giovedì | 18 Luglio | 2024

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Frida Kahlo, la mostra temporanea all’Archivio Storico Comunale di Palermo

Palermo celebra Frida Kahlo con una collettiva all’Archivio Storico Comunale. In programma fino al 6 luglio eventi e incontri in occasione del 150° anniversario dei rapporti diplomatici tra Italia e Messico

Icona femminista del Novecento, passionale e assoluta, Frida Kahlo ha rappresentato, con la sua arte, l’anima del Messico del ventesimo secolo, tra rivoluzione e rinascita. Nessuna come lei è stata capace di trasferire il suo dolore, anche fisico, nella pittura, coagulando attorno a essa frammenti di se stessa e della sua cultura e dando voce, al contempo, alle lacerazioni di un secolo dilaniato dai conflitti. Alla pittrice messicana Palermo ha dedicato una mostra corale all’Archivio Storico Comunale in via Maqueda, dal titolo “Mi Frida l’Artista, la Donna”. L’inaugurazione è avvenuta martedì 2 luglio e sarà visitabile fino a sabato 6 luglio.

La mostra su Frida Kahlo a Palermo

La mostra “Mi Frida l’Artista, la Donna” si inserisce nell’ambito del progetto “Libero Spazio Espressivo Sicilia – Mexico 2024”, a cura dell’associazione “Frida Kahlo”, con il patrocino dell’Ambasciata del Messico, dell’Assessorato regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana e dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Palermo. L’occasione è data dalla celebrazione del 150° anniversario dell’inizio dei rapporti diplomatici tra Italia e Messico e dell’anniversario di nascita della celeberrima pittrice, avvenuta il 6 luglio del 1907 a Coyoacán, Città del Messico.

La manifestazione mira a promuovere l’arte e la culturale del Paese centro-americano a Palermo proprio attraverso la figura di Frida Kahlo, la figlia più illustre del Messico, comunista, apertamente bisessuale, accanita fumatrice e bevitrice, dotata di un talento artistico fuori dal comune, schierata contro le ipocrisie sessiste e le convenzioni. Non a caso, il critico d’arte francese André Robert Breton descrisse la sua arte come “una bomba con i nastrini”, fiorita in un momento di transizione difficile per il mondo, in cui il Messico aveva tuttavia un ruolo da protagonista come meta di tanti intellettuali.

frida kahlo - Be Sicily Mag

Gli artisti

A esporre le loro opere della mostra “Mi Frida l’Artista, la Donna” negli spazi dell’Archivio storico comunale, luogo ormai focale nella vita culturale cittadina, sono gli artisti Annelise Atzori, Bianca Ballerino, Valentina Baltolu, Nicolaie Ciaravino, Serena Corrao, Asia Formoso, Antonio La Colla, Ema Resart, Peppino Romano, Sara Mineo, Celestina Salemi, Pietro Sciortino, Maria Felice Vadalà e Roberta Zito Ricami.

Talenti di grande spessore, siciliani ma non solo, che hanno raffigurato Frida esaltandone l’intensa personalità e quel coraggio di vivere e amare che non venne mai meno, malgrado le infermità, la malattia e la travagliata – e, per molti versi, dissoluta – storia sentimentale con Diego Rivera, pittore anche lui.

La storia di Frida Kahlo

Quella con Diego Rivera relazione impossibile che per Frida Kahlo rappresentò anche l’unico vero amore: un quid che andava ben oltre la carnalità e la passione, tanto che lei non fece mai mistero di considerarlo il suo bambino, nato ogni momento e ogni giorno da se stessa. Una coppia certamente sopra le righe – li chiamavano l’elefante e la colomba –geniale e spiazzante: al matrimonio celebrato nel 1929 seguirono tradimenti, storie parallele, separazioni ma anche una clamorosa riunione del 1941, pochi anni prima del declino fisico che colpisce Frida.

Una vita all’insegna dell’amore e della resistenza alle avversità ma, soprattutto, della sofferenza fisica incessante, iniziata con la polio a soli sette anni e culminata nel 1925 con un incidente del tram su cui viaggia: un corrimano la penetra dalla schiena ai genitali, straziandola nella sua fisicità. Ossa rotte, fratture alla spina dorsale, alle clavicole, alle costole, al bacino, alla gamba, un piede distrutto e una spalla offesa per sempre. Si fa sistemare uno specchio al di sopra del letto a baldacchino acquistato per lei dai genitori e dipinge se stessa, da sdraiata.

Si sottopone a trentadue operazioni , passa anni a letto e realizza ben cinquantatrè autoritratti, su un totale di 143 dipinti. Un’infezione, contratta nel 1953, costrinse i medici ad amputarle la gamba destra, un anno prima della sua morte, avvenuta a soli quarantasette anni, a causa di un’embolia polmonare. “Aspetto felice la partenza e spero di non tornare mai più”, scrisse nel suo diario. Fu cremata e le sue ceneri sono conservate nella sua Casa Azul, oggi sede del Museo che porta il suo nome. Un’esistenza sofferta ma non priva di irriverente allegria che gli artisti hanno saputo cogliere e cristallizzare nelle loro opere, celebrando al contempo la figura di Frida Kahlo e il legame tra Italia e Messico.

Il percorso espositivo - Be Sicily Mag

Gli impegni di “Libero Spazio Espressivo Sicilia – Mexico 2024”

L’evento in corso all’Archivio Storico Comunale conferma il ruolo focale di Palermo quale punto di incontro e scambio tra le due nazioni: al centro, il dialogo tra la comunità locale e le presenze messicane in città. La collettiva, che vede alla direzione artistica Angela Tinervia, Luisa La Colla, Gabriella Lupinacci, Giovanni Melazzo, Vinny Scorsone e Chiara Vannucchi, rappresenta una straordinaria opportunità per approfondire la conoscenza della pittrice, role model per le donne e amata in tutto il mondo.

Oltre alla mostra, la manifestazione comprende altri eventi in programma fino a sabato 6 luglio. Giovedì 4 si terrà l’incontro culturale dal titolo “Mexico e Sicilia: tradizioni parallele” a cura di Chiara Vannucchi e Rosario Perricone e, il giorno successivo, sarà la volta della visita guidata alla mostra di maschere sudamericane e messicane al Museo Pasqualino a cura di Carlos Riboty. Le celebrazioni culmineranno nel giorno conclusivo con il tributo a Frida Kahlo in occasione del suo centodiciassettesimo compleanno, festeggiato nell’evento “Viva La Vida: El cumpleaños de Frida” e nel finissage della mostra “Mi Frida, l’Artista, la Donna”, visitabile dalle 9:00 alle 13:30 e dalle 15:00 alle 17:30; domenica, invece, dalle 10:00 alle 19:00, con ingresso libero.

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