martedì | 28 Maggio | 2024
Giorgia Nunnari
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Messinese classe '95, amo l'arte, la letteratura e tutto ciò che comunica e unisce. Durante l'infanzia ho girato un po' ma poi lo Stretto mi ha richiamata a casa. Oggi vi racconto Messina e i messinesi.

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“‘A Cirimonia”: lo spettacolo di Rosario Palazzolo al Teatro dei 3 Mestieri di Messina

Il regista e attore palermitano Rosario Palazzolo porta a Messina sabato 4 e domenica 5 maggio lo spettacolo "'A Cirimonia"

Giorgia Nunnari
Giorgia Nunnari
Messinese classe '95, amo l'arte, la letteratura e tutto ciò che comunica e unisce. Durante l'infanzia ho girato un po' ma poi lo Stretto mi ha richiamata a casa. Oggi vi racconto Messina e i messinesi.

Quindici anni dopo la sua prima stesura, lo spettacolo del regista, drammaturgo e attore palermitano Rosario Palazzolo, dal titolo “‘A Cirimonia” porta ancora in scena i suoi interrogativi e le memorie incerte dei protagonisti. Questa volta il palco è quello del Teatro dei 3 mestieri di Messina, per la stagione 2023/24 “Mi presento così”.

Lo spettacolo è in programma sabato 4 maggio alle ore 21:00 e domenica 5 maggio alle 19:00. “’A Cirimonia” è uno strano rituale che induce i protagonisti ad interloquire, in un dialogo apparentemente privo di senso accompagnato da urla, silenzi e paure. A portare questa singolare conversazione sul palco saranno Palazzolo stesso e  l’attore Anton Giulio Pandolfo.

“‘A Cirimonia”: le note del regista Rosario Palazzolo

Il regista, Rosario Palazzolo, descrive eloquentemente dinamiche, interrogativi e obiettivi dei suoi personaggi. “’U masculu e ’A fimmina, i due personaggi de ’A Cirimonia, sono due entità atterrite e allo stesso tempo indomite, che provano a costruire il limite più spaventoso di tutti, quello che determina ciò che è vero da ciò che non lo è”. 

E continua: “La verità è un obiettivo impossibile, mi pare, nella vita di ciascuno. Ma lo stesso loro intendono conquistarlo, annotando presupposti fasulli e certezze che credono acquisite, senza rendersi conto di aver congegnato soltanto avamposti fragilissimi: degli alter ego mediocri e finti tonti, a cui far vivere le simpatiche peripezie col patto che dimentichino la disperazione o perlomeno la omettano, corrompendo il ricordo. E io davvero credo che la memoria sia solo una banale autodeterminazione, qualcosa di indotto e perciò di profondamente incerto, traballante, e traballano proprio le fondamenta sulle quali intendiamo erigere le nostre verità, quel processo che per il solo fatto di concepire una cronologia, innesca il movimento dell’immaginazione”.

“Allora – conclude Rosario Palazzolo – occorrerebbe fare ciò fa la scienza quando smette di fare la scienza e fa ciò che dovrebbe fare qualsiasi scienza, ovvero propendere per l’esplorazione, rinnegare la prova empirica e dare voce alle deduzioni, scommettere, investire su una qualsiasi possibilità e poi erigerla sul trono della verità, con la consapevolezza che si è compiuta una scelta, una scelta in mezzo a molte, e semmai giudicare il perché di quella scelta, e non la scelta in sé”.

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