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Vendicari, la riserva compie 40 anni: esempio di biodiversità da salvaguardare

La riserva di Vendicari fu riconosciuta nel 1984: da allora le sfide sono cambiate, ma l'area naturalistica va ancora salvaguardata

Sono trascorsi 40 anni dall’istituzione delle prime 17 riserve naturali in Sicilia. Per l’occasione, a Marianelli, nell’oasi faunistica di Vendicari, si è svolto il convegno “Festeggiamo la bellezza della natura” promosso dai dipartimenti dell’Ambiente e dello sviluppo rurale della Regione siciliana. È stata soltanto l’inaugurazione di una serie di attività promozionali del sistema delle aree protette della Sicilia.

Esso occupa oggi circa il 20% del territorio regionale ed è composto da ben 75 riserve naturali, 4 parchi regionali, 245 siti “Natura 2000”, 1 parco nazionale, 7 aree marine protette, 93 geositi e 2 geopark Unesco. Queste ultime, in totale, danno ospitalità a più di 80 mila specie animali anche se, negli ultimi anni, sono quotidianamente minacciate dagli incendi e dalla plastica.

La storia di Vendicari tra salvaguardia e progetti

La scelta del luogo del convegno non è stata casuale. L’oasi di Vendicari rappresenta infatti un’area unica. La sua storia è lunga e complessa. A partire dal tentativo (alla fine degli anni ‘60) da parte dell’Isab di realizzare la raffineria che prese vita a Marina di Melilli. Numerose, allora, furono le rassicurazioni in base a cui le industrie non avrebbero assolutamente rovinato l’area, che, comunque, è poi stata “salvata”.

Il tentativo di “industrializzare” l’area fece seguito a quello degli anni ‘20, in cui era addirittura stato istituito un apposito consorzio per la bonifica delle zone acquitrinose. Per fortuna, non entrò mai in funzione.

La Sovrintendenza di Catania appose il vincolo paesaggistico alla zona soltanto nel ‘74, e, qualche anno dopo, la Regione dichiarò la zona “di notevole interesse pubblico”. Nel 1977, poi, si arrivò alla dichiarazione di Oasi di protezione faunistica, ponendo un freno alla distruzione della fauna da parte di cacciatori.

Nel 1981 venne approvata la legge regionale che sanciva la nascita della Riserva e nel 1984 fu istituita la Riserva Naturale Orientata (RNO) di Vendicari. La gestione fu affidata all’Azienda foreste demaniali. Sempre nel 1984, infine, il ministero dell’Agricoltura dichiarò l’Oasi di Vendicari “zona umida di importanza internazionale”, ai sensi della convenzione di Ramsar che tutela le zone umide strategiche per gli uccelli.

vendicari - Be Sicily Mag

Pagana e Sammartino: “Custodire e tutelare questi splendidi luoghi”

Al convegno, tra i numerosi ospiti, hanno presenziato gli assessori regionali al Territorio, Elena Pagana, e quello all’Agricoltura, Luca Sammartino, i quali hanno ribadito l’importanza di salvaguardare l’oasi di Vendicari.

Quando questa riserva è nata, occorreva tutelare l’ambiente dagli abusi edilizi, dal cemento e anche dall’industria. Oggi, invece, bisogna agire sotto tanti altri punti di vista in modo da salvaguardare la splendida biodiversità siciliana”, ha affermato Pagana. “L’unicità della bellezza dell’oasi faunistica di Vendicari fa sì che ogni anno tantissimi turisti vengano a visitare il sud-est siciliano. Per chi ama l’ambiente si tratta di una scommessa vinta che oggi ci consente di raccoglierne i frutti”, ha aggiunto Sammartino.

Le bellezze di Vendicari: cosa vedere

Gli elementi che rendono unica Vendicari sono diversi. L’area di Batufu, situata nel cuore dell’attuale riserva e abbandonata dal 1944 (ancora oggi è visibile la ciminiera di mattoni e alcune altre parti a ridosso della torre Sveva) fu una grande tonnara “di ritorno, dove si pescavano i tonni e gli sgombri in mare aperto che, per l’appunto, ritornavano dopo la stagione degli amori. Costituiva un’attività fondamentale per la Sicilia (nel siracusano, infatti, ci sono state anche quelle di Santa Panagia, Avola, Marzamemi e  Portopalo di Capo Passero).

Nei periodi di massimo splendore, la tonnara di Vendicari contava fino a 44 “tonnaroti” e 2 “rais” più una cinquantina di terrazzini che si occupavano della riparazione e della trasformazione del pescato. L’edificio fu costruito nel 1633 ed era costituito da due parti: il pedale, una parete di reti staccata dalla costa che si estendeva fino alla profondità di 70 metri con lo scopo di interrompere il corso dei tonni convogliandoli verso la camera di cattura, e l’isola, un edificio sottomarino di reti con aperture che spingevano i tonni da una camera all’altra fino a quella di cattura, dove il rais dava il via alla mattanza. L’edificio a terra della tonnara comprendeva l’area per la lavorazione del tonno, il magazzino e le abitazioni dei tonnaroti. Nell’isoletta di Vendicari, infine, proprio di fronte alla tonnara, c’era la casa in legno dei rais. 

vendicari 2 - Be Sicily Mag

Itinerari faunistici, snorkeling, birdwatching, grazie alla presenza dei pantani che fungono da luogo di sosta nella migrazione degli uccelli, ma anche tre distinti e splendidi percorsi (quello archeologico, partendo dall’ingresso di Cittadella Maccari, vicino alla spiaggia di San Lorenzo, permette di visitare la Cittadella, la Trigona e le Necropoli bizantine) e numerose spiagge incontaminate (su tutte quella di Marianelli, Eloro e Calamosche) fanno di Vendicari una delle aree più attraenti e paradisiache della Sicilia. Una zona unica, difficile da spiegare e assolutamente da visitare per poterla apprezzare in tutte le sue sfaccettature.

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