sabato | 20 Aprile | 2024

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Tartufo degli Iblei ed erbe spontanee: le proposte degli chef di Palazzolo Acreide

Il tartufo degli Iblei e le erbe spontanee sono solo alcuni dei tanti “regali” forniti dalla natura nella zona montana di Siracusa e che, negli ultimi decenni, anche gli chef locali hanno saputo valorizzare e proporre nei loro piatti in maniera sempre diversa.

Riscoprire le tradizioni, del resto, era e rimane la priorità di chi lavora nel settore della ristorazione ed è anche per questo che si moltiplicano le iniziative e gli eventi volti a promuoverle.

Come quello che si è svolto di recente al “Pourquoi pas” di Siracusa, dove i protagonisti indiscussi sono stati proprio loro, il tartufo e le erbe spontanee in un gustoso accostamento alle carni di suino nero siciliano. 

L’idea degli chef di Palazzolo Acreide

A proporre questo delizioso connubio, insieme a Claudio Di Bari, sono stati Andrea AlìGianni Savasta Paolo Di Domenico, tre chef di Palazzolo Acreide, caratteristico borgo ibleo noto per l’ottima cucina rappresentata principalmente dalla salsiccia di suino (prodotto considerato una vera e propria eccellenza del gusto), che fa parte da tempo del presidio “sloow food“. 

“Abbiamo avuto il piacere di ospitare i difensori dei sapori e delle tradizioni gastronomiche degli iblei, – ha sottolineato l’organizzatrice della serata, Monica Cusi – con un delizioso menù dedicato al territorio e accompagnato dalla cantina Poggio di Bortolone, presentata direttamente da Pierluigi Bortolone, per un vero e proprio tuffo nei sapori di casa nostra”.

Tartufo degli Iblei, un patrimonio siracusano

Ma vediamo quelle che sono le caratteristiche e le differenze tra i vari tipi di tartufo presenti nella zona montana di Siracusa e nel ragusano: si tratta di un prodotto sempre più apprezzato (che viene abbinato anche al pesce) e che va dal cosiddetto “scorzone” o tartufo nero estivo (spesso raccolto anche prima dell’inizio della primavera) fino al tipico tartufo nero invernale, dall’odore unico e  con delle verruche decisamente più piatte e meno evidenti; infine, dall’inverno inoltrato alla primavera, fa la sua apparizione il tartufo “bianchetto” (da non confondere con il pregiato tartufo bianco). 

Tutti e tre si sposano alla perfezione con le erbe aromatiche più utilizzate in cucina da centinaia di annioriganotimosalviaalloro e rosmarino. Con il loro inconfondibile aroma è infatti possibile accentuare i sapori e dare quel tocco di sicilianità alle pietanze (come carni e sughi) che solo i palati di chi ha avuto la fortuna di provarle sono in grado di “capire”.

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