domenica | 14 Luglio | 2024
Zaira Conigliaro
Zaira Conigliaro
Ha 20 anni e studia Scienze della comunicazione con indirizzo Cultura Visuale, ha un debole per l’arte, la moda e il cinema. Da marzo scrive con passione per Be Sicily Mag, sognando una carriera nel giornalismo. Determinata e creativa, cerca costantemente di migliorare le sue abilità, trasmettendo emozioni attraverso le sue parole.

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La sfincia di San Giuseppe, un dolce tutto palermitano: tradizione e ricetta

Uno dei grandi classici culinari della festa del papà è la sfincia di San Giuseppe, dolce nato nel palermitano capace di deliziare chiunque lo assaggi

Zaira Conigliaro
Zaira Conigliaro
Ha 20 anni e studia Scienze della comunicazione con indirizzo Cultura Visuale, ha un debole per l’arte, la moda e il cinema. Da marzo scrive con passione per Be Sicily Mag, sognando una carriera nel giornalismo. Determinata e creativa, cerca costantemente di migliorare le sue abilità, trasmettendo emozioni attraverso le sue parole.

La sfincia è un dolce ripieno di ricotta tipico della giornata di San Giuseppe, che ricorre il 19 marzo. Il termine etimologicamente deriva dal latino “spongia” (spugna) e fa riferimento alla consistenza morbida e irregolare del dolce che ricorda nelle fattezze di appunto una spugna. Scopriamo qual è la sua tradizione e come prepararla.

La storia della sfincia di San Giuseppe

La sfincia ha una storia ricca e antica, che si intreccia con tradizioni religiose e culinarie di varie culture. Presente sin dai tempi biblici e coranici, questo dolce sembra essere un’evoluzione dei pani o dei dolci fritti arabi o persiani. Tuttavia, la sua vera origine potrebbe risalire alle celebrazioni in onore di San Giuseppe nella Sicilia medievale, durante le quali grandi banchetti venivano preparati nei conventi e nelle comunità religiose per i poveri.

Si narra che le suore del monastero delle Stimmate di San Francesco a Palermo abbiano trasformato una semplice frittella in un dolce, aggiungendo la ricotta, in omaggio a San Giuseppe. La ricetta è stata poi tramandata ai pasticceri palermitani. Nel corso dei secoli, la preparazione della sfincia ha subito variazioni e adattamenti, arricchendosi di ingredienti e varianti locali.

Oggi, queste delizie sono farcite con ricotta, zucchero, cioccolato e canditi, oltre a essere proposte nelle varianti con diverse creme. La creatività dei pasticceri palermitani ha contribuito a rendere la sfincia un dolce amato e apprezzato, capace di deliziare i palati di chiunque la assaggi.

La ricetta della sfincia di San Giuseppe

Se proprio in occasione della Festa del Papà volete dilettarvi a preparare la sfincia di San Giuseppe, ecco la ricetta consigliata da Giallo Zafferano.

Ingredienti per l’impasto:

Acqua 250 ml

Sale 3,5 g

Farina 00 200 g

Uova (5 uova medie) 250 g

Burro 65 g

Ingredienti crema:

Ricotta di pecora 600 g

Zucchero a velo 180 g

Gocce di cioccolato fondente 50 g

Procedimento:

Come prima cosa preparate la crema alla ricotta, meglio se la sera prima: mettete la ricotta dentro ad un colino per farla sgocciolare bene, poi versatela in una ciotola ed unitela allo zucchero a velo, mescolate e amalgamate bene. Lasciatela riposare. 

Versate in un pentolino l’acqua, il burro (o lo strutto) e il sale e poi, una volta sopraggiunto il bollore, unite tutta in una volta la farina, mescolando gli ingredienti sul fuoco con un mestolo di legno per almeno 2-3 minuti fino a che il composto si stacca. Fate raffreddare. Nel frattempo potete unire alla crema di ricotta le gocce di cioccolato fondente e riporla di nuovo in frigorifero fino a che la base della sfincia non sarà fritta. 

Mettete l’impasto in una planetaria con il gancio a foglia e lavorate l’impasto per 1 minuto, poi unite una alla volta le uova: non unite l’uovo successivo se prima non sarà stato assorbito completamente quello precedente. Dovrete ottenere una pastella liscia, cremosa e densa. 

Sciogliete lo strutto (o scaldate l’olio) in un pentolino fino a portarlo a 160-165°, poi friggete l’impasto versandolo nel pentolino a cucchiaiate. Non friggete più di 3-4 sfince alla volta per non abbassare troppo la temperatura dell’olio e per non rischiare di avere poco spazio quando cominceranno a crescere. Rigiratele spesso servendovi di due forchette, per dorarle su tutti i lati e farle quindi gonfiare bene. Con questa temperatura, dovranno friggere per almeno 10-15 minuti.

Quando saranno ben dorate, scolatele con una schiumarola e adagiatele su di un vassoio foderato con carta assorbente da cucina. Quando avrete terminato di friggere, lasciatele intiepidire. Poi prendete la crema di ricotta, lavoratela qualche secondo con un mestolo di legno e, servendovi di un cucchiaio, ricoprite la superficie. Guarnite ogni sfincia con della granella di pistacchi, una ciliegina candita e una scorzetta di arancia candita. È meglio servirle quando sono ancora calde.

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