venerdì | 21 Giugno | 2024
Zaira Conigliaro
Zaira Conigliaro
Ha 20 anni e studia Scienze della comunicazione con indirizzo Cultura Visuale, ha un debole per l’arte, la moda e il cinema. Da marzo scrive con passione per Be Sicily Mag, sognando una carriera nel giornalismo. Determinata e creativa, cerca costantemente di migliorare le sue abilità, trasmettendo emozioni attraverso le sue parole.

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Strage di Modica, il ricordo del 29 maggio 1921 e dei 6 lavoratori uccisi per essersi ribellati al fascismo

La storia siciliana del Novecento è stata caratterizzata dalla strage di Modica, simbolo delle lotte drammatiche delle classi subalterne culminate in violenze

Zaira Conigliaro
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Ha 20 anni e studia Scienze della comunicazione con indirizzo Cultura Visuale, ha un debole per l’arte, la moda e il cinema. Da marzo scrive con passione per Be Sicily Mag, sognando una carriera nel giornalismo. Determinata e creativa, cerca costantemente di migliorare le sue abilità, trasmettendo emozioni attraverso le sue parole.

La Sicilia, una terra di contrasti e resistenze, ha visto nei decenni tra la fine dell’Ottocento e il 1960 una serie di lotte tenaci da parte delle classi più umili contro l’oppressione e lo sfruttamento. Questo periodo storico è segnato da eventi drammatici e sanguinosi, con il coinvolgimento di mafia e ceti dominanti, culminati in episodi di violenza come l’eccidio di Passogatta del 1921, nota anche come strage di Modica.

Il 21 maggio 1921, alle porte di Modica, si consumò infatti uno degli episodi più sanguinosi nella storia delle lotte contadine in Sicilia. Un corteo inizialmente pacifico di oltre 1500 lavoratori, che si erano radunati per protestare contro le continue violenze fasciste, si trasformò in un massacro premeditato.

Il contesto sociale e politico della strage di Modica

Per comprendere a fondo la strage di Modica, è necessario esaminare il contesto sociale e politico dell’epoca. La Sicilia post Prima Guerra Mondiale era una regione profondamente segnata dalla povertà e dall’ineguaglianza. Le lotte contadine, ispirate da un desiderio di giustizia e di miglioramento delle condizioni di vita, venivano spesso represse con brutalità. La connivenza tra i latifondisti, la mafia e le strutture statali rendeva ogni tentativo di rivendicazione sociale estremamente pericoloso.

La mattina del 29 maggio 1921, il corteo di lavoratori si era radunato in contrada Passogatta, alla periferia di Modica. Mentre i manifestanti si dirigevano verso il centro della città, furono attaccati da squadristi fascisti che, appostati negli edifici circostanti, iniziarono a sparare senza pietà. Sei lavoratori furono uccisi sul colpo: Vincenzo Carulli, Rosario Liuzzo, Raffaele Ferrisi, Agostino Civello, Carmelo Pollara e Carmelo Vacirca. Numerosi altri rimasero feriti gravemente.

L’eccidio di Passogatta non fu un evento isolato, ma parte di una più ampia strategia di repressione delle lotte contadine in Sicilia. Dopo la strage, la violenza fascista continuò a colpire duramente i lavoratori e le organizzazioni sindacali in tutta l’Isola. Questo periodo di intensa repressione segnò profondamente la memoria collettiva e alimentò la resistenza contro l’oppressione.

Memoria e riflessi attuali

Il poeta Ignazio Buttitta, nel suo “Lamento per Turiddu Carnevali”, descrisse con parole crude e schiette la situazione drammatica dei lavoratori siciliani. I suoi versi evocano le sofferenze e le ingiustizie subite dalle classi più umili, offrendo una potente denuncia delle condizioni sociali dell’epoca: “Arricugghiu li poveri, amurusu, li dorminterra, li facci a tridenti…”.

In occasione dell’anniversario dell’eccidio di Passogatta, è importante ricordare e riflettere su queste vicende che hanno segnato profondamente la storia siciliana. La memoria ci insegna l’importanza della lotta per i diritti e la giustizia sociale, un impegno che continua a ispirare le generazioni presenti e future. L’eccidio rappresenta un capitolo doloroso ma fondamentale nella storia delle lotte sociali in Sicilia. Ricordare questi eventi è essenziale per comprendere le radici della resistenza e dell’impegno per la giustizia sociale.

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