martedì | 28 Maggio | 2024
Isabella Napoli
Isabella Napoli
La scrittura è una delle mie passioni sin da quando bambina mi piaceva scrivere favole su animali e personaggi fantastici. Giornalista professionista dal 2004, festeggio i 20 anni di professione e ho debuttato l’anno scorso con un mio blog. Mi piace seguire la moda e scoprire talenti tra stilisti e artigiani nella mia Sicilia. Il mio lettore più critico? Mio nipote Davide Teo, 6 anni e mezzo, studia a Milano inglese e ogni tanto prova a leggere i miei articoli e li boccia.

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Costanza Quatriglio presenta Il cassetto segreto: “Così ho riscoperto mio padre Giuseppe”

La regista palermitana Costanza Quatriglio racconta a Be Sicily Mag come è nato “Il cassetto segreto” in uscita il 18 aprile nelle sale (Foto di Azzurra Primavera)

Isabella Napoli
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La scrittura è una delle mie passioni sin da quando bambina mi piaceva scrivere favole su animali e personaggi fantastici. Giornalista professionista dal 2004, festeggio i 20 anni di professione e ho debuttato l’anno scorso con un mio blog. Mi piace seguire la moda e scoprire talenti tra stilisti e artigiani nella mia Sicilia. Il mio lettore più critico? Mio nipote Davide Teo, 6 anni e mezzo, studia a Milano inglese e ogni tanto prova a leggere i miei articoli e li boccia.

Un film che offre al pubblico “un caleidoscopio di storie” e che “parte dalla Sicilia per spaziare negli argomenti e attraverso le generazioni”. Costanza Quatriglio, cineasta palermitana, regista di film e documentari premiati in numerosi festival internazionali, ha presentato “Il cassetto segreto” a Be Sicily Mag. Un documentario sul papà Giuseppe Quatriglio prodotto da Indyca, Luce Cinecittà con Rai Cinema. L’anteprima è in programma mercoledì 17 aprile alle 20,30 al cinema Rouge et Noir. La pellicola uscirà poi nelle sale italiane distribuita da Luce Cinecittà. 

Il progetto di Costanza Quatriglio

Tutto è iniziato dalla biblioteca e dall’archivio di Giuseppe Quatriglio, firma storica del Giornale di Sicilia e di altre importanti testate. Scrittore, saggista e amico di uomini di cultura del Novecento e da quel cassetto dai cui escono i ricordi di un papà e di una bambina. “Questo progetto è nato strada facendo quando a gennaio 2022 ho deciso di donare la biblioteca di mio padre alla Regione Siciliana. È così che sono arrivate a casa bibliotecarie e archiviste. Mi piaceva il loro modo di lavorare e ho sentito che narrativamente era una situazione molto feconda. Filmare il loro lavoro era una cosa sorprendente”.

È proprio da questo periodo che sono emersi gli spunti per la pellicola. “Durante la catalogazione, venivano fuori tante storie e tante vite. All’inizio non pensavo ad un film ma semplicemente a documentare quest’avventura irripetibile nella casa in cui sono cresciuta, poi man mano che prendevo confidenza, è stato naturale pensare che sarebbe diventato una narrazione compiuta. Mio padre ha iniziato a fare il giornalista negli anni ’40 e ci sono testimonianze di 80 anni della sua attività in giro per il mondo”.

“Quando ho deciso di fare il film – ho continuato Costanza Quatriglio – ho recuperato delle riprese fatte con mio padre nel 2010 e nel 2011: lo sorprendevo in casa anche nella sua vestaglia da camera, e ho provato una grande tenerezza. In questi dialoghi, era come se il cinema intervenisse tra di noi, trasformando la realtà. Nell’archivio, ho trovato tante bobine anche personali, perché mio padre non documentava solo il suo lavoro ma filmava anche me”.

Tanti gli aneddoti che la regista ha scoperto nelle riprese della catalogazione e i ricordi documentati da filmati e foto, come quelli delle amicizie con personaggi celebri come il poeta Ignazio Buttitta e lo scrittore Leonardo Sciascia, oltre ad alcune testimonianze su protagonisti della storia  e della letteratura italiana come Carlo Levi. E le foto di Anna Magnani, Cary Grant e Ingrid Bergman, l’auto scatto mancato con Enrico Fermi, e quel disegno di Renato Guttuso. La scoperta di oltre 60.000 negativi fotografici scattati dal padre dal 1947 in poi, decine di bobine 8mm e centinaia di ore di registrazioni sonore. Ma anche il terremoto del Belice e il muro di Berlino, la Parigi e l’America degli anni ‘50. Su e giù per il ‘900, su e giù per il mondo. “Mio padre – ricorda la Quatriglio – è stato sul set di Stromboli di Rossellini e raccontò della maestra che prestò la sua casa a Ingrid Bergman per farne una reggia. In tutto il suo archivio, si sente l’amore per gli esseri umani”.  

Il film documentario è stato presentato con successo nella sezione Forum al Festival di Berlino. “Ho imparato dalla proiezione che  questo film parla a tutti, a tutte le lingue a tutte le età e nonostante la storia parta dalla Sicilia e racconti qualcosa di personale, in realtà spazia negli argomenti, nelle generazioni ed è come un caleidoscopio di storie”. 

Chi era Giuseppe Quatriglio

Giuseppe Quatriglio – l’«Instancabile ricercatore di cose siciliane», come lo definiva l’amico Sciascia – è stato un punto di riferimento per il giornalismo in Sicilia, ma non solo. Grande viaggiatore (lo hanno definito «Argonauta, con il vello d’oro per bagaglio»), è stato corrispondente in America e ha collaborato con molte importanti riviste italiane. Accanto al giornalismo, la letteratura: finalista Strega nel 2000 con “Sabìr” è noto soprattutto per “Mille anni in Sicilia”, tradotto in più lingue e ancora nelle librerie. Ma anche la fotografia (Premio Pannunzio per il giornalismo fotografico), è stato un modo per raccontare il mondo e diventarne testimone d’eccezione.

Le sue librerie e i suoi cassetti raccontano tutto questo: il “Fondo Giuseppe Quatriglio, donato dalla figlia Costanza alla Regione Siciliana, per la sua grande rilevanza storica è stato dichiarato di “Interesse culturale” dalla Soprintendenza archivistica della Sicilia – Archivio di Stato di Palermo. 

La carriera di Costanza Quatriglio 

Costanza Quatriglio esordisce con il pluripremiato “L’isola”, presentato alla Quinzaine des Réalisateurs del Festival di Cannes nel 2003 e restaurato nel 2023 da Cinecittà. Nel 2013 alla Mostra di Venezia ha presentato in selezione ufficiale fuori concorso “Con il fiato sospeso” con il quale ha ottenuto diversi riconoscimenti. Ha vinto il Nastro d’Argento con “Terramatta” nel 2013 e con “Triangle” nel 2015, mentre “87 ore” ha ottenuto il Nastro d’argento speciale nel 2016. Nel 2018 è uscito “Sembra mio figlio”, lungometraggio presentato al Festival di Locarno e vincitore, tra gli altri, di un Ciak d’oro. I suoi film più recenti sono il TV Movie di grande successo “La bambina che non voleva cantare” e “Trafficante di virus”. 

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