire che mi sono fatto volere bene”.

Adesso dunque non resta dunque che attendere il ritorno di Antonio Mazzola in Sicilia per nuove avventure culinarie e non solo.

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